The Magic Circle: Gold Edition – Recensione

Sviluppatore: Publisher: Piattaforma: Genere: Giocatori: PEGI: Prezzo:

Publisher: Question LLC Developer: Question LLC
Piattaforma: PS4 Genere: Indefinibile Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 19,99 €

L’Italia è un paese in cui il calcio è una tradizione radicata nelle persone, tanto che si suol dire che ogni tifoso è anche allenatore, perchè, pur essendo totalmente digiuno di nozioni di tattica o preparazione atletica, è sempre in grado di disporre una formazione più performante di chi invece il “mister” lo fa di lavoro, discutendo di tutto ciò con i propri amici al bar. Questa introduzione, all’apparenza fuori luogo visto il tipo di gioco che stiamo per andare a recensire, rende invece perfettamente l’idea di ciò che è The Magic Circle: Gold Edition, progetto di Question LLC che dopo l’avventura su PC sbarca anche su PlayStation 4.

Mettetevi nei miei panni

Entrata ormai nell’uso comune, l’espressione “mettersi nei panni di un altro” è una richiesta fatta ad una persona per provare a vedere le cose dal punto di vista dell’interlocutore, per evidenziare magari la difficoltà di certe azioni o chiarire meglio un concetto. Questa è a tutti gli effetti la trama di The Magic Circle, un titolo in cui interpreteremo una curiosa eroina intrappolata all’interno di un videogame simil-Skyrim in fase di progettazione ma fermo da ormai vent’anni, diviso tra un creatore volubile e suscettibile ed una serie di aiutanti la cui frustrazione ha raggiunto livelli decisamente alti (e come dargli torto?). La prima richiesta che ci troveremo ad affrontare, tra battute ironiche e scene al limite dell’assurdo, sarà quella di fungere da beta-tester per riuscire a mettere in piedi una demo utile per una famosa fiera di videogames chiamata E4, che fa ovviamente il verso al ben noto evento recentemente conclusosi in quel di Los Angeles.

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Eccoci quindi, in men che non si dica, calati nell’avventura, accompagnati da delle creature simili a droni volanti che molto ricordano quelli visti nei titoli della serie Portal: si tratta dei membri dello staff, sempre pronti a dire la loro ed apportare modifiche al titolo, come ad esempio toglierci una spada dalle mani o creare mostri giganteschi dal nulla, agendo come divinità (ed in effetti sarà questa la veste con cui si presenteranno) e trovando sempre nuovi modi per non completare il gioco. Starà a voi, con l’aiuto di una misteriosa voce incorporea stufa di questo caso disperato, dare un taglio a questa situazione e rubare gli strumenti per potare a termine l’opera ormai ventennale. La trama ovviamente, per quanto assurda possa essere, non fa altro che dare un senso al gameplay, talmente vario e sconnesso da non poter essere inserito all’interno di un insieme particolare.

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Si tratta di un FPS sandbox con elementi platform mischiati ad un puzzle game action

Quello che è chiaro fin da subito riguardo a The Magic Circle è la sua non-chiarezza. Le uniche certezze a disposizione del giocatore che si appresterà ad affrontare l’avventura ideata dai ragazzi di Question LLC saranno la visuale in prima persona, che farà sentire a casa tutti i giocatori incalliti di sparatutto, e la grafica in bianco e nero dai tratti volutamente grezzi ed un po’ trascurati, come ben si addice ad un titolo che parla di un videogame incompleto, alternata da elementi e scenari che spiccano grazie all’utilizzo del colore. Tutto il resto è un mix in continua evoluzione di generi, che passerà da avventura sandbox a puzzle game, per sfociare in tutto quello che il giocatore deciderà, perchè la bellezza in questo titolo è che molto spesso le soluzioni alle sfide che ci verranno proposte arriveranno dall’utilizzo del famoso “pensiero laterale”, uscendo dunque dagli schemi classici per trovare metodi di completamento degli obiettivi.

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Durante il gioco infatti avremo la possibilità di sfruttare dei poteri da “mod” per alterare il mondo che ci circonda, rendendo quindi i nemici amichevoli oppure dotando oggetti e creature di poteri “rubati” ad altre, come ad esempio rendere ignifugo un animale rubando la caratteristica da un sasso, il tutto per andare appunto a completare le assurde richieste del gioco e superare i punti più problematici.
A completare la nostra esperienza sensoriale, già abbondantemente bombardata da repentini cambi di ambientazione, comparsa di “mostri” dalle fattezze tutt’altro che normali ed interazioni ai limiti dell’assurdo, ci penserà un’ottima colonna sonora che ricorda quella di un videogame del Game Boy a cui servirebbe una bella pulita, per evitare di emettere quei suoni gracchianti che fanno quasi pensare ad un glitch piuttosto che ad un qualcosa di voluto. Una scelta decisamente azzeccata visti i temi trattati, che potrebbe però lasciare interdetti tutti coloro che non riuscissero a cogliere l’ironia del progetto.

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Cosa devo fare?

