Snakeybus – Recensione

Sviluppatore: Stage Clear Studios, Stovetop Publisher: Digerati Piattaforma: PS4 Genere: Arcade Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 11,99 € Italiano:

Cosa succede quando si prende un famoso videogioco del passato e si tenta di modernizzarlo? A volte si punta sulla seriosità e sull’utilizzo di moderne tecnologie per renderlo adatto al pubblico attuale, come Twin Breaker, recentemente analizzato dal nostro Andrea, altre invece sulla sana follia, come nel caso di Stovetop e di Snakeybus.

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Perché il serpente si morde la coda?

Il 2000, come ricorderà chi era già nato e magari era in età adolescenziale, fu l’anno del mitico Nokia 3310. Questo telefono leggendario non vantava tutte le funzioni dei moderni smartphone oggi in commercio, ma passò alla storia grazie a una resistenza agli urti incredibile, alle famose cover intercambiabili e ai giochi, tra cui il mitico Snake. Quest’ultimo è in tutto e per tutto il padre virtuale dei titoli adatti ai cosiddetti casual gamer, dato che permetteva a chiunque dotato di pollici opponibili di ingannare l’attesa dal dentista o di non seguire la noiosa lezione di matematica.

Lo scopo del gioco è semplice: guidare un serpente in grado di muoversi nelle quattro direzioni principali verso una serie di mele che compaiono in sequenza sullo schermo. Ogni mela ingoiata dal nostro avido rettile ha però la controindicazione di farlo allungare di un segmento, rendendo quindi sempre più problematico il movimento all’interno dello schermo. La fine della partita coincide con l’eventuale collisione della testa con uno qualsiasi degli altri segmenti del corpo.

Il successo di questo semplice gioco e il ricordo ancora vivido nella mente dei giovani e dei meno giovani ha spinto Stage Clear Studios e Stovetop a domandarsi se ci fosse la possibilità di sfruttare l’idea originale di Snake in un gioco moderno. Ecco quindi che nasce Snakeybus, un titolo in cui ci si ritroverà alla guida di un autobus in grado di allungarsi man mano che raccoglierà persone.

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Prossima fermata: Louvre

Se la descrizione iniziale di Snakeybus vi ha lasciato stupiti, allora sappiate che il gioco vero e proprio vi lascerà di stucco, nella sua folle semplicità. Uno scarno menù iniziale, in cui sarà possibile scegliere mappa, veicolo e modalità di gioco, ci introdurrà senza troppi preamboli in un titolo che fa dell’immediatezza il suo cavallo di battaglia. La voce relativa ai comandi ci spiegherà infatti che sarà possibile accelerare e rallentare con i tasti dorsali, sterzare con la levetta analogica e saltare con il tasto X.

Nulla più che questo da assimilare, dunque scegliamo una mappa a caso (Suburbs nel nostro caso) e iniziamo a guidare il nostro bus allungabile in una serie di vie che ricordano i classici quartieri residenziali americani, realizzate con una grafica spartana ma pulita e soprattutto funzionale. Per le strade si notano alcune pensiline per autobus, con passeggeri in attesa di essere caricati. Passandoci attraverso gli stessi verranno letteralmente risucchiati, andando a incrementare una barra che indica la nostra capienza massima.

Raggiunto il limite ci basta seguire la freccia bianca posta nella parte alta dello schermo, che farà da bussola per orientarci, per scaricare il carico di umani e di conseguenza allungarci di un numero variabile di segmenti, aumentando così la nostra capienza massima ma anche la lunghezza totale del veicolo. Tutto molto bello e rilassante, almeno fino a quando non vediamo in lontananza la parte posteriore del nostro bus che sfreccia in una strada da noi percorsa in precedenza. Ecco dove cominciano i guai.

Constatazione amichevole

Come avrete intuito dalla descrizione della nostra prima partita, Snakeybus è un gioco puramente arcade, in cui il game over è parte integrante dell’avventura. Quale che sia l’abilità del giocatore, infatti, si arriverà a un punto in cui il nostro autobus sarà troppo lungo per essere disteso comodamente sulle strade e, proprio come accadrebbe a un serpente in uno spazio troppo ristretto, inizieremo a trovarci di fronte alle nostre stesse spire.

