Ride 3 – Recensione

Sviluppatore: Milestone Publisher: Milestone Piattaforma: PS4 Genere: Corse Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 3 Prezzo: 69,99 €

L’amore per il mondo delle due ruote per l’italianissima Milestone, si sa, non è di certo cosa da niente. Questa software house ci ha abituati a prodotti di estremo pregio, come MotoGP, e ha provato a tentarci con Gravel e le sue corse fuori pista. Forte dell’esperienza passata, Milestone ha deciso di fare del motore Unreal Ungine 4 un vero e proprio caposaldo di Ride 3, portando a schermo un titolo che di difetti ne ha davvero pochi.

Se per quanto riguarda la qualità del gameplay fossimo piuttosto tranquilli, non potevamo dire lo stesso per altri aspetti, come la realizzazione tecnica, ma stavolta il team meneghino non si è fatto trovare impreparato. Dalle piste ai modelli poligonali delle moto, la cura del dettaglio è di certo uno dei punti di forza del titolo. La casa di produzione milanese sta quindi facendo tesoro degli errori passati, scalando di volta in volta l’indice di gradimento del pubblico. Con una miriade di nuovi contenuti e possibilità di personalizzazione, il titolo riesce ad ammaliare gli appassionati del mondo delle due ruote, fregiandosi di decine di licenze ufficiali.

Facciamo due conti

Se dovessimo provare a tirare le somme sul gioco, in senso letterale, inizieremmo a renderci conto dell’ammontare di contenuti presenti. Ride 3, infatti, ha portato sulle nostre console la bellezza di sette categorie (café racer, endurance, sportive, maxi enduro, naked, superbike da corsa e supermoto) fra le quali si dividono le ventisei marche di produzione, per un totale complessivo di più di duecento moto. La cosa che maggiormente sorprende è la loro influenza sul gioco. Ogni veicolo ha infatti la propria fisicità che incide sulla reattività così come sulla gestione delle curve e, ovviamente, sulla velocità.

E’ come se ogni pregio e difetto delle moto sia stato rappresentato totalmente nel gioco, aprendo la possibilità a ogni tipologia di giocatore di cimentarsi e trovare l’equilibrio giusto, adatto alle proprie caratteristiche. Considerando che ogni modello è personalizzabile in assetto, le possibilità di trovare la moto più congeniale aumentano a dismisura. A completare i nostri calcoli ci sono i nuovi dodici circuiti aggiunti e le quaranta varianti disponibili per i trenta circuiti totali. Avremo la possibilità di spaziare dai più conosciuti circuiti di Imola, Monza e Laguna Seca, a gare urbane ambientate in città italiane e mondiali.

Ready? Go!

Lanciati nel menù iniziale da un primo approccio con una gara a Laguna Seca, ci verrà presentato un menù ricco di modalità: carriera, corsa singola, time attack, drag race, multiplayer e sfide settimanali. La modalità carriera, molto longeva e completa, permetterà la creazione del proprio avatar e la personalizzazione della moto, particolare non di poco conto, in quanto spesso ci spingerà a voler provare e comprare nuovi assetti per tentare di superare l’obiettivo. Ci sarà infatti richiesto di accumulare diverse stelle per poter avere accesso a nuovi eventi, stelle che saranno ottenibili raggiungendo in gara una delle prime tre posizioni, per un massimo di stelle pari a tre per il primo posto.

La cosa più innovativa della lunga modalità carriera e l’alta variabilità di ogni evento. Il totale delle competizioni ammonta a trecento (numero che salirà a quattrocento con i DLC) e ognuna di queste verrà raggruppato nel numero di una rivista. Ogni rivista avrà un proprio periodo storico, ma sopratutto una classe di appartenenza che identifica la tipologia di gare che affronteremo. Tutte le moto impegnate a gareggiare sono largamente documentate con schede tecniche dettagliate.

Questo espediente amplia a dismisura le possibilità di gioco, aprendo la strada alle diverse categorie. Ogni giocatore potrà così decidere se gareggiare o meno in un tipo di competizione. E’ vero che per ottenere una determinata moto, e avere così la possibilità di modificarla, vi sarà richiesto di completare determinate riviste, ma è altrettanto vero che in questi casi si parla di mero collezionismo, aspetto comunque da non sottovalutare, soprattutto per i più appassionati di motociclismo.

