Raiden V: Director’s Cut – Recensione

Sviluppatore: MOSS Publisher: UFO Interactive Games Piattaforma: PS4 Genere: Bullet Hell Giocatori: 1-2 PEGI: 7 Prezzo: 34,99 €

L’universo dei bullet hell ha sempre riscontrato un enorme successo in Giappone, fin dall’era dei cabinati arcade. La popolarità del genere, almeno nella terra del Sol levante, non accenna a diminuire, pertanto – sfruttando la moda del revival allo stesso modo di Shaq Fu: A Legend Reborn – gli sviluppatori di MOSS hanno ben pensato di proporre al pubblico Raiden V: Director’s Cut, rivisitazione del decimo capitolo (contando gli spin-off) di una saga talmente grande da aver fatto il giro di quasi tutte le piattaforme al mondo tra una riproposizione e l’altra, partendo dall’Atari Falcon fino a giungere a PlayStation 4.

Non c’è tempo per ascoltarti

Lo sappiamo, la trama negli sparatutto a scorrimento di questo genere è quasi sempre superflua, e Raiden V: Director’s Cut non fa eccezione. Riconosciamo l’impegno dietro la scrittura dei dialoghi, questi onnipresenti per tutta la durata di gioco, tuttavia un impegno ancor maggiore è richiesto al giocatore per seguirli.

Non perché la storia sia complicata, anzi, è a tratti davvero banale, ma sarà praticamente impossibile andare pari passo con la narrazione, perché le vicende vengono raccontate su schermo con ridotte linee di testo del tutto oscurate dal gameplay dal ritmo tutt’altro che pacato. In parole povere, dovendo prestare attenzione solo al campo di battaglia, la trama è impossibile da seguire e al contempo anonima e trascurabile, con un protagonista per giunta muto accompagnato da molteplici personaggi secondari mal caratterizzati. Del resto chi gioca un simil bullet hell per la storia?

Easy to learn, hard to master

Come ci si poteva aspettare, Raiden V: Director’s Cut è uno shoot ‘em up formidabile, che ripropone uno stile di gioco puramente arcade allacciandolo a meccaniche adatte alla console fissa, come già accadde nella scorsa conversione di Raiden IV su PlayStation 3. Grazie a un frame rate al secondo fisso sui 60 fps, Raiden V garantisce una fluidità di gameplay eccellente e un ritmo di gioco frenetico pur con decine di nemici e milioni di proiettili vaganti a schermo. Con questo capitolo, la serie abbandona il classico sistema a vite in favore di una barra dello scudo, che si consuma a seconda dei colpi ricevuti. Una volta a zero sarà game over, tuttavia la modalità storia offre “crediti” infiniti, pertanto se non vi importa di scalare con i vostri punti la leaderboard online (costantemente in aggiornamento), non si avranno grossi problemi a concludere gli otto stage principali.

Il gioco presenta tre aerei giocabili (dalle caratteristiche poco diverse l’uno dall’altro) e nove armi appartenenti a tre categorie diverse; tre tipi di Vulcan, la mitragliatrice tradizionale, tre di Laser, che infliggono danni maggiori se caricati, e tre Plasma, armi a ricerca automatica che, a nostro avviso, quasi rompono il gioco vista l’immane potenza di cui dispongono. Il titolo ci propone di sceglierne una appartenente a ogni categoria, consentendoci di portare in battaglia un massimo di tre armi accompagnate dalle bombe, strumenti devastanti in grado di ripulire aree intere con il minimo sforzo. A tal proposito, Raiden V riabbraccia la meccanica del Flash, che consente di potenziare le proprie armi collezionando le medaglie del colore relativo, sparse per gli stage fino al livello dieci.

Verso l’infinito e… basta

Raiden V premia la coesione tra i giocatori, in particolar modo con il fresco sistema denominato Cheer, l’incitamento. Di tanto in tanto compariranno su schermo dei banner in pop-up che ci informeranno in tempo reale delle azioni svolte da altri giocatori. Premendo il tasto Triangolo in queste occasioni avremo la possibilità di riempire la barra Cheer situata in basso a destra, che una volta piena ci permetterà di richiamare il velivolo di un giocatore online (controllato tuttavia dalla CPU) che ci assisterà con armi sensazionali per un breve periodo di tempo. Un sistema divertente, tuttavia poco intuitivo e mal spiegato al punto da spingerci a finire il gioco due volte prima di capire con cosa avevamo a che fare (una sorta di mi piace e condividi intergalattico, più o meno). Premiamo però l’inclusione del multiplayer in locale, che calza a pennello. Non ci sentiamo di premiare, d’altro canto, le poche aggiunte in questa versione Director’s Cut rispetto a quella base; sono state incluse solo poche missioni slegate dalla storia principale dalla durata di un minuto o poco più per ognuna di esse, molte delle quali ripetitive.

In ambito visivo, sfortunatamente, il risultato non è dei migliori. Raiden V parte con il piede sbagliato a causa di una sequenza iniziale poco ispirata e a dettagli grafici per nulla all’avanguardia. Il gioco si presenta essenzialmente come un titolo per PlayStation 2; il level design è scialbo e non ci sono danni ambientali, inoltre l’area di visualizzazione è estremamente ridotta a causa di due fastidiose bande laterali, piene di dettagli – alcuni utili, molti altri superflui – che si sarebbe potuto sovrapporre con trasparenza a mo’ di HUD anziché coprire quasi due terzi dello schermo. La musica cambia quando si parla di… musica. Il comparto audio è senz’altro uno dei più riusciti, grazie a un giusto tono dei suoni in-game e le ottime soundtrack, tutte memorabili, specialmente il tema delle boss fight. Peccato per la recitazione piatta dei personaggi, che rende la storia ancora più difficile da digerire.

Trofeisticamente parlando: il re dei cieli

Insieme a quattordici trofei di bronzo, dodici di argento e quattro d’oro, il set di trofei di Raiden V: Director’s Cut offre un Platino innocuo all’apparenza, ma che potrebbe far strappare i capelli ai meno abili. Bisognerà essenzialmente finire il gioco con tutti e tre gli aerei, distruggere almeno mille navicelle nemiche, detriti e proiettili nemici, terminando tutti gli stage al rango S e almeno il primo alla difficoltà massima senza subire danni. Come se non bastasse, bisognerà dare la caccia ai collezionabili, come le fate, e ottenere addirittura ottanta milioni di punti in una sola partita senza poter morire e continuare, trofeo impossibile da ottenere alle difficoltà più basse. Da perderci la testa!

VERDETTO

Raiden V: Director's Cut è uno sparatutto valido che i fan della serie sapranno apprezzare. Grazie all'intreccio di meccaniche nuove e classiche, il titolo riesce a offrire ai giocatori una sfida di tutto rispetto. Tuttavia, considerando le poche aggiunte della versione Director's Cut, la poca rigiocabilità e soprattutto il prezzo che porta, ci sentiamo di consigliarlo in particolar modo ai fan della saga.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.