Tornando alla partita in Suburbs, l’incontro con il nostro stesso posteriore ci ha spinto a cercare strade alternative nella piccola mappa, salvo poi ritrovarci nuovamente intasati dopo poco. Ecco dove è tornata utile la funzione di salto, descritta in precedenza, che permette di far letteralmente saltare la testa del nostro bus per evitare ostacoli o segmenti e proseguire nella corsa.

Tutto molto semplice e immediato, tanto che dopo pochi minuti di gioco sarà facile trovarsi con veicoli lunghi duecento e più segmenti, invischiati in mappe piene di parti in movimento che si intersecheranno. In caso però di blocco del bus contro ostacoli o noi stessi, il mezzo esploderà causando un game over.

Snakeybus è, in realtà, tutto qui. Le modalità di gioco includono anche una formula Gara a tempo e una Infinita, ma le meccaniche non varieranno mai, sarà solo possibile scegliere diverse mappe in cui giocare. Un vero peccato, se non altro viste le ottime premesse che avrebbero potuto spingere il team Stovetop a creare quanto meno una bozza di campagna per intrattenere i giocatori più a lungo.

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Un garage di tutto rispetto

La varietà di veicoli e di mappe create per Snakeybus è decisamente ampia: si passerà infatti dall’assolata Miami a un dormitorio con piste in stile Micro Machines, per arrivare addirittura a livelli astratti e spaziali. Ognuno sarà affrontabile alla guida di classici autobus o di versioni più deliranti degli stessi, come ad esempio un drago del carnevale cinese oppure un tir con rimorchio.

Sfortunatamente anche qui varietà non fa rima con diversità. Pur cambiando livello e veicolo, le meccaniche rimarranno immutate, senza contare che i bus non avranno nessuna particolarità che li distingua se non il design e, a volte, la lunghezza dei segmenti. Aggiungere qualche potere o qualche piccola variabile avrebbe contribuito sicuramente a rendere l’esperienza più interessante e varia.

Abbiamo già accennato anche alle diverse modalità di gioco che, come detto, non hanno sicuramente il pregio di allungare la longevità di un titolo che vi terrà impegnati per un’oretta o giù di lì e, magari saltuariamente, in qualche partita scacciapensieri tra un titolo importante e l’altro oppure durante una pausa lavorativa.

Più che discreta la grafica, che offre ambienti spartani ma funzionali a un titolo leggero e immediato; il comparto audio non brilla certo per originalità, ma riesce ad accompagnare il giocatore durante le brevi partite senza mai venire a noia, grazie a motivetti orecchiabili che (sfortunatamente?) non rimarranno mai in testa. Ottima anche la fluidità generale del gioco, che si piega solo alla presenza di una quantità molto elevata di frammenti a schermo nelle aree più ristrette.

Trofeisticamente parlando: il tempo delle mele

Il breve elenco trofei di Snakeybus offre, a sorpresa, un succulento Platino da sgranocchiare come una mela matura durante una calda e assolata giornata estiva. Il tempo richiesto per ottenere la massima ricompensa sarà peraltro poco più di quello che richiederebbe mangiare il frutto proibito, dato che, con la nostra immancabile guida ai trofei, sbloccherete il Platino in una mezz’oretta circa.

VERDETTO

Se state cercando un titolo arcade in grado di regalarvi qualche ora di gioco spensierato, allora troverete in Snakeybus un divertente passatempo che, sfortunatamente, non andrà oltre questa nomea. L'idea alla base dell'opera di Stovetop è decisamente buona, ma non riuscirà mai a spingere i giocatori a completare più di due o tre partite di fila. L'assenza di una campagna e di una qualsivoglia progressione, eccezion fatta che per l'ottenimento di nuove mappe e veicoli, lo rendono un titolo adatto a partite mordi e fuggi tra un impegno e l'altro, natura che cozza con la fruibilità su console casalinghe e non portatili. Se state cercando un pizzico di follia, comunque, vi suggeriamo di provare a diventare autisti di questi bus allungabili, anche solo per qualche ora.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.