Overcooked 2 – Recensione

Sviluppatore: Ghost Town Games Publisher: Team17 Piattaforma: PS4 Genere: Party Giocatori: 1-4 (Online: 2-4) PEGI: 3 Prezzo: 24,99 €

Qualche anno fa una nuova IP plasmata da Ghost Town Games, piccolo studio di sviluppo in quel di Cambridge, sconvolse, nel proprio piccolo, il genere dei party game. La premessa è ed era semplice: chiedere al giocatore di cucinare differenti ricette, complicandogli la vita con mille ostacoli, uno più folle dell’altro, preferibilmente in cooperativa (per aumentare esponenzialmente il divertimento), il tutto con il supporto di un gameplay alla portata di tutti, ma mai banale. Ecco perché abbiamo accolto Overcooked 2 a braccia aperte.

Riecco er Cipolla

Capitolo nuovo, ma vecchie conoscenze. Anche in questo secondo Overcooked infatti troveremo un manipolo di chef umani o animali, con qualche gradita new entry, in tutto ventiquattro esclusi quelli aggiunti tramite DLC. Ma soprattutto coloro che, in qualche modo, ci commissioneranno la missione di salvare il regno: re Cipolla e l’inseparabile cagnolino Kevin (soprattutto Kevin, per la verità, che sotto sotto è colui che tira le fila del discorso, ne siamo sicuri).

Cipolla, in particolare, ha ottenuto un misterioso oggetto chiamato Necrognammicon (il Necronomicon di Lovecraft vi dice niente?) e risvegliato un’orda interminabile di fette biscottate non-morte, ribattezzate, con una freddura tanto discutibile quanto irresistibile, “panigoldi”. Nostro compito sarà sfamarli affinché non portino in rovina il regno intero. Fatto sta che, dopo un accenno di trama che in realtà funge solo da pretesto per cucinare e soprattutto combinare diversi danni, partiamo con il nostro furgoncino che, in base alle esigenze, fungerà anche da nave e da aereo. Non si bada a spese, in quel di Overcooked. Ma, digressioni giurassiche a parte, eccoci qui pronti ad affrontare un livello (pardon, una cucina) dietro l’altro. Nella mappa di gioco, classica e classicamente divisa in una sequenza numerata di mondi e livelli, appunto, troveremo una serie di sfide in cui il requisito per passare alla successiva è conquistare almeno una delle tre stelle disponibili, assegnateci in base al punteggio.

Il nostro compito sarà essenzialmente quello di cucinare, e più saremo veloci e puntuali con la consegna dei piatti, più punti otterremo. Al contrario, se invece saremo lenti al punto tale da fare “scadere” l’ordine, i punti ci saranno addirittura sottratti. In Overcooked 2, come nel primo, del resto, servono organizzazione ferrea, lucidità, capacità di fare squadra e freddezza anche nei momenti più disperati, al di là dell’aspetto “carino” del titolo.

Sì, perché non si tratta solo di cucinare le nove ricette disponibili (e relative varianti). E tagliare gli ingredienti, e bollirli, e frullarli, e assemblarli, e lavare i piatti. Quello è, paradossalmente, “solo” il contorno. E perdonatemi la ridondante metafora culinaria. Ben presto vi renderete conto di come spostare piattaforme, prestare la massima attenzione ai mobili che si spostano, ai portali magici, ai teletrasporti, alle auto che vi investono o alle fiamme che vi bloccano il percorso – salvifico estintore disponibile in tutti i livelli – sia importante tanto quanto cucinare la pasta, la pizza, un’insalatona, una torta o ancora del sushi. Ogni cucina di Overcooked 2 è una piccola perla di game design, capace di sorprendere ogni (prima) volta.

Usato sicuro

Chi comunque ha giocato il primo capitolo, ci metterà meno di un secondo ad adattarsi a questo secondo. E il perché ve lo potete immaginare facilmente da soli, ed è forse l’unico difetto di Overcooked 2: di veramente nuovo, a livello strutturale, non c’è praticamente niente. Certo, vediamo l’aggiunta del multiplayer online fino a quattro giocatori, per cui parlare però di novità nel terzo millennio fa un po’ strano. Questo è al massimo una necessaria pezza alla lacuna del primo Overcooked (e in ogni caso è micidialmente più divertente il multiplayer in locale). Vediamo pure l’aggiunta di nuovi chef, ricette e livelli, e ci mancherebbe altro; più interessante è la nuova feature che ci consente di lanciare il cibo (ma solo quello non ancora cotto), cosa che ha prestato il fianco a ingegnose soluzioni sotto il profilo del design. Ma nulla di dirompente, ecco.

In occasione dell’aggiornamento natalizio gratuito, che ha seguito il DLC a pagamento, è stata inserita anche una utile, per i neofiti, modalità Pratica e il Nuovo Gioco +, che permetterà agli chef più skillati di guadagnare una quarta stella per ciascun livello grazie al raggiungimento di punteggi semplicemente stratosferici. Non solo di cooperazione si vive, comunque, ma anche di sana competizione. Gli sviluppatori di Ghost Town Games hanno offerto ai giocatori la possibilità di cimentarsi anche con una modalità Versus e un’altra Arcade. Ma è proprio qui che casca l’asino. Overcooked 2 rimane un gioco che esce del tutto ridimensionato nel momento in cui non si dovesse avere un compagno di giochi (meglio se in carne e ossa). E al sottoscritto, soggettivamente, va pure benissimo così, ma ciò non può essere un elemento trascurabile in sede di recensione.

Per quanto riguarda il lato visivo, Overcooked 2 vanta una più che soddisfacente risoluzione a 1080p, senza avere una grafica da titolo blockbuster ma offrendo uno stile fumettoso e godibilissimo, che ben si sposa con la natura del gioco, oltre che una certa cura per il dettaglio. Di buon livello anche la colonna sonora, capace di accompagnare il giocatore durante tutta l’avventura con brani azzeccatissimi ed effetti sonori convincenti. Nota di merito la spesso bistrattata localizzazione italiana, in Overcooked 2 invece presente e di buona qualità.

Trofeisticamente parlando: Cannavacciuolo

Il set trofei di Overcooked 2 vanta uno scintillante Platino, che potrà essere guadagnato dopo avere giocato per un discreto numero di ore. Tra le richieste principali c’è quella di finire la storia (e tutti i livelli segreti di Kevin, sbloccabili soddisfacendo certe condizioni in certi livelli), compiere un tot di volte specifiche azioni in-game e fare una manciata di partite a tutte le modalità presenti. Nulla di eccessivamente complicato.

VERDETTO

Overcooked 2 si conferma come uno dei massimi esponenti tra i party game. L'aggiunta del multiplayer online e qualche ritocco verso l'alto sono le uniche novità presenti - e diamo ragione agli sviluppatori e alla loro volontà di non cambiare la formula vincente. Certo è, però, che l'effetto novità è sparito e chi ha giocato al primo Overcooked non potrà non avere una sensazione di già visto. In ogni caso: se state cercando un gioco da giocare con amici e parenti, meglio se in locale, Overcooked 2 è la scelta giusta.

Guida ai Voti

Dario Caprai
Non capisce niente di videogiochi ma, dal momento che non lo sa, continua a parlarne, imperterrito. Tanto è vero che il tempo preferisce passarlo a scrivere, a leggere, a vedere un film, a seguire e praticare sport, a inveire per il fantacalcio, a tenersi informato su tecnologia e comunicazione piuttosto che con un DualShock in mano. In tutto questo è, però, uno degli admin di PlayStationBit da tempo ormai immemorabile.