Sviluppatore: Double Fine Productions Publisher: Bandai Namco Piattaforma: PS4 Genere: Roguelike Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 19,99 €

Annunciato pochi mesi fa e già disponibile sulle nostre console, RAD si è presentato fin dall’inizio come una riproposizione del roguelike in salsa 3D isometrica e con uno stile molto peculiare. L’opera di Double Fine Productions poggia sulle solide basi del genere di appartenenza e cerca di dire la sua soprattutto a livello grafico e di varietà nelle situazioni di combattimento, con risultati che, come vedremo, sono più che soddisfacenti, senza però assurgere all’eccellenza.

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Post-post-apocalittico

A livello di storia, RAD parte da premesse piuttosto prevedibili e trite, che vedono l’umanità come la conosciamo arrivare a un passo dall’estinzione a seguito di un disastro epocale. Non contenti di realizzare un’opera post-apocalittica, gli sviluppatori ce ne propongono una ambientata in un mondo fittizio che ha dovuto subire un secondo cataclisma e che cerca una via di salvezza e rinascita affidandosi a dei coraggiosi ragazzini.

L’Anziano, una sorta di guida del piccolo insediamento in cui viviamo, ci comunica che le macchine preposte alla purificazione dell’aria e alla sopravvivenza stanno perdendo potenza e che una nuova fonte di energia è necessaria per andare avanti. Sarà nostro compito esplorare la Steppa, ossia le lande desolate e radioattive fuori dal villaggio, per portare a termine la missione. Ma, prima, subiremo un trattamento particolare che ci permetterà di assorbire le RAD, ossia le tossine presenti nella Steppa, e di usarle per mutazioni a noi favorevoli.

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Roguelike anni Ottanta

L’interessante e a tratti divertente premessa introduce il gioco vero e proprio che, come già segnalato, ha un’impostazione tridimensionale con visuale dall’alto (a distanza regolabile). Scelto il personaggio da interpretare da una nutrita lista, possiamo prendere confidenza con i comandi e scambiare qualche chiacchiera al villaggio prima di iniziare il viaggio vero e proprio. Attraverso appositi portali potremo spostarci nella Steppa e avanzare tra i diversi scenari, oppure tornare saltuariamente a casa per depositare materiali.

RAD è un roguelike a tutti gli effetti. Il mondo di gioco, suddiviso in mappe dalle dimensioni non troppo estese, viene generato proceduralmente a ogni nuova partita, così come tipo e disposizione di nemici e materiali. La nostra salute, rappresentata da cuoricini nella parte alta dello schermo, va preservata gelosamente, e ripristinata quando possibile, perché la morte è definitiva e ci costringerà a ricominciare dall’inizio.

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Ragazzini mutanti

Lo scopo di ogni nostra spedizione è quello di cercare i Respiratori, una sorta di statue che, una volta attivate, ripristinano in parte l’antica vegetazione al posto delle terre aride e radioattive della Steppa e soprattutto garantiscono l’accesso a nuovi portali. Questi ci condurranno dapprima a un boss di fine livello e poi alle vie di accesso per il livello successivo o per il momentaneo ritorno al villaggio.

Le creature mostruose che incontriamo lungo il percorso possono essere eliminate grazie alla nostra fidata mazza da baseball, all’astuzia che permette la comprensione dei pattern di attacco e soprattutto alle mutazioni. Ogni uccisione, infatti, contribuisce a riempire una barra di radioattività che, una volta piena, ci garantirà una mutazione. Questa, oltre a trasformare mostruosamente il nostro aspetto, porterà nuovi poteri e abilità, diversi e casuali a ogni run, che saranno fondamentali per procedere.

Oltre alle mutazioni esogene – dal lancio di palle di fuoco all’acquisizione di un corpo da serpente, da un braccio da usare come boomerang all’emissione di una scia tossica – possiamo acquisire tramite apposite interazioni ambientali anche mutazioni endogene, cioè resistenze passive o aumenti della salute del personaggio. Combinare attacchi corpo a corpo, salti, schivate e poteri aggiuntivi, il tutto in una piena libertà di movimento a 360°, diventa in breve tempo assuefacente.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.