Razed – Recensione

Sviluppatore: Warpfish Games Publisher: PQube Piattaforma: PS4 Genere: Endless Runner Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 9,99 €

Dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro, sottoposti ai ritmi frenetici del mondo contemporaneo, sollecitati da mille diversi stimoli che mettono a dura prova la nostra resistenza fisica e psicologica, tutto quello che possiamo desiderare è di sederci sul divano e dedicarci al totale relax. Un buon libro, un talk show senza troppe pretese, un film poco impegnativo o un videogioco coinvolgente. Ecco, in quest’ultimo caso, se vi trovaste ad avviare Razed, potreste arrivare a rimpiangere le corse per arrivare in tempo a prendere l’autobus o l’affanno per incastrare il pasto e il sonnellino nella pausa pranzo in ufficio. Frenetico è l’aggettivo giusto per descriverlo in una parola, ma è una frenesia dai connotati prevalentemente positivi.

Corri o muori

Il nostro protagonista è un simpatico… qualcosa dalle forme vagamente cristalline che ci viene mostrato, senza preamboli, all’interno di un mondo dominato da tinte fluorescenti. Raggiunti da un non meglio definito sviluppatore, scopriamo che il fatto stesso che ancora esistiamo è puramente fortuito: il nostro creatore è intenzionato a distruggere tutto e solo una residua pietà nei nostri confronti lo convince a non eliminarci direttamente.

Per sentirsi meno in colpa, infatti, lo sviluppatore decide di farci dono di un paio di scarpe speciali. Se da una parte esse ci garantiscono di correre rapidamente per tentare la fuga e ci assicurano abilità particolari, dall’altra hanno lo spiacevole difetto di esplodere, se ci fermiamo per qualche secondo. Solo rimanendo in costante movimento possiamo sperare di salvarci ed è così, correndo e saltando senza poterci concedere la minima esitazione e il minimo errore, che dovremo completare i sessanta livelli disponibili nel gioco.

Rapido, rapido!

Il breve dialogo introduttivo è la semplice, ma gradita e fantasiosa, premessa al gameplay vero e proprio, strutturato “alla mobile game”, con sei mondi suddivisi in dieci livelli ciascuno, accessibili dall’apposita schermata di selezione. I primi servono a prendere confidenza con la meccanica di base, ossia la corsa realizzabile con il grilletto destro e lo spostamento ottenibile con la levetta sinistra. Il tasto R2, in particolare, risulterà perennemente premuto, poiché basta davvero un secondo di troppo senza correre per esplodere e tornare all’inizio del livello. Da osservare subito quanto la corsa potesse essere resa automatica, non esistendo di fatto la possibilità di mollare questo tasto.

I percorsi sono strutturati attraverso piattaforme colorate, con varie caratteristiche e con la presenza di diversi ostacoli, sulle quali dobbiamo sfrecciare prendendo decisioni in tempi rapidissimi. I nostri riflessi vengono messi a dura prova fin dalle prime battute, a conferma di quanto dicevamo all’inizio con riferimento alla frenesia del gioco. Si tratta, comunque, di piacevoli scariche di adrenalina che difficilmente conducono alla frustrazione, complici una durata dei livelli molto limitata e un sistema di respawn davvero immediato.

Di scarpe, abilità e strategia

Se i livelli iniziali ci consentono solo di correre e di sfruttare poche scorciatoie, procedendo facciamo la conoscenza dei primi potenziamenti. Le scarpe, infatti, acquisiscono ben presto nuove capacità, tra cui il salto e la derapata (da usare rispettivamente per raggiungere piattaforme sospese in lontananza e per eseguire curve strette), le quali sono a loro volta migliorabili grazie agli upgrade da raccogliere lungo i percorsi. Come avrete intuito, infatti, i sessanta livelli offrono un livello di complessità e sfida crescente che combina la corsa a nuove meccaniche, per ottenere risultati sempre più interessanti per noi giocatori.

Difficilmente si riesce a vedere la fine di un livello al primo tentativo, se non altro perché è fondamentale un minimo di apprendimento dei diversi ostacoli e del punto più adatto per usare le abilità. Queste vanno dosate con strategia, perché compiere un salto o una derapata equivale a rallentare la corsa, determinando un drastico calo dell’energia che impedisce alle scarpe di esplodere. Questa è rappresentata da una circonferenza bianca intorno al nostro personaggio, che aumenta se ci manteniamo in rapido movimento o se raccogliamo apposite gemme lungo il percorso e si riduce rapidamente se, come detto, usiamo qualche abilità.

