Sviluppatore: Weappy Studio Publisher: THQ Nordic Piattaforma: PS4 Genere: Manageriale Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 29,99 €

Nelle tipiche produzioni videoludiche il caos è all’ordine del giorno. Spesso si vestono i panni di un criminale pronto a infrangere ogni tipo di legge esistente e riuscire a farla franca, il più delle volte. In This Is the Police è il contrario; noi siamo la legge, siamo gli occhi dell’ordine, il pugno della giustizia. Noi siamo la polizia. Il primo This Is the Police è un titolo che, nonostante le premesse intriganti, non ha poi impressionato. Weappy Studio ci riprova con il sequel diretto della storia di Jack Boyd con This Is the Police 2.

Metà poliziotto e metà… pure

Dopo la controversa avventura a Freeburg del primo capitolo, tra legge e illegalità, Jack Boyd è ancora tra noi in This Is the Police 2. Nascosto dalla polizia federale per i grossi crimini di cui è accusato con il falso nome di Warren Nash, l’ex-poliziotto si ritrova nella misteriosa cittadina di Sharpwood. Arrestato, seppur innocente, per detenzione di cocaina dalla polizia locale (precisamente dall’agente Charlie, un personaggio che incarna gli spiriti folli del cinema tarantiniano), Jack viene sbattuto nella cella principale del quartier generale di Sharpwood, dove fa la conoscenza dell’emotivamente distrutta Lilly Reed, sceriffo della città alle prime armi. I due giungono a un compromesso. Infatti Lilly ha bisogno dell’aiuto di un poliziotto veterano per stanare il gruppo malavitoso Neckties e Jack di essere libero.

La trama è il punto chiave del gioco, che, nonostante si ricolleghi agli avvenimenti del primo capitolo, è perfettamente godibile anche se non se ne conosce la storia. In quel caso ci perderemo il senso di alcune scelte che siamo costretti a fare, come scrivere una lettera ai figli del protagonista e spiegar loro il perché del suo improvviso allontanamento. Tuttavia This Is the Police 2 riuscirà a farci immedesimare con i personaggi interpretati, facendoci percepire le sensazioni che provano grazie alla superba scrittura dei dialoghi. Raramente nel panorama videoludico se ne vedono di così ben scritti e recitati, capaci di fare da perfetto antipasto alla portata principale che è l’intrigante storia che circonda gli attori, profondi e caratterizzati al meglio. In This Is the Police 2 vestiremo i panni di svariati personaggi, ma principalmente del vecchio Jack Boyd impartendo ordini alla centrale di Sharpwood nel tentativo di combattere l’esagerata criminalità locale.

Distintivo, prego

This Is the Police 2 è difficile da catalogare. Così come il suo predecessore è un misto di generi avventura e manageriale, con tante meccaniche che ne variano il gameplay ogni cinque minuti. Principalmente, oltre alle scelte multiple nei dialoghi che possono cambiare delle battute, bisognerà fare le veci di tutti gli agenti di polizia presenti in stazione. La giornata comincia (e finisce) con lo scegliere gli agenti di turno tra tutti quelli a disposizione. Il numero di questi è molto ridotto, pertanto bisognerà scegliere con cura chi portare con sé al lavoro in base alle caratteristiche raffigurate nelle card, ovvero forza, intelligenza, velocità, furtività, mira e negoziazione, oltre al dover tenere conto del loro livello di professionalità (indicato con un numero di stelline) e di fatica. Gli agenti sono umani in tutto e per tutto: se troppo affaticati, questi potrebbero decidere di non presentarsi al lavoro o addirittura c’è la possibilità di vederli coinvolti in incidenti stradali a causa di colpi di sonno o di ubriachezza; i poliziotti potrebbero addirittura arrivare a odiarci se, ad esempio, gli negheremo il permesso per presenziare all’eventuale funerale di un collega.

Non mancheranno casi di insubordinazione interna. Alcuni agenti potrebbero mettere in discussione le nostre azioni o decidere come comportarsi in centrale, arrivando a declinare un nostro ordine per evitare di avere un certo partner oppure perché troppo impegnati a giocare a carte. In quel caso la scelta spetterà solo a noi, agire con il pugno di ferro o essere permissivi e avere un uomo in più. Bisognerà considerare anche le armi da dare in dotazione agli agenti; essendo queste limitate, è consigliato razionarle in maniera certosina considerando il feeling che c’è tra noi e i vari agenti. Rischiare di dare l’armamentario migliore al nuovo arrivato che potrebbe non presentarsi affatto in missione potrebbe mandare all’aria un’intera giornata di lavoro.

Sulla mappa di Sharpwood compariranno nell’arco della giornata varie finestre di soccorso. Il nostro dovere sarà quello di cercare di risolvere tutti i casi, limitando dispendi di energia facendo nel frattempo fare esperienza ai novellini, portandoli sul campo insieme ai veterani. Ogni chiamata prevede un requisito minimo di professionalità, che bisogna rispettare per poter agire. Un novellino non potrebbe mai essere in grado di occuparsi di un tentato omicidio o di una rapina, meglio farlo crescere con situazioni semplici quali atti osceni in luogo pubblico o calmare le anziane stufe di attendere alle poste.

Di operazioni ce ne sono per tutti i gusti, e leggere le loro descrizioni di tanto in tanto fa anche scappare un sorriso di gusto vista l’assurdità di certi eventi. Alla fine dell’orario di lavoro verremo ricompensati con linguette di lattine (che fungono da moneta) in base ai nostri successi giornalieri. Ad esempio, arrestare invece di uccidere un sospetto ci farà guadagnare di più. Con il guadagno potremo reclutare agenti e acquistare equipaggiamenti.