Pro Evolution Soccer 2019 – Recensione

Sviluppatore: Konami Publisher: Konami Piattaforma: PS4 Genere: Sport Giocatori: 1-4 (Online: 2-22) PEGI: 3 Prezzo: 59,99 €

Il Mondiale di Russia 2018 prima e l’inizio precoce del campionato poi, hanno tenuto alto l’interesse degli appassionati di calcio che non hanno avuto un attimo di respiro, complice anche una delle sessioni di calciomercato più ricche di sempre. In questo entusiasmo generale è arrivato anche l’attesissimo PES 2019, carico come non mai di contenuti e di novità.

We are the champions

L’edizione di Pro Evolution Soccer di quest’anno aveva tanto da dimostrare. La scelta coraggiosa di abbandonare le licenze di Champions ed Europa League per concentrarsi sul gameplay non ha lasciato indifferenti i fan storici della serie. L’idea di giocare un Campionato Master o di creare un torneo con gli amici senza il piacevole sottofondo della colonna sonora dei tornei UEFA poteva infatti infliggere un duro colpo, ma la promessa di rinnovamento ci ha fatto sperare che tutto potesse andare per il meglio.

Piccolo spoiler in merito alla riuscita dell’opera: PES 2019 è un titolo eccellente, ma di questo parleremo nel corso della nostra recensione. Prima infatti è doveroso segnalare che Konami ha chiuso una porta e aperto un portone implementando licenze su licenze, compresa la Ligue 1 francese. La scelta di puntare all’esperienza di gioco più completa e realistica possibile, ad esempio con le numerose partnership strette con grandi club d’Europa e del mondo, è il motore che muove Pro Evolution Soccer e che dimostra quanto Konami abbia investito sulla serie.

Di bene in meglio

Il capitolo precedente di Pro Evolution Soccer sì è rivelato un ottimo titolo, tanto che Konami si è dimostrata più che intenzionata a proseguire sulla falsa riga di quanto proposto ai giocatori lo scorso anno, con qualche miglioria per quello che riguarda contrasti e controllo di palla. La più grande novità di PES 2019 è infatti quello che viene definito First Touch Impact, ossia un sistema che permette al giocatore (e agli avversari) di controllare il pallone in una maniera mai vista prima in un gioco di calcio: dribbling, contrasti e tiri saranno infatti più realistici e precisi che mai.

Questo sistema dà il meglio di sé per via delle nuove animazioni studiate da Konami e dell’ormai storico Fox Engine, motore di gioco rodato e pimpante sia per quello che riguarda gli stadi che per quanto concerne i giocatori. Oltre a modelli poligonali eccellenti, punto forte che PES ha sempre dimostrato di avere, troviamo un nuovo sistema di illuminazione denominato Enlighten che permette di muovere un passo in più verso la perfezione virtuale, aiutato anche dalla riproduzione di alcuni stadi su licenza che lasceranno il giocatore senza fiato. La visuale dall’alto del Camp Nou oppure il tunnel roccioso della Veltins Arena faranno venire i brividi agli appassionati, così come i dettagli di alcuni giocatori riprodotti fino all’ultimo tatuaggio.

Meglio di Ciccio Graziani

Chiusa la mascella è il momento di iniziare a giocare, e quale modo migliore per farlo se non cimentarsi nelle due modalità single player storiche della serie, ossia il Campionato Master e Diventa un mito? Il primo permetterà al giocatore di diventare un allenatore, scegliendo un avatar e iniziando a insegnare calcio a una formazione già esistente oppure a un team di scapestrati da portare sul tetto del mondo. Niente di nuovo, in questo senso, con il consueto mix di trattative e calcio giocato per riuscire a trionfare nei migliori campionati mondiali e magari diventare anche allenatori di una nazionale.

Torna anche l’apprezzata modalità Sfida, che aumenterà la difficoltà delle trattative e introdurrà come variabile l’umore dei giocatori che potranno decidere di non venire nel nostro team o tentare di andarsene in base alle nostre scelte. Sostanzialmente invariata rispetto al passato risulta essere anche Diventa un mito, modalità nella quale impersoneremo un giocatore reale oppure uno creato da zero cercando di farlo diventare il migliore al mondo. Niente trattative, ma piuttosto possibili discussioni con gli allenatori a causa di un mancato schieramento.

Il fatto che le modalità non abbiano subito stravolgimenti è un bene, dato che la formula sembra essere collaudata e offre ai giocatori due visioni differenti del mondo del calcio, una globale e una più personale. La parte più ricca del gioco, però, è indubbiamente l’online.

Il nemico del mio nemico è mio amico

Ad affiancare le due modalità progressive di PES 2019 e l’immancabile Esibizione troviamo tantissime proposte online, volte a soddisfare qualsiasi tipo di palato. Prima di parlare approfonditamente della modalità myClub, vero e proprio fiore all’occhiello del titolo, è doveroso parlare delle modalità di rete che lo affiancano.

