The Gardens Between – Recensione

Sviluppatore: The Voxel Agents Publisher: The Voxel Agents Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 19,99 €

Fin dall’antichità l’essere umano è stato affascinato dal tempo. Filosofi ci hanno dedicato interi studi, mentre registi e scrittori hanno dato vita a innumerevoli film e libri in cui proprio il tempo è il protagonista. I videogiochi, ovviamente, non potevano essere da meno, ma i ragazzi di The Voxel Agents hanno provato a dar vita a qualcosa di decisamente particolare.

The Gardens Between

Tutto scorre

Il più fulgido e memorabile esempio di gioco dedicato al tempo è sicuramente Braid. Il puzzle game prodotto da Jonathan Blow vanta una media voti spaventosamente alta, segno che quest’opera è universalmente riconosciuta come un capolavoro. A distanza di undici anni dall’uscita di questo titolo, The Gardens Between tenta nuovamente di creare un gioco in cui il tempo è l’elemento chiave per risolvere i rompicapo ideati da The Voxel Agents, puntando al contempo su una storia semplice – a tratti addirittura minimalista – ma in grado di trasmettere tantissime emozioni. Due grandi amici, Arina e Frendt, sono i protagonisti di un’avventura che li porterà a spostarsi su una serie di onirici isolotti-giardino arricchiti da tutta una serie di elementi della loro giovane vita: una vecchia console, un videoregistratore, il divano con una ciotola di pop corn e tanto altro.

Lo scopo del nostro viaggio sarà quello di rivivere alcuni dei momenti più significativi e intensi del passato dei due giovani, momenti indelebili nelle loro menti che non potranno più essere vissuti ma nemmeno dimenticati, mostrati come fossero fotografie di ciò che è stato. La tematica dei ricordi è un elemento della trama che affiora prepotentemente fin dalle prime fasi di gioco, nonostante la totale assenza di qualsivoglia dialogo o testo a schermo. Tutto è talmente ben riprodotto e illustrato da non aver bisogno di parole per essere spiegato.

The Gardens Between

Riavvolgere il nastro

L’assenza voluta di testi a schermo si ripercuote anche sul gameplay. Al netto di un paio di spiegazioni all’inizio dell’avventura, non avremo nessun indicatore ad aiutarci a proseguire in una storia in cui l’abilità del giocatore dovrà essere principalmente mentale. La meccanica alla base di The Gardens Between è quella dello scorrimento e del riavvolgimento del tempo. Il giocatore non avrà mai il controllo diretto dei due protagonisti, ma potrà solo far proseguire o tornare indietro il tempo, generando determinati effetti, e solo saltuariamente interagire con una serie di oggetti.

L’opera di The Voxel Agents è un puzzle game, dunque non stupisce che non sia richiesta una particolare abilità manuale per portare a termine i vari isolotti – ossia i livelli di gioco – ma piuttosto una buona capacità mentale per capire come interagire con l’ambiente circostante. L’obiettivo principale sarà completare il percorso attorno all’isola portando fino alla vetta una fiamma all’interno di una lanterna trasportata da Arina, sfruttando Frendt per interagire con gli elementi di gioco. Questa seconda possibilità sarà fondamentale sia per sbloccare nuovi percorsi, sia per bloccare eventuali agenti dannosi che risucchieranno la nostra fiamma impedendoci di completare il livello. Tutto è comunque intuitivo, tanto che dopo pochi minuti agiremo senza far caso ai comandi e cercando solo di trovare la soluzione.

Da un’isola all’altra

Il completamento di una singola isola richiederà una manciata di minuti, fattore che favorisce la fruizione di quest’opera a piccoli passi piuttosto che in un’unica sessione, per apprezzare al meglio la ricercatezza delle ambientazioni e degli enigmi. Anche la musica, mai troppo invadente, sarà un elemento chiave. L’abilità di The Voxel Agents risiede nel riuscire ad accompagnare con le note musicali gli eventi che si susseguiranno su schermo introducendo a volte anche un tono quasi investigativo, perfetto per fare da accompagnamento agli enigmi più intricati.

Decisamente buona la curva di difficoltà, con rompicapo che andranno in crescendo e che permetteranno ai giocatori meno avvezzi a questo genere di titoli di godere appieno di un’esperienza che prima di essere ludica sarà sensoriale ed emozionale. Ad accentuare il tutto ci penserà l’assenza di dialoghi e testo, che non a caso abbiamo sottolineato anche nelle prime fasi della recensione. L’atmosfera onirica non verrà mai spezzata da frasi fuori luogo, ma sarà anzi cullata e accompagnata dalla colonna sonora quasi a voler mantenere appieno quell’aura di sogno tanto ricercata dal team.

The Gardens Between

Chi ha tempo non aspetti tempo

L’esperienza di The Gardens Between è di quelle a forte impatto emotivo, che cerca di non disperdere l’attenzione del giocatore con missioni secondarie, collezionabili da raccogliere o altro. Il rovescio della medaglia di questa scelta (azzeccata) risiede tutto nella longevità del titolo, che è a nostro parere anche uno dei nei più evidenti. L’intera avventura potrà infatti essere completata in un paio d’ore.

L’assenza di qualsiasi tipo di extra o di sfida aggiuntiva renderà poi l’opera impossibile da rigiocare, dato che sapremo come completare i vari puzzle e non ci sarà nulla a spingerci a terminare nuovamente la storia. La presenza però di un comparto tecnico di caratura decisamente elevata, con una grafica all’altezza delle pretese del titolo, una fluidità incredibile in qualsiasi frangente e la già citata colonna sonora creata ad hoc per far risaltare ogni aspetto di questa storia “tra due giardini”, farà sorvolare sulla brevità dell’avventura.

Trofeisticamente parlando: i giardini dei sogni

L’elenco trofei di The Gardens Between include, un po’ a sorpresa, solo coppe d’argento e d’oro, con una totale assenza di trofei di bronzo, accompagnate peraltro da un gustoso Platino. Riuscire a ottenere la massima ricompensa, soprattutto usando la nostra dettagliatissima guida, sarà questione di un paio d’ore passate tra giardini ed enigmi.

VERDETTO

Molto spesso nella vita è necessario soppesare la qualità del tempo prima della quantità. The Gardens Between - visto anche la pertinenza del tema - è perfetto per interpretare questa frase. Nonostante una longevità molto limitata, l'esperienza messa in piedi dai ragazzi di The Voxel Agents è qualitativamente molto elevata, con una storia e una colonna sonora in grado di coinvolgere il giocatore e fagli apprezzare e assaporare la storia di Arina e Frendt. Se siete a caccia di emozioni, vi suggeriamo di non farvi sfuggire questo onirico puzzle game.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.