Come si è potuto notare abbiamo volutamente omesso, sino a questo momento, di parlare di quello che vi verrà richiesto per progredire nell’avventura. Questo perchè la genialità di The Magic Circle è che non esiste un vero e proprio modo giusto di fare le cose, nè tanto meno uno sbagliato. Esistono solo tante possibilità per arrivare ad un’unica soluzione, ossia il completamento della missione attuale per giungere quindi al finale della storia raccontata dai ragazzi di Question LLC, scegliendo ad esempio se, per passare dal punto A al punto B in sicurezza, modificare lo status di un mostro, alterarne le caratteristiche e molto altro ancora. Se riuscirete a completare la non lunghissima campagna infatti potrete notare, confrontando le vostre scelte con amici o con dei video su Youtube, che non esisterà un playthrough uguale ad un altro, dato che la possibilità di sfruttare il pensiero laterale farà sì che le nostre menti trovino la soluzione ad esse più congeniali ma non necessariamente uguali a quelle ideate da altri giocatori.

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La rigiocabilità quindi sarà elevata, anche se purtroppo le circa 5 ore totali richieste per completare l’intera storia, raccogliendo anche tutti i collezionabili sparsi per il mondo sandbox in cui ci muoveremo, non giustificano del tutto la cifra a cui viene proposto il gioco, che risulta comunque decisamente divertente se sarete in grado di apprezzare l’elemento chiave di questo progetto. Non avendo uno stile predefinito e lasciando al giocatore completa libertà d’azione infatti il fattore attorno a cui ruota interamente The Magic Circle è l’ironia che i ragazzi di questo team hanno voluto regalarci, e che andremo ad analizzare per capire perchè questo cerchio magico meriti di essere giocato con un approccio diverso da qualsiasi altro videogame sul mercato.

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Nulla si crea, nulla si distrugge

Vi siete mai chiesti quello che si cela dietro a tutti i pixel che compongono un videogame? La risposta è, ovviamente, il lavoro di un gruppo dotato di un’idea, che si mette al lavoro per creare un’esperienza degna di essere giocata. Attorno a questo concetto ruota l’ironia di The Magic Circle, a cominciare dal suo titolo, che allude ad una teoria dello storico olandese Johan Huizinga secondo cui lo spazio in cui si svolge l’attività ludica di un individuo è separata da una barriera invisibile dall’area reale, in cui il soggetto svolge le sue attività quotidiane. Questa barriera immaginaria è rappresentata proprio dal “cerchio magico” a cui fanno riferimento nel loro titolo i ragazzi di Question LLC. L’ironia ovviamente non si ferma qui, ma si propaga come un virus all’interno di tutto il titolo, a cominciare dal filmato iniziale durante il quale vengono presi in giro i progetti dotati di “early access” ed i vari Kickstarter, spesso presentati scarni di contenuti e quindi soggetti a critiche.

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Questa commedia in salsa progettistica prosegue per tutta la durata della campagna, passando da battute più semplici, come ad esempio lamentele relativi ai prezzi di un determinato implemento, a cose più tecniche, che avranno però la colpa di rendere complicata ai meno avvezzi alla tecnologia la comprensione di certe battute, per quanto divertenti e ben contestualizzate. Tutti coloro che si trovano a dover studiare questo genere di cose invece non potranno non rimanere appagati dall’esperienza profonda che The Magic Circle riesce a regalare, creando di fatto un prodotto creato dagli sviluppatori per gli sviluppatori, la cui piena comprensione non è quindi concessa a tutti ma è riservata solo ad un piccolo gruppo di persone. Va però specificato che questa precisa scelta di Question LLC è un’arma a doppio taglio dato che, seppur vero che chiunque potrà terminare la campagna principale, l’impossibilità a comprendere appieno l’ironia che il titolo trasuda potrebbe risultare sotto certi punti di vista quasi frustrante, limitando quindi a conti fatti il divertimento finale dell’utente medio.

httpvh://youtu.be/DSyxslrQIBs

Trofeisticamente parlando: ironicamente vostro

Nel breve elenco trofei di The Magic Circle: Gold Edition trovano spazio trofei legati al completamento della storia ed altri decisamente più strani. Tra le 13 coppe che potranno essere raccolte infatti ne spiccano alcune come quella ottenuta per aver saltato un dialogo, una per uscire dai “confini della simulazione” dal nome decisamente evocativo e molte altre di vi lasciamo libertà di interpretazione. Considerata la relativa brevità della campagna comunque riuscirete ad ottenere il 100% di quest’avventura in poche ore. Per ulteriori dettagli, potete consultare l’elenco trofei in italiano già disponibile sul nostro forum.

VERDETTO

The Magic Circle: Gold Edition è un titolo totalmente fuori dagli schemi, che fa dell'ironia e della libertà di azione le sue armi più forti. I giocatori che si cimenteranno in questa avventura dal genere indefinibile, misto di tante categorie ma non collocabile in una precisa, avranno modo di divertirsi con le numerose battute ed i siparietti messi in piedi dai ragazzi di Question LLC. Purtroppo la natura stessa del gioco, creato per raccontare la storia di un progetto a metà, lo rende a volte difficile da comprendere per chi con questo ambiente non ha familiarità e dunque più adatto ad una nicchia di persone piuttosto che al grande pubblico. Se siete dei progettisti o se volete provare qualcosa di completamente diverso dai canoni classici del videogioco però non esitate a fare vostro questo Cerchio Magico.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.