Oltre alla possibilità di sfidare un amico oppure dei giocatori casuali scelti grazie al matchmaking, i giocatori potranno cimentarsi nella modalità cooperativa, che permetterà di dare vita a intense partite 3 vs 3 giocando con compagni e avversari scelti casualmente oppure facenti parte di un clan. I più competitivi potranno invece sfidarsi nella modalità denominata Divisioni online; questa fornirà al giocatore, in caso di vittoria, un determinato numero di punti utili per salire di graduatoria e affrontare avversari sempre più forti.

Nonostante anche in questo caso le novità non siano esagerate, il vero salto di qualità è stato fatto a livello di connessione, dato che il matchmaking non genererà più lunghi tempi morti e le partite scorreranno via fluide. Abbiamo riscontrato solo occasionali rallentamenti. Anche l’abbinamento con i giocatori di pari livello risulterà, così come nella modalità myClub, meno squilibrato che in passato, con avversari da fronteggiare molto più simili al nostro attuale livello di gioco.

Més que un club

La modalità principe di PES 2019 è indubbiamente il myClub, che da qualche anno a questa parte rivaleggia con l’apprezzato FUT del rivale di sempre FIFA e che sta acquisendo sempre più popolarità tra gli appassionati di calcio.

Per coinvolgere ancora di più i giocatori, Konami ha deciso di rivedere e raffinare ogni componente di questa modalità, a partire dall’interfaccia di gioco resa ancora più intuitiva e da quantità e qualità dei giocatori disponibili, aggiornati in base alle prestazioni delle loro controparti reali. Tornano in grande stile gli agenti, alcuni dei quali ci permetteranno di ottenere un tris di giocatori, e gli osservatori, utilizzabili in singolo oppure combinati con altri per ottenere giocatori con delle caratteristiche ben definite.

Anche qui si potrà sfidare altri utenti, giocare in modalità cooperativa, lottare contro l’IA e partecipare a tutta una serie di eventi speciali che accompagneranno i giocatori nel corso dell’anno assieme a ricchi premi. Si è scelto comunque di non stravolgere quanto di buono visto lo scorso anno, ma piuttosto di affinare la proposta per andare incontro ai desideri dei giocatori, sempre più intrigati dalla possibilità di creare una squadra di campioni, sfruttando microtransazioni fortunatamente mai invadenti né obbligatorie per dimostrare il proprio valore.

Ci mette il fisico, buon recupero

Pro Evolution Soccer 2019 si è quindi rivelato decisamente più conservatore dei capitoli precedenti, scelta dettata anche dagli sforzi profusi per adeguare l’episodio dello scorso anno alla proposta di Electronic Arts. Proprio questa scelta è quella che potrebbe destare più dubbi tra i fan della saga, preoccupati magari dal ritrovarsi un prodotto sostanzialmente uguale al precedente ma con le rose aggiornate e qualche piccola variazione.

Fortunatamente sul campo questa scelta non si avverte. Le novità introdotte a livello di gameplay sono reali e tangibili, il pallone avrà una fisica apprezzabile mentre i contrasti di gioco e i tiri saranno quanto più precisi che mai, senza contare le modifiche apportate ai portieri, ora ancora più reattivi.

Una piccola tirata d’orecchi va però fatta per quello che riguarda la telecronaca delle partite. Accanto a tutto questo realismo stona un po’ sentire il buon Fabio Caressa, confermato anche quest’anno, ripetere sempre le stesse frasi con qualche piccola eccezione per le introduzioni. Trattandosi di una rivisitazione rispetto alla telecronaca dello scorso anno, ci saremmo aspettati un ventaglio molto più ampio di dialoghi da ascoltare vista la qualità dello speaker, anche se si tratta di un dettaglio marginale che non influenza l’ottima esperienza di gioco.

Trofeisticamente parlando: si gonfia la rete!

Come le modalità di gioco anche l’elenco trofei di Pro Evolution Soccer 2019 si aggiorna senza stravolgimenti. La terribile coppa di bronzo del precedente capitolo lascia spazio a qualche trofeo in più legato al myClub per un Platino tutto sommato abbordabile, soprattutto sfruttando la completissima guida trofei di PES 2019, che vi proponiamo in anteprima italiana.

VERDETTO

PES 2019 è calcio allo stato puro. Gli amanti di questo sport non potranno che rimanere estasiati davanti al lavoro svolto da Konami per far sì che il suo simulatore calcistico sia quanto più possibile somigliante alla realtà. Il First Touch Impact e il sistema Enlighted sono due gradite novità che migliorano ancora di più la fisica e la grafica, mentre le modalità di gioco storiche sono state migliorate senza stravolgimenti. A completare il quadro ci pensa poi la modalità myClub, pronta a togliere il sonno a tutti coloro che sognano di creare la squadra perfetta.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.

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