Publisher: Frozenbyte Developer: Frozenbyte
Piattaforma: PS4 Genere: Platform Fantasy Giocatori: 1-3 PEGI: 12 Prezzo: 21,99 euro

Dopo essere stato annunciato circa un anno fa e, a distanza di sei anni dal primo capitolo, ecco arrivare sullo Store Trine 3, terzo e per il momento ultimo capitolo della saga. Dopo aver ammirato con stupore e apprezzato i primi due capitoli per originalità e impatto visivo ci siamo buttati a capofitto su questo nuovo gioiellino di Frozenbyte, che però non ci ha sorpreso come i precedenti.

Il Trine ci chiama

Trine 3 abbandona lo stile a scorrimento in 2D creando mondi completamente in tre dimensioni, dando così vita a nuovi enigmi, nuovi modi di combattere e nuovi modi di spostarsi nel mondo di gioco: purtroppo essendo a “telecamera fissa” capiterà di morire per non aver calcolato bene un salto, perdere di vista un nemico nascosto dietro una roccia o non vedere il proprio eroe perché state esplorando.

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Eroi per caso… di nuovo

La trama inizia con tre brevi capitoli che fanno da introduzione ai nostri eroi: Pontius il cavaliere, Zoya la ladra e Amadeus il mago, eroi che già conosciamo dato che sono gli stessi protagonisti dei due precedenti giochi, ma che vediamo in azione prima di essere entrati in possesso dei poteri del Trine.
Finita l’introduzione, la storia riprende da dove si era fermata con Trine 2, infatti siamo subito catapultati sul campo di battaglia: l’accademia Astrale è sotto attacco da parte di un golem di pietra e toccherà a noi salvare la situazione. Entrati nell’accademia il Manufatto del Potere si distruggerà e dal suo interno uscirà un’entità malvagia, così i nostri amici partiranno per un viaggio fantastico nel tentativo di fermarlo, ma purtroppo il tutto finirà nel giro di 3/4 ore.
La storia principale non aiuta la longevità, con una rigiocabilità pari a zero (una volta completato il gioco non rimane nulla da fare) e una difficoltà di gioco a tratti imbarazzante, infatti mentre nei primi due capitoli avevamo una scelta, qui il tutto sembra settato automaticamente sul “Molto Facile”, infatti i nemici moriranno dopo un paio di fendenti e gli enigmi si risolvono talmente in fretta da sembrare quasi inesistenti. Data la scarsa disponibilità di budget in mano ai Frozenbyte, infatti, Trine 3 resta praticamente in sospeso, con un cliffanger finale, ma con nessun annuncio di eventuali DLC o di un seguito. A venire in aiuto della longevità però, ci sono delle sfide, piccoli livelli che ci obbligheranno a giocare con un solo personaggio, con un grado sicuramente più elevato di sfida e con delle missioni sopravvivenza dove il fallimento equivale a ricominciare il livello dall’inizio.

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Non cambiare la strada vecchia…

Il gameplay rimane praticamente invariato rispetto ai predecessori, con i tre protagonisti che hanno lo stesso moveset dei primi due capitoli. Si potrà cambiare sempre personaggio in qualsiasi momento con la sola pressione di un tasto, il tutto con una fluidità mozzafiato. È rimasta invariata anche la modalità co-op fino a tre giocatori – solo offline – che permette a due amici di entrare e uscire dalla partita in qualsiasi momento, inoltre dovrebbe essere disponibile anche la modalità Share-Play che purtroppo, in fase di recensione, non abbiamo avuto modo di testare.
È stata eliminata la possibilità di sviluppare i nostri eroi, sia in fatto di abilità sia per l’aumento del livello, infatti sin dalle prime battute di gioco avremo a disposizione tutto ciò che ci serve per andare avanti nel gioco, senza aggiungere nulla: Amadeus questa volta potrà creare una sola cassa per volta, Zoya avrà a disposizione solo le frecce normali e la corda e Pontius è il tank del gruppo che con l’utilizzo di spada e scudo eliminerà nemici come se non ci fosse un domani, questo porta il giocatore a non concentrarsi su un solo protagonista, ma a cambiarli con molta più costanza, rispetto a come avveniva in passato, sia per i combattimenti, sia per la risoluzione gli enigmi.
L’introduzione del 3D inoltre cambia quasi radicalmente la struttura di Trine, grazie a questo gli sviluppatori hanno avuto modo di creare nuovi enigmi che con un gioco in 2D sarebbero stati impossibili da implementare – come legare una corda attorno ad un albero per mantenere ferma una piattaforma -. Nonostante le mappe si siano ingrandite a dismisura purtroppo questo porta a dei piccoli difetti di gameplay, spesso infatti, capita di cadere giù da un dirupo mentre si sta planando, non avendo indizi visivi sul punto atterraggio.

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