Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast – Recensione

Sviluppatore: Raven Software Publisher: Aspyr Media Piattaforma: PS4 Genere: Sparatutto Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 9,99 €

Proprio mentre nel pentolone della Disney cuoce il futuro, tra nuovi film e serie del Marvel Cinematic Universe o film di animazione colorati e fluidi – come sembra Luca, noi abbiamo deciso di fare un passo indietro, di guardare a quando la saga di Star Wars, se associata alla compagnia di Topolino nel bel mezzo di un discorso, ancora scaturiva grasse risate. Abbiamo messo le mani, diciannove anni dopo, su Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast, quarto capitolo della serie Jedi Knight con protagonista Kyle Katarn, ora giocabile per la prima volta su PlayStation dopo un lunghissimo periodo di esclusività su altre piattaforme e, grazie alla remastered, più in forma che mai… o quasi. Buona lettura con la recensione di Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast.

Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast

In una galassia lontana lontana, ma veramente lontana…

Probabilmente spinti dall’incredibile successo di Star Wars Jedi: Fallen Order, il più recente titolo della saga che, grazie alla sua narrazione e alle fasi action concitate, è riuscito ad attirare a sé una nuova fanbase, Aspyr Media ha pensato di far vivere (o rivivere) agli appassionati le vicende di Kyle Katarn, l’agente della Nuova Repubblica, al tempo sviluppate dalla defunta LucasArts Games e da Raven Software. Ma molto presto ci si rende conto di quanto, purché valido, Jedi Outcast sia ancorato al suo tempo.

Al momento della release ufficiale su PC e Xbox, correva l’anno 2002. PlayStation 2 era da poco stata lanciata e già vi giravano sopra mostri sacri del calibro di Jak and Daxter: The Precursor Legacy, capolavoro di Naughty Dog famoso per il concetto di abolizione dei caricamenti, affiancato da altri colossi come Ratchet & Clank (di cui ancora, a distanza di quasi venti anni, uscirà un nuovo capitolo) o TimeSplitters 2, per restare nel tema FPS, e nel mentre l’ultima produzione a tema Guerre Stellari restava ancorata a un motore grafico ormai datato – purché ancora accettabile all’epoca – e a limiti tecnici non da poco.

Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast

Che la Forza sia con te

Ambientato qualche anno dopo la fine di Star Wars Jedi Knight: Dark Forces II, terrorizzato dal Lato Oscuro a cui aveva quasi ceduto, Kyle Katarn abbandona la via dello Jedi e, armato di pistole e fucili laser, lavora per la Nuova Repubblica insieme alla sua compagna Jan, questa però rapita dal Jedi Oscuro Desann e dalla sua allieva Tavion allo scopo di attaccare il tempio Jedi e riformare l’Impero Galattico. Starà a Kyle impedire l’invasione e trarre in salvo la sua amica. Trama che scorre liscia, seppur a tratti banalotta e figlia dei suoi tempi, al contrario di oggi dove la narrazione – anche nei videogiochi di guerra – è uno degli elementi chiave delle produzioni.

Quello di Aspyr Media, purtroppo, è un semplice porting che non rende giustizia alla produzione originale, quella amata alla follia dai fan grazie soprattutto alla componente multigiocatore online, su PlayStation 4 completamente omessa. Ciò che resta invece è il comparto grafico antiquato, per quanto parzialmente ripulito, e il gameplay invecchiato male. Giocare in prima persona a Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast su PlayStation 4 purtroppo non è una bella esperienza.

Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast

Prima o terza persona?

Il sistema di shooting è stato solo parzialmente rivisitato dalla versione PC, aggiungendo un leggerissimo auto-aim che avrebbe dovuto aiutare i giocatori con DualShock 4 (o DualSense, se in retrocompatibilità) ma che invece fa risultare il gunplay solo più goffo. Non aiutano il livello di difficoltà sbilanciato e l’impossibilità di salvare ai checkpoint automaticamente. Ci si deve invece accontentare del salvataggio manuale, che in alcune occasioni potrebbero portare a salvare, insieme ai nostri progressi, anche degli scomodi bug e glitch.

Aiuta in un certo senso la modalità in terza persona, capace di dare meno la sensazione di star scivolando a ogni nostro movimento, ma, paradossalmente, a innalzare la qualità del gameplay ci pensa l’iconica spada laser. Una volta ottenuta l’affettatrice e il potere della Forza, abilità inizialmente rigettate dal protagonista, ma successivamente riprese – grazie al cielo, comincia il vero divertimento. Tagliare uno stormtrooper dopo l’altro in due è una grande soddisfazione, al punto da invogliare il giocatore a non prendere mai più con mano nessuna delle armi da fuoco presenti. Tuttavia la cosa fa riflettere sull’altro lato della medaglia: può un FPS più divertente nel corpo a corpo che nello shooting essere considerato un buon sparatutto?

Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast

Il lato oscuro, percepisco

Il livello del porting su PlayStation 4 è “intelligente, ma non si applica”. Malauguratamente, a parte una lieve ripulita, Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast è sia graficamente che tecnicamente lo stesso di venti anni fa – anzi di qualità inferiore, considerata la rimozione della modalità multiplayer. Le texture sono di sicuro più dettagliate, ma comunque non al punto da sembrare neppure un titolo da PlayStation 2, e l’aggiornamento dello screen ratio a 16:9 non fa che mettere in risalto dei poligoni fuori posto e la scarsa visibilità degli ambienti, inutilmente inscuriti e confusionari a causa di un level design a dir poco dispersivo (ma forse siamo troppo abituati ai titoli moderni).

La qualità audio è strana, sporca e “vecchia”, copiata e incollata di peso dal source material senza accorgimenti di rimasterizzazione audio di alcun tipo, sia per gli effetti sonori che per il doppiaggio, che però gode di un’ottima prestazione generale già nella versione del 2002.

Trofeisticamente parlando: da Padawan a Maestro Jedi

Il set di trofei di Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast non è molto permissivo. Oltre al completamento della modalità storia, è richiesto di finire l’avventura a tutti i livelli di difficoltà, di scoprire tutti i segreti e lasciarsi andare a qualche morte fuori dal comune, come cadere da una rupe, gettarsi nella lava o, richiamando i vecchi tempi, finire un livello con un cheat attivo. Nulla di troppo complicato a prima vista, ma la difficoltà finale e la ricerca dei segreti farà strappare i capelli a un cacciatore di Platini.

VERDETTO

Sbilenca la prestazione di Aspyr Media nel riproporre Star Wars Jedi Knight: Jedi Outcast II al giorno d'oggi su PlayStation 4. Il titolo è stato un grande successo nel 2002, ma riprodotto su console moderne presta il fianco alle critiche. Nessun lavoro di rimasterizzazione degno di nota è stato eseguito, tolta una pulizia pigra delle texture, e anzi sono stati rimossi contenuti importanti dall'originale, come la modalità multiplayer. Non si tratta però di un pessimo gioco; anzi, a quel prezzo, ci sentiamo anche di consigliarlo ai fan accaniti di Star Wars... ma è bene abbassare le aspettative.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.