Sviluppatore: Triangle Studios Publisher: SOEDESCO Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 39,99 €

Quando scrivo una recensione, sono solito a riportare il maggior numero di informazioni e dettagli nella maniera più oggettiva possibile, così da non influenzare i lettori con i miei pensieri strettamente personali. Tuttavia, con Real Farm non può che non essere così. Dopo ben 5 mesi di attesa, per problemi dovuti ad un bug che ne impediva l’avvio per PlayStation 4 Pro e in attesa della fix release rilasciata con tempi biblici, sono riuscito a giocare al nuovo titolo belga, sviluppato da Triangle Studios e pubblicato da SOEDESCO, dedicato al mondo dell’agricoltura. Sembrava impossibile, eppure ce l’ho fatta. Incredibilmente sono ancora vivo, e me ne sto ancora chiedendo il motivo.

Real Farm recensione

Non è molto, ma è un lavoro onesto

Il gioco inizialmente promette bene, almeno è quello che si spera guardando il semplice menù della schermata principale. Le cinque voci presenti sono chiare su ciò che noi possiamo inizialmente fare: Gioca, Trofei, Opzioni, Riconoscimenti. Le aspettative sono tante e, non conoscendo a cosa si va incontro, la prima cosa che viene in mente è quella di verificare le Opzioni per conoscere un po’ in profondità le peculiarità di questo titolo: la mappatura dei tasti con le azioni abbinate che per qualche motivo sono metà correttamente tradotta in italiano e l’altra metà è in lingua originale, le meccaniche di gioco e tutte le modifiche inerenti a informazioni in game di cui potremmo aver bisogno, come per esempio la scelta lingua di gioco tra le 18 disponibili, decisione della valuta se in euro o in dollari o ancora la definizione il formato orario se 12 o 24 ore. Dopo essersi persi in questo marasma di indicazioni dedicate all’utente, come giusto che sia, è arrivato il momento di testare la voce Gioca. Ed è proprio da qui che si cominciano ad evidenziare i primi problemi.

La sezione Gioca si divide in Carriera e Libera; la differenza tra queste due modalità è che nella prima c’è un sottofondo di trama dove noi dovremmo guadagnare lavorando di fattoria in fattoria per permetterci una nostra personale, mentre nell’altra saremo completamente liberi di vagare tra fattorie e campi e svagarci senza essere sottoposti alle dipendenze di qualcuno. All’inizio di entrambe, viene comunque proposto un semplice tutorial per comprendere le facili meccaniche di gioco, che comprendono il guidare trattori e utilizzare i macchinari a nostra disposizione. Scopriremo che, in ogni caso, non sarà assolutamente esauriente in termini di gestione dell’avventura.

Real Farm recensione

Braccia levate all’agricoltura

Andiamo ad analizzare il reparto più importante di qualsiasi gioco: il gameplay e le sue meccaniche. Il lato più raccapricciante della recensione ha dunque inizio. La visuale è in prima persona, come un qualsiasi simulatore che si rispetti, mentre su tutte le vetture è possibile cambiare quattro viste a seconda della nostra agilità con la guida: tre dedicate alla terza persona, rispettivamente vicina, dietro e a campo largo, e una sempre alla prima persona. L’interazione tra il giocatore e l’ambiente è minimale, anzi si limita alle sole azioni con mezzi di trasporto, quali macchine, trattori, mietitrebbie e falciatrici, e all’attivazione degli innumerevoli attrezzi da lavoro. Gli acquisti dei beni che dovremo effettuare sono fuori dall’ordinario; nel menù di pausa è possibile comprare gli oggetti, ma saremo obbligati ad andarli a recuperare fisicamente nel negozio del paese, facendoci perdere del tempo inutilmente. La gestione delle finanze è completamente lasciata al caso e avremo la possibilità di aumentare il nostro capitale di 200.000 unità immediatamente senza pagare un minimo interesse, facendoci immergere in un paradiso fiscale.

Non c’è molto altro da raccontare, oltre a questo. Ci ritroviamo in un gioco al limite della banalità e dove le attività si ripetono giorno dopo giorno. Le missioni che andremo a completare, infatti, saranno sempre uguali e si differenziano in sei grandi gruppi. L’unica differenza che noteremo sarà la possibilità di usare l’attrezzatura del fattore che ci richiede il lavoro di manodopera oppure utilizzare la nostra personale in cambio di una maggiorazione sul prezzo. Il gameplay, sommando i conti, risulta essere noioso e meccanico, non distanziandosi poi così tanto da un qualsiasi altro walking simulator, solo che in questo caso manca del tutto la storia di fondo.