Reminiscence in the Night – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Team SolEtude Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 4,99 €

Reminiscence in the Night, di cui vi parliamo nella nostra recensione Speedrun, è il nuovo titolo di Ratalaika Games. Questa visual novel realizzata dai ragazzi del Team SolEtude sarà stata in grado di smuovere i nostri sentimenti, oppure si tratta dell’ennesimo prodotto confezionato per essere solo un altro Platino nella nostra bacheca?

Una storia già sentita

Se chiedete a un qualunque appassionato di visual novel quale sia il cliché più banale del genere, otterrete come risposta la parola “amnesia”. Un protagonista senza memoria è perfetto per creare tonnellate di dialoghi in cui si tenta di scoprire il proprio passato, interagendo con una serie di figure. Questa struttura, condensata nello spazio di un’abitazione, è ciò che offre Reminiscence in the Night. Il nostro eroe, a cui potremo dare un nome, si sveglia nella sua casa senza ricordare nulla della sua vita.

Tra oggetti di vario genere come chitarre, libri e orsetti di stoffa, il punto focale dell’intero titolo risulta essere il nostro computer portatile. Qui in chat ci attende Sofia, una giovane ragazza pronta a darci qualche dritta e suggerirci d’interagire con le nostre proprietà. Tra queste la più importante è uno specchio in grado di trasportarci in un mondo onirico, in cui conversare con una misteriosa e oscura figura. Tutto questo porta il protagonista a svelare tasselli del suo passato e riallacciare legami usuratisi con il passare del tempo.

Amo i classici

Come avrete intuito, Reminiscence in the Night è una visual novel di stampo classico. Il giocatore si trova a interagire con una decina di oggetti in totale, sbloccando una serie di dialoghi a scelta multipla. Nella maggior parte dei casi le scelte, proprio come in LoveChoice, portano a strade diverse e ovviamente a finali diversi. L’intera avventura si conclude comunque molto rapidamente: in una ventina di minuti si giungerà alla fine di uno dei vari percorsi disponibili.

L’assenza di meccaniche che non siano la semplice interazione con gli oggetti rende poi il titolo totalmente superficiale a livello di gameplay. Non ci aspettavamo a dirla tutta grandi mini giochi oppure sfide di abilità, ma il fatto che nel PlayStation Store venga detto che il gioco include meccaniche rompicapo punta e clicca potrebbe trarre in inganno. Nonostante questo cavillo, Reminiscence in the Night si rivela una discreta visual novel, complice anche una grafica e un sonoro azzeccati. Interessanti anche alcune tematiche che il team ha scelto di toccare e che potrebbero smuovere nel profondo i giocatori più sensibili.

Trofeisticamente parlando: fuori in sessanta secondi

Il protagonista di Reminiscence in the Night avrà anche perso la memoria, ma Ratalaika Games si ricorda come far felici i giocatori. Il titolo vanta quindici coppe totali, sbloccabili senza fatica in una mezz’oretta scarsa di gioco. Ovviamente potreste aver deciso di acquistare il gioco solo per i trofei: in quel caso potrete arrivare alla massima ricompensa in circa dieci minuti.

VERDETTO

Se il team di Team SolEtude avesse osato un po' di più, l'esperienza offerta da Reminiscence in the Night sarebbe stata degna di un voto ben superiore alla semplice sufficienza. La grafica semplice ma adatta ai temi trattati e una storia che, per quanto piena di cliché del genere, riesce a toccare tematiche importanti sono i due cavalli di battaglia di questa visual novel. Sfortunatamente il tutto tramonta davvero troppo presto, dato che la storia è completabile in una ventina di minuti, e il gameplay è fin troppo sacrificato in favore della narrazione. A questo punto non era meglio abbandonare gli elementi punta e clicca e focalizzarsi sulle componenti da visual novel? Anche così, comunque, Reminiscence in the Night merita l'attenzione degli appassionati del genere, visto anche il prezzo contenuto.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.