Sviluppatore: Cococucumber Publisher: Cococucumber Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1-4 PEGI: 7 Prezzo: 21,99 €

La varietà è il sale della vita

Riverbond, negli otto mondi attualmente disponibili, non tenterà mai di modificarsi eccessivamente, proponendo sì varie ambientazioni ma mantenendo inalterata la struttura di gioco e la tipologia di missioni da completare. Quello che invece andrà cambiando sarà il nostro eroe e la sua dotazione di armi: il team di Cococucumber ha sparso nei vari livelli una serie di forzieri dorati da aprire per ottenere nuove skin per i personaggi e nuove armi da utilizzare nel corso del gioco.

Le prime saranno di vario genere e permetteranno a ogni giocatore di trovare la sua preferita: frutta, sushi e persino personaggi tratti da altre serie, come ad esempio Lovers in a Dangerous Spacetime e Guacamelee, studiate soprattutto per divertire dato che, sfortunatamente, il cambio di pelle non porterà giovamenti o modifiche alle mosse speciali o agli attacchi. Discorso diverso va fatto per le armi recuperabili del gioco, che potranno essere da mischia e da distanza. Anche qui la varietà la farà da padrona, con spara-api, pesci surgelati e molto altro ancora; oltre ai pattern d’attacco cambieranno anche i danni, obbligando quindi il giocatore a scegliere cosa usare per attaccare.

Una manciata di pixel

La grande personalizzazione che Riverbond offre, va di pari passo con il suo stile votato spiccatamente al multiplayer. Giocata in singolo l’opera di Cococucumber perde di attrattiva e di mordente, trovandosi privata della componente umana in grado di aggiungere caos al caos. Questo non è però il problema più grande di un titolo che, al netto di una grande rigiocabilità, sembra davvero misero se paragonato ad altre proposte sul mercato. Ci sono solo otto mondi in totale, ognuno completabile in una quindicina di minuti e con l’assenza di veri e propri collezionabili o sfide che spingano a rigiocare i livelli, così come di un selettore della difficoltà (che di base è davvero bassa).

Perché realizzare e provare cinquanta skin quando non cambierà nulla a livello di gameplay, oppure perdere ore a recuperare bauli consapevoli che cambiando mondo ci ritroveremo comunque senza nessuna delle armi precedentemente recuperate, sono domande che non trovano risposta. Più che buona la realizzazione tecnica del gioco: Riverbond scorre felice e spensierato, accompagnato da una grafica ricca di effetti, con la disgregazione dei boss che risulta particolarmente apprezzabile e appagante. Quasi assente e comunque generalmente dimenticabile la colonna sonora, ma considerato che, giocando in gruppo, sarebbe stata coperta dagli schiamazzi e dal caos, non si tratta di una grossa mancanza.

Trofeisticamente parlando: basta un poco di voxel

L’elenco trofei di Riverbond vanta un totale di cinquantadue coppe, tutte ottenibili in una manciata di ore. La metà dei trofei sarà infatti legata alla storia oppure a dialoghi opzionali con personaggi letteralmente lanciati sulla nostra strada, mentre le sfide legate alle armi e alla scoperta di luoghi segreti saranno completabili con un minimo di attenzione e dedizione. Se cercate un Platino facile, Riverbond è ciò che fa per voi, come dimostrato anche dalla nostra guida ai trofei in esclusiva.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.