Sviluppatore: Raylight Games Publisher: UIG Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 29,99 €

C’è nessuno?

Fingendo di tralasciare anche il sistema di guida, potevamo aspettarci cura nella realizzazione del mondo di gioco. Peccato che Professional Construction ci porti in una città fantasma, dove nulla esiste e nulla si muove. Non troviamo auto per strada, non incontriamo un singolo essere vivente, non percepiamo movimenti di sorta in un contesto fisso come il set di un presepe e triste come la festa di compleanno di un bambino senza amici. Anche i lavori ci vengono assegnati dal libro attraverso due righe di testo senza neanche l’immagine, per esempio, di un committente, giusto per ravvivare la situazione.

Il colmo è che nemmeno noi esistiamo. Quando ci muoviamo a piedi in prima persona possiamo ipotizzare di essere presenti nel mondo attraverso un protagonista, ma in realtà quando guidiamo e passiamo alla visuale da dietro al veicolo scopriamo che il sedile del guidatore è vuoto! Insomma, i due lavoratori rappresentati in copertina sono le uniche persone che vedrete nel contesto di Professional Construction.

Chi me lo fa fare?

La sensazione, scherzi a parte, è quella di sopportare tanto noioso gameplay fine a sé stesso, pensato solo per riempire ore che magari l’utente modello di un gioco come questo passerebbe spulciando notifiche sullo smartphone o spargendo bava sul divano in uno scomposto pisolino pomeridiano. Missioni interminabili e ripetitive che avrebbero assunto un valore maggiore se solo fossero state introdotte e motivate in modo diverso, più sentito. Manca un vero scopo, insomma, ed è una mancanza imperdonabile per un videogioco, anche se a basso budget.

Professional Construction

Le critiche sono facili se non accompagnate da proposte. Ci viene in mente, allora, un set di missioni analogo a quello proposto, ma strutturate come attività singole in scenari specifici, senza necessità di lunghi e noiosi spostamenti. O magari un sistema di controllo basato su QTE, o ancora la possibilità di automatizzare alcune operazioni dopo un certo numero di ripetizioni. Non possiamo naturalmente ragionare con i budget a disposizione degli sviluppatori e non possiamo sapere se lo spirito simulativo prevalga su quello videoludico per una precisa volontà; quello che possiamo e dobbiamo dire è che un titolo come questo perderà il suo appeal su chiunque dopo una decina di minuti.

Pochi elementi, ma… fatti male

Professional Construction ha un comparto tecnico e grafico da mettersi le mani nei capelli. Non pretendevamo fotorealismo ed effetti speciali come condizioni meteo variabili o un ciclo giorno/notte anche solo abbozzato, ma non possiamo neanche chiudere un occhio su una grafica che appare molto datata e su una realizzazione non impeccabile degli automezzi protagonisti del gioco, squadrati e dai colori piatti. Se da lontano il mondo in cui ci muoviamo può sembrare ben realizzato e con una buona profondità visiva, pur con frequenti ed evidenti pop-up anche a media distanza, avvicinandoci a un albero, a una casa, a un elemento qualunque si notano texture poco definite e ripetitive. Non solo, ma quando ci si muove nel centro abitato è frequente assistere alla compenetrazione tra il nostro mezzo e la parete di un edificio, il che presuppone una scarsa cura nella realizzazione e nell’ottimizzazione del gioco.

Il comparto audio include una vasta gamma di rumori ambientali legati ai mezzi da lavoro, che non brilla per eccellenza ma comunque fa il suo, e un accompagnamento musicale con brani a metà tra il gradevole accompagnamento rockeggiante e il sottofondo di uno spot di chat line erotiche. Se all’inizio ci troveremo coinvolti dalla musica e la riterremo utile per rendere meno noiosi alcuni lunghi e ripetuti viaggi ai trenta all’ora, presto sentiremo l’irresistibile impulso di accedere alle opzioni e abbassare il volume al minimo.

Trofeisticamente parlando: pochi, ma lunghi

Professional Construction: The Simulation porta con sé solo dieci trofei e non cerca di attirare nuovi giocatori neanche con un facile Platino. Le cinque coppe di bronzo, quattro d’argento e una d’oro prevedono di completare il tutorial e tutti i lavori (alcuni decisamente lunghi e ripetitivi), di acquistare e potenziare tutti i veicoli e di accumulare denaro fino a 100.000 euro. La vera sfida sarà trovare tempo e voglia da dedicare al gioco con costanza.