Sviluppatore: nWay Publisher: nWay Piattaforma: PS4 Genere: Picchiaduro Giocatori: 1-2 (Online: 1-2) PEGI: 12 Prezzo: 19,99 €

In questi venticinque anni di attività, ce ne sarebbero di storie da raccontare sul brand dei Power Rangers. Dalle loro origini, con l’adattamento dalla serie giapponese, a tutte le loro varie trasposizioni televisive, cinematografiche, fumettistiche e videoludiche, che hanno cresciuto generazioni di ragazzini. Gli sviluppatori di nWay hanno provato a realizzare il loro tributo alla serie con il picchiaduro Power Rangers: Battle for the Grid di cui parleremo oggi. Il primo impatto con pubblico e critica non è stato dei migliori, ma gli sviluppatori hanno rilasciato diversi aggiornamenti, tra cui uno con nuovi contenuti e modalità poco dopo l’uscita e un altro, proprio qualche giorno fa, che introduce l’ultimo capitolo della modalità Storia e prova a risolvere alcuni dei problemi più gravi. Sarà servito a risollevare un lancio sul mercato non del tutto esaltante? Scopriamolo insieme.

Universi crossover

Come già anticipato in apertura, all’uscita Power Rangers: Battle for the Grid non prevedeva alcune modalità. Questo ha generato un certo malcontento, soprattutto nei fan, con nWay che ha cercato di placare gli animi con l’aiuto di Kyle Higgins, già scrittore per la serie a fumetti dei Power Rangers. Higgins ha infatti realizzato per questo titolo un riadattamento di Shattered Grid, saga crossover a fumetti pubblicata lo scorso anno per celebrare il venticinquesimo anniversario del brand. La narrazione ha inizio con i Mighty Morphin Power Rangers che si allenano presso il Command Center, finché lord Drakkon, versione malvagia di Tommy Oliver (Green Ranger), non li interrompe.

Nonostante l’arrivo di Jen Scotts dal futuro, Drakkon riuscirà a ottenere ciò che vuole e fuggire. Grazie ai suoi nuovi poteri, il temibile antagonista comincerà a viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, assieme ai suoi scagnozzi, per distruggere tutti i Power Rangers e rubare i loro morpher. Zordon, mentore dei Rangers, mette in guardia tutti gli eroi delle altre dimensioni e assegna ai nostri protagonisti il compito di sventare i malvagi piani di lord Drakkon. Una trama che parte con buone premesse, vista la possibilità di far incontrare tutti i personaggi che abbiamo amato e odiato nel corso degli anni, ma che riesce a svilupparle solo parzialmente.

Se la qualità della narrazione è buona, con una storia interessante (seppur non molto longeva), diversi colpi di scena e una buona caratterizzazione dei protagonisti, il modo in cui viene proposta è più che discutibile. Gli eventi sono descritti attraverso dei disegni statici che, all’occasione, vengono ingranditi sui volti dei personaggi che stanno parlando, portando a una notevole perdita di qualità dell’immagine. Anche il doppiaggio, seppur realizzato dal cast originale della serie, non ci ha convinto, ancora una volta per problemi di qualità tecnica. Il resto della trama, invece, viene raccontata attraverso finestre di dialogo che si attivano prima, dopo e durante i combattimenti (e si, capiterà anche di venire bloccati nel bel mezzo di una combo) . Il finale, composto da quattro brevi sequenze, è qualitativamente in linea con il resto della trama, rendendo di fatto inspiegabile la scelta degli sviluppatori di rilasciarlo ben cinque mesi dopo l’uscita del titolo.

Una festa senza invitati

Come dicevamo nel paragrafo dedicato alla trama, la possibilità di vedere tutti i protagonisti, buoni e cattivi, tratti dalle serie prodotte in questi venticinque anni di attività ci era sembrata davvero un’ottima premessa da cui partire. Il problema però è che, in quello che dovrebbe essere un enorme tributo al brand, compaiono pochissimi personaggi (appena quindici, di cui tre a pagamento, e che inizialmente erano soltanto nove) da soli quattro universi. Scarso anche il numero delle arene, con alcune visitabili solo durante la modalità Storia.

Si potrebbe però pensare che la quantità sia stata sacrificata in favore della qualità, cosa sacrosanta e che comunque avremmo gradito. Purtroppo, anche in questo caso, siamo davanti a un mezzo fallimento: quasi tutti gli scenari sono spogli, con pochi dettagli e privi di qualsivoglia interattività, e il roster, pur essendo davvero striminzito, presenta qualche problema di bilanciamento. Insomma, se Power Rangers: Battle for the Grid non è un flop, poco ci manca. L’unico aspetto positivo in tutto ciò è che, quantomeno, gli sviluppatori si siano davvero impegnati per migliorare il proprio lavoro, con l’implementazione di nuove feature e contenuti, sia gratuitamente che a pagamento.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5/10
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Gennaro Favatà
Detto anche Giovanni, dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStationBit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e nonsense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per dieci minuti.

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