Sviluppatore: Bulkhead Interactive Publisher: Square Enix Piattaforma: PS4 Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 19,99 €

Nel 1950 il matematico Alan Turing propose un criterio in grado di determinare se una macchina fosse in grado di pensare e ragionare come un essere umano. Quello che in seguito si è evoluto prendendo il nome di test di Turing è una sorta di gioco tra uomini e macchine, al termine del quale un interlocutore umano dovrebbe determinare chi sia il computer. Nel caso non ci riesca, il computer stesso avrebbe passato il test, un’impresa in cui sembra aver avuto successo solo un’intelligenza artificiale nel corso degli anni (anche se i risultati sono particolarmente controversi e dibattuti). In ogni caso, il rapporto tra uomini e macchine è un argomento che dalle opere di fantascienza si sta spostando sempre più anche nella vita reale. Gli autori di The Turing Test ne hanno fatto una delle tematiche centrali nel loro avvincente e incalzante titolo, un gioco capace di far funzionare il cervello sia per la soluzione di enigmi che per qualche profonda riflessione sull’uomo, sulla vita e sull’etica. Mica male, no?

Un puzzle game che sa raccontare una storia

E’ bene partire subito da ciò che caratterizza principalmente The Turing Test e che permette di inquadrarlo in un genere. Siamo infatti di fronte a un puzzle game puro, nel quale ci troveremo ad affrontare decine e decine di rompicapo tutti strutturalmente simili, ma di difficoltà molto variabile tra una sezione e l’altra. Nei panni della ricercatrice spaziale Ava, ci muoviamo con una visuale in prima persona all’interno dei moduli di una stazione situata su una delle lune di Giove, Europa. Per poter procedere da una stanza all’altra bisogna aprire porte risolvendo gli enigmi che si presentano.

Prima ancora di approfondire gli aspetti legati alle meccaniche di gioco, è però necessario sottolineare l’altra caratteristica fondamentale del titolo. Non temiate un gameplay freddo sottomesso alle esigenze del genere puzzle, una serie di prove spaccacervello abbellite dall’interattività offerta dalla forma del videogioco e una progressione fine a sé stessa, funzionale solo alla pulizia del livello e capace di lasciare, al termine, poco più che una misera soddisfazione per aver risolto il rompicapo. The Turing Test colpisce e meraviglia grazie all’implementazione di una vera e propria trama che fa non solo da pretesto e da collante tra una sezione e la successiva, ma che, al contrario, sembra essere il vero fulcro del gioco.

Mistero, solitudine, moralità e colpi di scena

The Turing Test inizia con il nostro risveglio a opera di TOM, un’intelligenza artificiale che gestisce una base spaziale su Europa. Ci rendiamo conto di essere stati richiamati da uno stato di sonno indotto, una sorta di letargo programmato, e veniamo subito informati di una situazione di emergenza, che vede l’equipaggio irrintracciabile dopo un non meglio precisato evento imprevisto. Senza perdersi in lungaggini inutili, il gioco ci permette di esplorare l’area intorno al nostro punto di risveglio, prima di condurci alla base spaziale sulla superficie della luna e di dare inizio all’avventura vera e propria.

TOM ci informa che la disposizione dei moduli della base spaziale è stata modificata dai membri dispersi dell’equipaggio, una misura che inizialmente sembra rispondere a un pericolo da cui i nostri colleghi volevano difendersi, ma che ben presto assume un significato diverso. Per ragioni di correttezza non approfondiremo gli aspetti più interessanti della trama, per non togliere il gusto della scoperta e rovinare una delle caratteristiche migliori del titolo. Basti sapere che, dopo ogni stanza superata, ci sarà un breve scambio di battute tra noi e TOM che aggiungerà dettagli importanti e imprevisti verso la scoperta della verità, o che semplicemente tratterà di tematiche generali dai lievi risvolti filosofici ed etici.

Procedendo con l’avventura affronteremo argomenti come il rapporto tra l’uomo e le macchine, la relazione tra ciò che è logicamente corretto e ciò che è moralmente giusto, la difficile scelta di priorità tra l’istinto di sopravvivenza personale, la tutela degli affetti e la salvaguardia di un bene superiore e collettivo, i limiti etici della ricerca scientifica, l’avidità e la mancanza di scrupoli della scienza e di agenzie governative. Mentre il mistero della stazione spaziale si dipana, i dialoghi con TOM ci inducono a riflettere su tematiche attuali o che potrebbero riguardarci da vicino in futuro. Il nostro stesso rapporto con l’intelligenza artificiale che ci guida muta nel corso dell’avventura e costringe Ava a scelte difficili ma necessarie.

1
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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.

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