Sviluppatore: Obsidian Entertainment Publisher: Private Division Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 59,99 €

Quando si viene a sapere che uno sviluppatore come Obsidian Entertainment, che ricordiamo, tra gli altri, per Fallout: New Vegas, Pillars of Eternity e Star Wars: Knights of the Old Republic II, sta lavorando a un nuovo gioco di ruolo d’azione futuristico un po’ di emozione la si prova. Tra prime informazioni, trailer dedicati alle ambientazioni del gioco, cenni di lore e sequenze di gameplay, l’offerta di The Outer Worlds si è presto palesata al pubblico e ha dato apparentemente ragione all’hype iniziale, soprattutto per chi aveva fame di un certo tipo di videogioco ed era rimasto deluso dal famigerato Fallout 76. Dopo aver trascorso un buon numero di ore nella colonia di Alcione, siamo pronti a darvi la nostra opinione definitiva su un titolo che, comunque vada, si è già ritagliato un posto tra i più gettonati del 2019.

The Outer Worlds

Dormito bene?

La Speranza è una nave spaziale che trasporta individui verso i confini della galassia, nella colonia di Alcione, terra di nuove opportunità lavorative che promette un futuro radioso ai suoi aspiranti cittadini. La perfetta, quasi matematica organizzazione sociale e la presenza di numerose fazioni garantiscono una vita felice e ordinata e un lavoro sicuro a tutti. Nel trasferimento, che dura dieci anni, le persone vengono ibernate, per risvegliarsi poi nella loro nuova dimora. Ma un problema tecnico durante il viaggio del 23 ottobre 2320 porta la Speranza a smarrirsi nelle profondità dell’universo, con il suo carico di vite umane destinato al tragico oblio.

Non tutto è perduto. Un certo Phineas Vernon Welles, che scopriamo essere ricercato dalle autorità coloniali, fa irruzione sulla Speranza a bordo della sua navicella e recupera una persona a caso tra le centinaia di migliaia in stato di ibernazione: il nostro personaggio. Risvegliatici dopo un sonno di oltre settant’anni e risparmiati da una morte atroce da un composto chimico di Phineas, scopriamo che per riportare in vita gli altri c’è bisogno di altre risorse e che spetta a noi recuperarle su Alcione, facendoci aiutare da Hawthorne, un collega del nostro salvatore. Peccato che Hawthorne resti ucciso da noi mentre atterriamo, il che ci lascia soli con il nostro obiettivo, in una terra sconosciuta e molto più ostile e corrotta di quanto potessimo immaginare prima di partire.

Un vero action RPG

Negli ultimi anni abbiamo visto spesso, e con frequenza crescente, giochi di natura prevalentemente action adventure che si forgiano della dicitura “con elementi RPG”. Pensiamo ai recenti Assassin’s Creed, ma in generale a tutti i titoli che integrano un sistema di potenziamento delle abilità del personaggio attraverso un aumento del livello di esperienza. Nella realtà, questi sistemi simulano in modo piuttosto blando le vere meccaniche di un RPG puro. Anche The Outer Worlds non rispetterà tutti i crismi del genere, ma è sicuramente più autorizzato di altri ibridi a forgiarsi del nome di gioco di ruolo.

The Outer Worlds

Il nostro personaggio, che possiamo creare all’inizio con un editor completo ma non maniacale, ma che poi controlliamo in prima persona, è dotato di diversi tratti che è possibile potenziare nel corso dell’avventura, dalle abilità nel combattimento in mischia e a distanza alle doti di persuasione nelle conversazioni, dalle conoscenze ingegneristiche alla furtività e all’abilità nei commerci. Ogni azione in-game, come completamento di missioni, scoperta di luoghi e uccisione di nemici, contribuisce ad accumulare esperienza e a salire di livello, il che ci permette di spendere punti prima in categorie di abilità (fino al loro grado 50) e poi in abilità specifiche (dal 50 in avanti). Ogni due livelli possiamo anche attivare un vantaggio, una sorta di bonus che influisce su una specifica caratteristica del personaggio, mentre in base alle nostre debolezze nel combattimento potremo di tanto in tanto ricevere difetti, ossia dei malus, e decidere se accettarli o meno.

Sempre nell’ambito del genere di appartenenza, possiamo contare su un complesso sistema di inventario che include la gestione del vestiario, delle armi e di oggetti vari tra cui il cibo, fondamentale alla difficoltà massima che introduce elementi survival. Ogni capo di abbigliamento e arma ha precisi valori di protezione e di attacco che possiamo potenziare ai banchi di lavoro, presenti in diverse location. Agli stessi banchi possiamo smantellare oggetti e usare i materiali per migliorare l’equipaggiamento, oppure installare accessori per rendere le armi più letali, o ancora riparare tutto ciò che ha perso efficacia in seguito all’uso prolungato.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.

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