Sviluppatore: inXile Entertainment Publisher: Deep Silver Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 39,99 €

“The song I sing will tell the tale of a cold and wintery day.
Of castle walls, and torch lit halls, and a price men had to pay.
Where evil fled, and brave men bled, the dark one came to stay.
Till men of old, for blood and gold, had rescued Skara Brae”.

Con questo canto si alza il sipario su The Bard’s Tale IV, nuovo capitolo di una saga storica che, a fronte di un comparto tecnico limitato per gli standard dell’epoca, si serviva della narrazione particolare per far breccia nei cuori dei giocatori. Nonostante le recenti operazioni di rimasterizzazione e porting, era dal 1988 che non si vedeva all’orizzonte una nuova avventura cantata dai bardi. Quella di cui parliamo oggi è una Director’s Cut, una versione rivisitata dell’ultimo capitolo, The Bard’s Tale IV: Barrows Deep, un’edizione pensata per console e contenente alcuni contenuti inediti.

The Bard's Tale IV: Director's Cut recensione

Ci rivediamo, Skara Brae

Con il canto del bardo si fa luce sulla trama, che vede protagonista l’eroe della nostra storia come il futuro salvatore di Skara Brae, una città di cui avremo bene a mente gli usi e i costumi fin dalle prime battute. L’eroina Melody assiste a una scena raccapricciante, uomini impiccati accusati di essere “la rovina di Skara Brae” solo perché nani, elfi, stregoni o bardi. A seguito della scena, Melody incontrerà Rabbie, bardo e leader della gilda di avventurieri – questa perennemente cacciata dai paladini, gli alti ranghi della regione – e farà unire la protagonista alla stessa. La gilda viene però attaccata proprio in quel momento dai paladini, in un assedio che costringe alla fuga tutti i suoi membri. L’obiettivo è presto detto: liberare Skara Brae dal pugno di ferro dei paladini. Ma c’è altro che si nasconde tra le ombre.

Narrativamente parlando, il contesto non è dei più interessanti, considerando anche l’assenza di una vera e propria figura protagonista del racconto, in quanto la barda Melody sarà giocabile solo temporaneamente. Potremo infatti decidere di rimpiazzare la sua figura con una di nostra creazione, scegliendo la classe preferita e l’aspetto – con un editor, purtroppo, poco approfondito. I dialoghi sono credibili, i personaggi ben definiti e il sapore che lascia il setting in cui il gioco è ambientato ha un qualcosa di magico. E’ incantevole l’intervento dei personaggi anche in dialoghi in lontananza tra due passanti. Sarebbe facile immedesimarsi nell’universo di The Bard’s Tale, se solo non fosse assente la localizzazione in italiano. Che mastichiate o meno la lingua inglese, l’estrema prolissità dei dialoghi vi farà strappare i capelli.

The Bard's Tale IV: Director's Cut recensione

Paladini dell’ingiustizia

Esattamente come i capitoli passati, The Bard’s Tale IV si presenta come un gioco di ruolo vecchio stile con la tipica e al contempo particolare struttura a turni. Il gameplay consiste in una gestione tecnica e studiata del limite massimo di mosse suddivise per tutto il party, cosa che spinge i giocatori a stare bene attenti a come ci si muove. Lo studio della meccanica si fa ancora più intenso e singolare grazie alla griglia, il nucleo del combattimento, in quanto, per uscire vittoriosi dagli scontri più impegnativi, sarà essenziale muovere gli eroi e far combaciare la loro posizione con l’area di attacco di determinate abilità.

Altro elemento che rende estremamente tattico il gameplay è la considerazione di due barre diverse al di fuori di quella della vita. Parliamo dell’indicatore dell’armatura, presente nei nemici più forti, e della barra concentrazione, che indica l’arrivo di un potente attacco nemico che è possibile arrestare con gli attacchi stordenti. Pur essendo tutto sommato un concentrato di RPG old school, The Bard’s Tale IV non è da prendere alla leggera anche alle difficoltà più permissive. Spesso e volentieri saremo circondati da nemici con un livello più alto del nostro, che potranno farci la festa in men che non si dica. Bisognerà scegliere attentamente le battaglie da affrontare e possibilmente evitare di imitare Rambo.