Takorita Meet Fries – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Roseverte Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 4,99 €

Se vi piacciono le patatine fritte, amerete la nostra recensione Speedrun di Takorita Meet Fries, una visual novel di Roseverte che racconta una storia leggera e strampalata legata ai famosi bastoncini perfetti per accompagnare hamburger e bistecche.

Fritto è buono tutto

La maggior parte delle visual novel narra le vicissitudini di una persona che si lega sentimentalmente ad altre. Non si tratta di una costante, ma le opere che escono da questo schema si contano sulla punta delle dita. Tra queste troviamo Takorita Meet Fries che narra dell’amore tra una principessa e le patatine fritte.

Per sapere come si sviluppa questa love story tra donna e vegetale dobbiamo immergerci nel regno sotterraneo di Tako, dove la principessa Takorita sta per consumare l’ennesimo pasto insapore. Insoddisfatta, la futura regina decide di andare sulla terraferma per trovare qualcosa che sia di suo gradimento, accompagnato dalla sua guardia del corpo Mer.

Uscita dalle acque i due incontrano Dino e Ina, due umani che faranno assaggiare alla principessa le deliziose patatine fritte. La scoperta però spinge Takorita a cercare d’insaporire questo alimento a ogni costo, avventurandosi in luoghi mai raggiunti prima né dagli umani, né tanto meno da una principessa dei mari.

Come in un fast food

Come avrete intuito, la trama di Takorita Meet Fries è tanto leggera quanto insensata. Ad aumentare la carica comica dell’intera vicenda ci pensa l’impossibilità di Mer di parlare fuori dall’acqua. Per esprimersi, la guardia del corpo utilizza il linguaggio del corpo, scadendo in scene spesso al limite dell’osé. Tutto questo però suscita tristezza più che ilarità, in un susseguirsi di cliché banali che infarciscono una storia insapore.

Lo stile del gioco non aiuta certo a migliorare la situazione. Detto che l’intera visual novel è completabile in una manciata di ore, i bivi a disposizione del giocatore sono davvero pochissimi. Oltre al momento in cui selezionare il percorso da seguire per speziare le patatine, non ci saranno scelte in grado di stravolgere la storia. Trattandosi di un titolo basato sulla narrazione, non avere variabilità e presentare una trama strampalata non sono esattamente due punti a favore.

Interessante invece lo stile scelto per i disegni, che riporta alla mente i disegni fatti dai bambini. I personaggi sono super deformed, ma vantano un numero limitatissimo di animazioni che si riducono spesso a semplici movimenti della bocca. Pochissime e quasi inutili le cut-scene, con immagini statiche ammirabili anche in una gallery, mentre la colonna sonora risulta insipida tanto quanto la storia.

Trofeisticamente parlando: Platino croccante

Eccoci al paragrafo che interessa alla maggior parte dei giocatori, quello dedicato ai trofei di Takorita Meet Fries. Il Platino del gioco è sbloccabile senza alcuna fatica in una quindicina di minuti, a patto di saltare tutti i dialoghi e impostare la velocità di skip al massimo. La lista trofei è ovviamente l’unica vera leva di vendita di questo prodotto, che farà felici tutti i cacciatori alla ricerca di un Platino facile e veloce.

VERDETTO

Se state cercando una visual novel con una storia profonda, personaggi carismatici e ore di dialoghi, Takorita Meet Fries è esattamente quello che non fa al caso vostro. Le vicende raccontate in questo titolo sono al limite del ridicolo, correlate da scambi di battute banali e da una grafica che convince poco. Alcuni sprazzi di divertimento ci sono, ma sono talmente rari in un'avventura così breve da non giustificare una sufficienza. Se state cercando di arricchire rapidamente la vostra bacheca, però, Takorita Meet Fries vi regalerà grandi soddisfazioni.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.