Sviluppatore: Future Tech Lab Publisher: PQube Piattaforma: PS4 Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 49,99 €

Fra i titoli più ambiziosi del 2019 è doveroso inserire anche Song of Memories, una visual novel che, dopo il grande successo riscontrato in Giappone, giunge in Europa grazie alla sempreverde PQube Games e si proietta su PlayStation 4 (anziché su PlayStation Vita come altri suoi simili). Le nostre aspettative erano piuttosto alte, forse troppo.

Song of Memories

Sesso, droga & rock ‘n’ roll

Il contesto in cui si immerge Song of Memories rispetta totalmente gli standard del genere. Vestirete i panni di Minato, un ragazzo adolescente rimasto orfano che vive la quotidianità con il sorriso. Insieme a lui troviamo la sorella minore Fuuka, inconsapevole di essere stata adottata e quindi di non avere un legame di sangue con il suo Onii-chan. Alla coppia si aggiungerà ben presto Kanon Hiiragi, un’amica d’infanzia di entrambi affetta da una grave malattia genetica. Una volta dimessa dall’ospedale, essendo anch’essa orfana, si trasferirà a casa di Minato.

Il cast non si esaurisce con la frizzante sorellina e la dolce Kanon, ma si aggiungeranno anche i compagni di classe Makoto, migliore amico del protagonista ossessivamente attratto dai corpi femminili particolarmente formosi, e Yuno, altra amica di infanzia di Minato che mostra un evidente interesse nei suoi confronti, seppur non morboso. Rappresentante dell’istituto è la cinica e glaciale Satsuki, la quale si denota fin da subito come una persona poco interessata ai contatti umani. Le ultime due ragazze sono Natsume, una studentessa esageratamente timida ed evasiva che trova il coraggio di rivolgere la parola solo a Minato, e Akira, unica donna maggiorenne del gruppo e ricercatrice scientifica i cui scopi sono inizialmente celati.

Song of Memories

La prima parte del gioco vi farà affrontare la vita quotidiana di Minato, alle prese con la riabilitazione di Kanon, le problematiche a scuola, le uscite con gli amici e le cotte adolescenziali. Ben presto, però, Song of Memories subirà una svolta. Difatti, durante una delle prime sequenze di gioco, Minato troverà all’interno della borsa di Kanon uno strano cellulare, dal quale fuoriusciranno cinque intelligenze artificiali vestite da idol che si offriranno unilateralmente di aiutarlo.

Sebbene inizialmente possa sembrare che queste “ragazze” vogliano solo sbirciare nella nostra vita e lasciarsi andare a qualche pettegolezzo di troppo, durante una passeggiata notturna al parco il gruppo di amici verrà aggredito da una strana creatura ostile e le Dream 4 You (il nome del quintetto) si riveleranno particolarmente utili grazie alla loro musica. Da quel momento i toni di Song of Memories assumono delle vesti più cupe, fino al giungere all’apocalisse pandemica che sarà protagonista della seconda parte del titolo. Spensieratezza e leggerezza lasceranno spazio a disperazione, angoscia e dolore, il tutto condito da un alone di – labile – mistero che circonda l’intera vicenda.

Hatsune Miku, sei tu?

Il gameplay di Song of Memories non si discosta eccessivamente dalle tradizioni del proprio genere di appartenenza. L’attività principale che sarete chiamati a svolgere sarà la lettura di innumerevoli dialoghi. Se per il parlato non sarà possibile muoversi dal giapponese, la scelta sui testi sarà più ampia, ma comunque priva dell’italiano. Abbiamo riscontrato nei testi degli errori grammaticali e degli errori di battitura, nonché degli scambi di soggetti che si potevano evitare (per farvi un esempio, Fuuka rimane a casa e Kanon va a fare una passeggiata, ma nei vostri pensieri leggerete che volete seguire Fuuka, anziché rimanere con Kanon).

Le varie scelte che dovrete prendere cambieranno l’andamento della storia anche in maniera radicale, andando a comporre una comoda tabella decisionale time chart che potrete seguire da un apposito menù e che vi consentirà di avviare qualsiasi sezione di gioco. L’unica eccezione al genere consiste nei combattimenti in cui si cimenteranno le Dream 4 You. Questi saranno proposti come giochi musicali molto similari alla formula proposta e magistralmente dominata da Hatsune Miku. Riteniamo la scelta discutibile, soprattutto per una realizzazione fin troppo superficiale e decontestualizzata. Vi basti pensare che sconfiggendo i vostri nemici, le idol cresceranno di livello e impareranno nuove canzoni. Si tratta di una componente JRPG che ci sta come l’ananas sulla pizza e che noi non abbiamo apprezzato, ma ciò non toglie che possa piacere a qualcuno.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
Articolo precedenteVolition conferma, Saints Row 5 è ancora in sviluppo
Prossimo articoloDualSense non vi convince? Sony vuole sapere perché
Avatar
Catalizzatore di flame sul web e drogato seriale di fantacalcio, Giovanni vede il videogioco come un'espressione artistica piuttosto che come un mero intrattenimento privo di contenuti significativi. Per questo motivo, ripudia il 90% dei AAA e si tuffa sfacciatamente nel mercato indipendente, rimanendone il più delle volte scottato seppur senza rimorsi. Amante della musica di qualità, delle narrazioni articolate e di design ispirati, si è tuttavia mostrato fin dall'adolescenza ossessivamente attratto dai personaggi femminili antropomorfi, mistici o animati, universalmente conosciuti come waifu. Rappresenta orgogliosamente la vena toscana del Bit.