Sviluppatore: Obsidian Entertainment Publisher: Versus Evil Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

A poco più di due anni dall’uscita su PlayStation 4 dell’eccellente Pillars of Eternity e dopo essersi fatti apprezzare dagli amanti della fantascienza con l’ottimo The Outer Worlds, i ragazzi di Obsidian Entertainment ci rimettono nei panni dell’Osservatore con Pillars of Eternity 2: Deadfire – Ultimate Edition.

Pillars of Eternity 2: Deadfire Ultimate Edition

Ricordi di Caed Nua

Prima di addentrarci nella trama del titolo è bene una doverosa premessa, dato che Pillars of Eternity 2 riprenderà la narrazione dalla conclusione del primo capitolo. Sono passati cinque anni dal risveglio del gigantesco Eothas e dalla caduta di Caed Nua, fortezza faticosamente ricostruita solo per vederla nuovamente crollare. Ancora una volta i giocatori vestiranno i panni dell’Osservatore, un personaggio scelto dagli dei, Berath, in questo caso, per fermare la minaccia e riportare la pace nel mondo di Eora. Le premesse narrative sono importanti ma fortunatamente, oltre a una breve infarinatura, sarà possibile, prima di creare il nostro personaggio, fare alcune scelte morali che faranno da background a questo secondo capitolo anche per chi non avesse completato il primo.

Si entrerà così, quasi in punta di piedi, nella corposa trama di Pillars of Eternity 2, in cui ci si ritroverà a esplorare l’arcipelago di Deadfire, una realtà sia terrestre che marina fatta di città brulicanti di vita, oscure grotte da esplorare e vaste aree acquatiche piene di minacce e di pericoli. Senza troppo svelarvi della trama, la storia si evolverà in maniera rapida e lineare pur lasciando al giocatore la possibilità di inframezzare le missioni principali con una serie di numerosissime side quest che avranno il merito di fornire grandi ricompense e soprattutto approfondire una ricca e colorita narrazione che farà felici i fan di opere come Baldur’s Gate.

Pillars of Eternity 2: Deadfire Ultimate Edition

Chiudete i boccaporti!

Prima di tornare nel regno dei vivi, i giocatori dovranno scegliere le caratteristiche del proprio Osservatore utilizzando un sistema di creazione del personaggio profondo e ricco di sfaccettature: sei razze e undici classi principali, abbinate a una serie di sottoclassi. Il tutto collegato alla possibilità di scegliere il proprio background e l’aspetto per creare un eroe che sarà personalizzato in ogni minimo dettaglio.

Tutte queste opzioni, descritte con caratteri a volte fin troppo piccoli su alcuni televisori, potrebbero scoraggiare i meno abituati ai giochi di ruolo, ma fortunatamente una serie di tutorial e informazioni aggiuntive guideranno anche i neofiti tanto nella creazione quanto nel gioco vero e proprio. Scelti i nostri attributi e superata una prima serie di dialoghi, sarà la volta di mettere mano alle armi, iniziando, grazie a una battaglia-tutorial, a prendere confidenza con lo stile di Pillars of Eternity 2 che prevede la possibilità di combattere in tempo reale oppure a turni.

Ogni personaggio della propria squadra potrà essere gestito in maniera manuale, spostandolo nell’area di battaglia e selezionando quali azioni fargli eseguire, oppure essere affidato a una serie di comandi automatici per evitare di lasciare troppi guerrieri in balia dei nemici. Immancabile (fortunatamente) il tasto di pausa, per gestire al meglio e con tutta tranquillità le proprie truppe. Questa funzione è automatica scegliendo di combattere a turni, opzione forse meno apprezzata dai veterani ma perfetta per i neofiti.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.