Rym 9000 – Recensione

Sviluppatore: Sonoshee Publisher: Rainbite Limited, eastasiasoft Piattaforma: PS4 Genere: Arcade Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 6,99 €

Rym 9000 è uno sparatutto a scorrimento verticale dato alla luce dall’enigmatico sviluppatore solista marocchino Sonoshee e che attinge a un’estetica retrò che è, sì, riconoscibile, ma nella quale non avreste mai voluto imbattervi. Non perché sia particolarmente brutta; più che altro sarebbe da definire fastidiosa, infatti rispecchia appieno la descrizione che ci lasciano gli sviluppatori. “Vi farà sanguinare occhi e orecchie”. Ci arriveremo.

Rym 9000

Ehi, per perdere delle diottrie non serve una trama!

Ciò che rappresenta il motore della breve e semplice trama di Rym 9000 è lo stesso titolo: Rym 9000 è un relitto prezioso lasciato sulla Luna da un’antica civiltà e che abbiamo necessità di recuperare. Tuttavia, ad attenderci lungo i cinque livelli che costituiscono il percorso per arrivare sulla Luna c’è un esercito di nemici. La trama, come anticipato dal titolo del paragrafo, è completamente “usa e getta”, infatti in breve tempo il giocatore viene catapultato nel titolo vero e proprio, saltando il menù principale ed evitando qualsiasi tipo di tutorial.

Ciò rappresenta un problema in quanto, mentre il gameplay di base è estremamente facile da capire, le altre poche meccaniche presenti non vengono spiegate affatto. Il giocatore può muoversi con la levetta sinistra o i tasti direzionali e qualsiasi altro a scelta fra R1, L1, R2 o L2 farà fuoco con la navicella.

Rym 9000

I nemici arrivano principalmente dall’alto o da dietro, a ondate che non si sovrappongono, quindi il giocatore deve affrontare ogni minaccia prima che arrivi la successiva. Rym 9000 si basa più sulla memorizzazione delle ondate e degli interi cinque livelli piuttosto che sui riflessi. Ci sono situazioni in cui un nemico vi ucciderà senza che abbiate molti avvertimenti e quindi dovrete ricordarvi quando succederà e adattarvi di conseguenza alla partita successiva.

Morire vi riporta all’inizio del livello e, sebbene ogni livello sia piuttosto breve, la difficoltà, sia vera che artificiale – quest’ultima dovuta alla grafica e agli effetti visivi, li rende più lunghi ed estenuanti di quanto non sembrino. Ogni livello ha un boss alla fine e la quantità di danni che questi possono subire prima di essere sconfitti li rende spugne per proiettili, pertanto morire verso la fine di una di queste battaglie risulta sicuramente frustrante. I videogiocatori meno hardcore abbandoneranno Rym 9000 dopo i primi due livelli, probabilmente. Per compensare, i riavvii sono piuttosto rapidi, quindi la frenesia dell’azione prende spesso il sopravvento sui sentimenti negativi.

Rym 9000

Nessun aiuto, resisti fino alla fine

Rym 9000 è un’avventura molto breve, della durata massima di qualche ora, che dovrete affrontare esclusivamente in solitaria. La peculiarità di Rym 9000 è sicuramente il comparto audiovisivo ma, mentre il comparto audio è decisamente di buon livello, al contrario il secondo è fatto volutamente “male”, nonostante entrambi convergano a un unico scopo… “far sanguinare occhi e orecchie”.

Rym 9000

In modo quasi onirico, le soundtrack sono piacevolmente aggressive; quello che può sembrare un paradosso, in realtà, non lo è. Sicuramente raggiungono l’obiettivo di attaccare con violenza i timpani dei giocatori, ma lo fanno in un modo tale da risultare quasi ipnotiche ed estranianti, attutendo dunque la frustrazione della sconfitta. Totalmente in senso opposto agiscono la grafica e gli effetti visivi; c’è stato probabilmente tutto uno studio dietro, una ricerca, per far sì di costruire la grafica più fastidiosa possibile da vedere. Ed è qui che entra in gioco la difficoltà artificiale, perché spesso i videogiocatori non riusciranno effettivamente a vedere cosa li ha colpiti o quali siano effettivamente i nemici. Lo capiranno soltanto quando verranno colpiti e dunque verranno costretti a memorizzare anche questo.

Trofeisticamente parlando: la difficoltà è l’unica cosa importante

A livello di trofei il videogioco presenta sette bronzi, undici argenti, sei ori e un sudatissimo Platino. Ovviamente la difficoltà generale di Rym 9000, tarata su livelli alti, non poteva non toccare anche i trofei, che i giocatori si dovranno guadagnare quasi letteralmente sputando sangue. Attenzione alle diottrie!

VERDETTO

Rym 9000 è uno sparatutto arcade di stampo retrò che solamente gli appassionati del genere potranno apprezzare appieno. L'acquisto è sconsigliato per chiunque non sia avvezzo ai videogiochi più hardcore e in generale per chi abbia problemi di vista anche leggeri, in particolare perché il gioco promette di "far sanguinare occhi e orecchie" e ci riesce alla grande con un comparto audiovisivo particolarmente aggressivo, che tende ad accentuare l'elevata difficoltà del titolo.

Guida ai Voti

Valerio Domenici
Instancabile videogiocatore sin dalla più tenera età, non ha mai smesso di coltivare la propria passione. Detesta i giochi sportivi e si narra che stia ancora cercando l'ultimo collezionabile in Hyper Light Drifter...