Non preoccupatevi, però, anche nel caso foste novizi è disponibile sin dall’inizio la possibilità di modificare le impostazioni di difficoltà. Potremo scegliere fra tante impostazioni e aiuti, già visti in altri titoli Milestone: aiuti con frenate assistite o automatiche, indicatori di traiettoria ideale, possibilità di diminuire o aumentare il livello simulativo e la difficoltà degli avversari, e la funzione rewind, per tornare indietro di qualche secondo e porre rimedio alle proprie sbavature in gara e tanto altro ancora. Piccolo e unico cenno negativo va fatto all’intelligenza artificiale, qualitativamente sottotono rispetto al resto del gioco. Qualche progresso rispetto al passato c’è stato e si vede, ma c’è ancora molto da migliorare.

Distinguiti in gara

Fra le particolarità principali di questo titolo, come già anticipato, c’è la possibilità di modificare il proprio avatar; potremo fare ciò nell’hub di gioco che Milestone ha simpaticamente infilato nel garage. Qui, inoltre, avremo accesso a un’altra possibilità di personalizzazione particolare. Stiamo parlando delle modifiche estetiche alla moto, che ci consentiranno di rendere unica l’esperienza in sella al nostro veicolo. Fregio non di poco conto è il numero elevato di licenze, anche nella personalizzazione in modalità multiplayer online.

Quest’ultima risulta però non particolarmente curata. Vista la povertà di contenuti, sembra che il comparto multigiocatore sia stato aggiunto in un secondo momento, nonostante il matchmaking e la stabilità dei server offra, senza lag o disturbi di altro tipo, la possibilità di testare la propria abilità contro altri giocatori in tutto il mondo. In poche parole, nulla di entusiasmante.

Rombi di motore e non solo

Non poteva che ottenere plausi anche il compartimento audio, al pari di quello video. I rombi delle moto sono più che verosimili, rispecchiando quanto più possibile le caratteristiche tecniche della moto. D’altronde, in un gioco dove ogni moto ha una scheda informativa precisa in ogni dettaglio, non poteva essere altrimenti. Senza però un buon comparto video il risultato non sarebbe potuto essere lo stesso; molto interessante e funzionale anche la possibilità di scegliere fra i 30 o i 60 fps a discapito di qualche dettaglio grafico. Insomma, nulla è stato lasciato al caso per permettere a ogni giocatore di rendere il titolo più vicino ai propri gusti, non solo nel gameplay.

Trofeisticamente parlando: Finché la moto va, lasciala andare

Ottenere i trofei non sarà un’impresa così ardua se vi siete prefissati come obiettivo principale quello di completare tutte le riviste della modalità carriera; infatti la maggior parte di questi sarà legato all’ottenimento di più vittorie in un determinato circuito. Più ostici invece i trofei legati alle diverse skill, quali impennate o stoppie, e quelli dedicati al multigiocatore online (che comunque vi richiederanno soltanto di portare a termine un certo numero di gare).

VERDETTO

Dall'attenzione ai particolari del gameplay alla cura grafica, nulla è lasciato a sé stesso. Di particolare pregio la modalità carriera e la longevità del gioco. L'unica vera pecca è legata all'intelligenza artificiale, non sempre all'altezza. In ogni caso ci sentiamo di consigliare questa produzione veramente a tutti, vista la quantità di opzioni a disposizione, pensate per rendere l'esperienza totalmente personalizzabile e quindi adatta sia agli appassionati che ai novizi delle due ruote.

Guida ai Voti

Rocco Scotellaro
Amante dei Digimon più che di ogni altra fattispecie di creaturine e mostriciattoli vari, sviluppa la sua passione per il mondo Nerd e gaming in genere sin dalla tenera età di sette anni, cioè da quando gli è stata donata la prima PlayStation. Non è raro trovarlo in fiera in cosplay o a rincorrere fumettisti ed autori, come si suol dire: "ogni riccio un capriccio".