Publisher: Sony Computer Entertainment Developer: Naughty Dog
Piattaforma: PS4 Genere: Action/Adventure/Figata Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

Dario Caprai: Salve, mister Wayne! E’ da un po’ che non ci sentivamo, motivo per cui ho deciso di farle una telefonata. Si ricorda, no? Sempre io, Dario Caprai, come quella volta

Nathan Drake: Ma che sta dicendo? Chi è lei?

DC: Dario Caprai, PlayStationBit, ripeto. Ma con chi sto parlando?

ND: Nathan Drake, cercatore di tesori, scalatore, eroe videoludico, e ultimamente anche marito…

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DC: Si fermi, si fermi. La conosco benissimo e sono suo fan – come non esserlo, d’altra parte. Sa, nutro una sincera stima per lei, per il suo umorismo, per la capacità di non darsi mai per vinto e per la sua generosità e umanità, che le permettono di tirarsi fuori da questa guerra tra poveri in cui l’uomo medio troppo spesso incorre, riuscendo ad individuare, alla fine, ciò che veramente conta. E’ veramente un esempio. Certo, ancora non mi spiego bene come volessi chiamare Bruce Wayne e sia finito con il telefonare a lei (il mondo è proprio piccolo), ma in ogni caso direi che a questo punto due chiacchere potremmo anche farcele, non le pare?

ND: Non è il momento migliore, a dire la verità. Avevo detto “basta” ad avventure improbabili, perennemente in equilibrio tra vita e morte, tra realtà e leggende, ma ecco che mio fratello Samuel Drake è sbucato dal nulla, dopo averlo creduto morto per una quindicina di anni. E’ nei guai fino al collo, e per salvargli la pelle ci siamo messi alla ricerca del leggendario tesoro di Henry Avery, leggendario pirata possessore di un leggendario tesoro. Forse il più grande mai esistito. Si torna quindi dalle parti dei pirati, come è accaduto in Drake’s Fortune. Non che la cosa mi dispiaccia del tutto in realtà, la vita che mi ero imposto tra burocrazia e immersioni per la Jameson Marine, società di recupero dei rifiuti presso i fondali marini, non fa per me. Ma rimane il fatto che sono un po’ preso, mettiamola così.

DC: Si figuri, signor Drake, ho avuto modo di testare a fondo la sua ultima avventura e, che dire, la capisco benissimo; è stata un’emozione unica, però, davvero incredibile. Mi permetto solo di farle notare che Sam non è l’unica new entry in Uncharted 4: Fine di un Ladro, purtroppo nuovi volti si sono uniti anche alle file degli antagonisti. Rafe, il ricco e avido collezionista, e Nadine, leader dei mercenari, sono proprio una “bella coppia”, sciaguratamente per lei. Anzi, per noi. Sono forse la minaccia più grande che, fino ad ora, si sia mai affrontata. Per fortuna però a darle man forte ci saranno anche nostre vecchie conoscenze, come Sully oppure l’inossidabile moglie Elena. Ma non mi pare il caso di affrontare troppo apertamente il discorso. Sa, magari un domani questa intercettazione sarà ascoltata, e quei quattro gatti che non si sono ancora giocati Uncharted 4 potrebbero incorrere in spoiler – potrebbero anche meritarselo, a dire la verità: qualsiasi videogiocatore degno di tal nome dovrebbe fare propria una copia del gioco. Mi limito a dire che ho seguito davvero con molto piacere le sue peripezie, signor Drake, tra flashback e quant’altro, per le quindici-venti ore che dura la sua ultima avventura, non mi sono mai annoiato, complice anche la sua leggera ma onnipresente ironia. E’ veramente un mattacchione.

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ND: Ti ringrazio molto. Al di là della fatica, non è dispiaciuto nemmeno a me questo girovagare per il mondo tra Scozia, Italia, Panama e Madagascar, ad esempio, che mi hanno permesso di passare per lussuose ville, montagne innevate, deserti polverosi, spiagge assolate, cripte secolari, vascelli sperduti e chi più ne ha, più ne metta. Non ci si annoia proprio mai, in Uncharted 4; a proposito di questo sono assolutamente d’accordo con te. Ciò è stato possibile anche grazie all’introduzione di aree definibili come semi-free roaming, per quanto sono vaste, senza che rischino mai di essere dispersive, pur offrendo vie alternative per la meta. E per (almeno mia) fortuna, almeno stavolta l’elemento soprannaturale è stato completamente eliminato, dunque il tutto appare, per quanto possibile, più realistico.

4 COMMENTI

  1. oh, almeno qualcuno che va in pensione c’è. anche se bisognerebbe dirlo a Boeri che Nathan Drake c’andrà a manco 50 anni :D

  2. Complimenti Dario, speravo proprio in un ritorno “allo stile intervista” per questa recensione :D

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