Ritenta, sarai più fortunato

Non è solo l’angoscia derivante dalla bomba a orologeria che portiamo ai piedi a gravare su di noi; i percorsi sono infatti disseminati di ostacoli e trappole più o meno evidenti pronti a farci cadere nel vuoto o a rallentarci fatalmente proprio quando meno ce lo aspettiamo. Da presse che ci spaventano schiantandosi al suolo poco prima del nostro passaggio a pavimenti che crollano, da raggi mortali fissi o semoventi ad anelli sotto cui passare, da trampolini che possono farci rimbalzare verso il nostro obiettivo o farci esplodere miseramente a piattaforme che si spostano, il nostro obiettivo sarà sempre ben protetto dietro a questi imprevisti, capaci di farci ricominciare proprio quando siamo in vista della meta.

Tra gli ostacoli possiamo annoverare anche i boss di fine mondo; lo sviluppatore a cui dobbiamo la peculiare minaccia di morte che portiamo ai piedi tornerà a farci visita nel corso della progressione, rendendo l’ultimo percorso di ogni mondo ancor più arduo e costringendoci a un ulteriore sforzo di concentrazione, memoria, pazienza e tempismo.

Puoi fare di meglio

Ripetere più volte un percorso risulta però efficace sia per mettere alla prova la nostra abilità con il controller che per ottenere il miglior voto possibile al termine del livello. Ci viene infatti assegnata una valutazione in base al nostro tempo, utile per capire se e come possiamo migliorare, per confrontare le nostre statistiche nelle classifiche online e soprattutto per conquistare tutti i trofei del gioco. Viene indicato anche il tempo che avremmo dovuto ottenere per prendere il voto superiore, ma quasi sempre al primo tentativo siamo impossibilitati a raggiungerlo perché sono necessarie abilità sbloccabili solo nei livelli più avanzati.

Il tasso di rigiocabilità di Razed, di conseguenza, è molto alto. Tornare ad affrontare determinati percorsi è fondamentale se vogliamo ottenere il miglior tempo possibile o dare la caccia a un record globale, ma si configura come un’attività piacevole per sé stessa, considerata la rapidità dei livelli e il gradevole comparto audiovisivo che rende il gioco simpatico e “leggero” nonostante il grado di sfida che propone.

Nel complesso possiamo considerare Razed un buon titolo, che garantisce ore di sano divertimento senza richiedere una dedizione assidua e continuativa. In tal senso, funziona benissimo come gioco di passaggio, da riservare ai momenti morti o per staccare la spina dopo esperienze più lunghe e articolate. Adatto a tutti, rischia di diventare indigesto solo a chi cerca il relax videoludico inteso come interazione passiva o quasi; qui, infatti, la nostra concentrazione è stimolata ai massimi livelli e non possiamo abbandonarci all’indolenza, pena una serie frustrante e deprimente di morti per esplosione da scarpe!

Voglio correre a colori

Razed si presenta con un comparto grafico semplice, piuttosto stilizzato nelle forme ma gratificante per la vista in fatto di colori. Tinte forti, fluorescenti, che ricordano le luci al neon e che danno la sensazione di muoversi in un mondo un po’ (cinematograficamente parlando) alla Tron e un po’ (videoludicamente parlando) alla Bound. Ben definiti e caratterizzati i sei mondi, ognuno con una sua identità e con ostacoli e caratteristiche di percorso uniche. La colonna sonora propone loop di sonorità tra l’arcade e lo psichedelico che non stancano, ma nemmeno esaltano, contribuendo a tenere alta la soglia di attenzione e reattività senza lasciare traccia di sé una volta spento il gioco.

Trofeisticamente parlando: “S” o non essere, questo è il problema

I quarantadue trofei di Razed, che includono anche il Platino, non sono affatto generosi in termini di richieste. Dopo i dieci minuti iniziali, nei quali riceverete una pioggia di coppe di bronzo che potrebbero farvi pensare all’easy Platinum di turno, dovrete completare tutti i livelli, sbloccare tutti i potenziamenti e compiere attività particolari. Il vero scoglio sarà però rappresentato dalla valutazione S necessaria in tutti i mondi, la quale richiederà il replay dei livelli e soprattutto la massima dedizione possibile, per un Platino tutto sommato piacevole.

VERDETTO

Razed è un platform runner che non cerca l'impossibile e riesce così, nel suo piccolo, a ottenere un grande risultato: divertire. Correre è l'unico modo per salvarsi, ma i percorsi sono disseminati di ostacoli che le abilità delle nostre scarpe possono superare solo se coadiuvate dalla nostra prontezza di riflessi. Sessanta livelli a difficoltà crescente in un contesto audiovisivo colorato che non stanca e rende le numerose morti e il grado di sfida parte del divertimento, anche grazie a un gameplay rapido e respawn istantaneo. Gioco consigliato anche a prezzo pieno.

Guida ai Voti

Jury Livorati
Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente. Sono grato a PlayStationBit per avermi fatto scoprire la (sana) caccia ai trofei e i Metroidvania.