Sviluppatore: Naughty Dog Publisher: Sony Computer Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

DC: Questa molteplicità di situazioni vissute ha indubbiamente permesso a chi l’ha creata, quei fenomeni di Naughty Dog, di potersi sbizzarrire anche sotto il profilo del gameplay, certamente il più completo dell’intera saga, e come al solito magistralmente amalgamato per un unico risultato, altamente esplosivo. Si spara, come al solito, con l’ausilio del sempre eccelso sistema di coperture e del duttile arsenale di armi; si scalano monumenti dell’uomo o della natura, in maniera anche più fluida che in passato, grazie all’introduzione del rampino e ai numerosi “scivoli” fangosi in cui siamo incappati; si risolvono puzzle sempre stimolanti ma mai frustranti, anche se in questo Uncharted 4 quelli veramente consistenti risultano essere giusto un paio; si guida per la prima volta in maniera del tutto autonoma, non più esclusivamente durante le sezioni sui binari, con un motore fisico, se posso, che gestisce favolosamente i diversi tipi di sterrati su cui sgommeremo; e si procede di nascosto, attraverso meccaniche stealth introdotte proprio in questo ultimo capitolo, come faceva fino a poco tempo fa un certo “serpente solido”.

Uncharted 4 Fine di un Ladro

Beh, d’altra parte lei è un “drago”, era impossibile non ne fosse capace pure lei. Certo, diciamo che essendo un neofita in questo campo non è raffinato come il suo collega, attrezzato di tuta mimetica, fumogeni e altra gadgettistica simile, ma in tutta onestà credo sia meglio così. Il gameplay di Uncharted 4 è così vario che approfondire troppo un aspetto specifico sarebbe stato solo controproducente, credo. E con questo non voglio dire che le sezioni stealth siano superficiali, tutt’altro. La possibilità di nascondersi dietro le già citate coperture, di effettuare uccisioni stealth nell’erba alta, di usufruire anche in questi casi del rampino, di potere “marcare” i nemici e, soprattutto, la presenza di un level design specifico da seguire, non evidente ma comunque presente, dà al tutto un livello di profondità più che adeguato. In Uncharted 4, poi, si esplora anche alla ricerca dei “soliti” collezionabili, siano essi tesori, documenti per il suo diario o conversazioni facoltative utili ad ampliare il background generale, più o meno come avveniva in The Last Of Us. A proposito, durante la sua avventura avrà avuto modo di vedere diversi easter egg dedicati a Joel ed Ellie; cosa mi dice a proposito, lei è fan di The Last of Us?

ND: Mai sentito.

DC: Ah.

ND: Ma che diamine è? “L’ultimo dei culi”? O forse ho capito male?

DC: Ma no, guardi, forse l’ho pronunciato male io, ma è un altro titolo di Naughty Dog, non c’è alcun sedere di mezzo che per qualche motivo debba anche essere l’ultimo. E non mi dica che non li conosce, i Naughty Dog, un po’ perché sono i suoi creatori, un po’ perché nei primi capitoli, non lo nasconda, l’ho vista giocare a Crash Bandicoot. E’ sempre farina del loro sacco. Ma lasciamo perdere, ho capito l’antifona. Non vuole rilasciare dichiarazioni in merito e sta facendo il finto tonto. In ogni caso sappia che Uncharted 4 si porta dietro uno dei problemi più evidenti di The Last Of Us – forse l’unico. Ancora una volta, durante le fasi stealth, se saremo in compagnia di un alleato questo passerà bellamente davanti alle guardie, e queste ultime non fiateranno nemmeno. Qualche miglioramento c’è stato visto che Sam, a differenza di Ellie, nel caso in cui gli capiti un nemico a tiro lo metterà KO in totale autonomia, ma ancora una volta stiamo parlando del tallone di Achille di un titolo che altrimenti sfiorerebbe la perfezione, tolto anche qualche piccolo bug tecnico e visivo. Cose comunque comprensibili visto lo splendore e la fluidità complessivi, specie in certi punti panoramici in cui sarà d’obbligo abusare della Modalità Foto. Le cut-scene poi, realizzate con il motore grafico di gioco, sono qualcosa di assolutamente superbo, e per la prima volta offrono pure qualche sporadica – e non influente – opzione alternativa di dialogo, oltre ai soliti Quick Time Event utili a tenerci sempre “sul pezzo”. Nel complesso il lato visivo di Uncharted 4 è incredibile, tra animazioni facciali al limite del fotorealismo, paesaggi vivi come non mai e, in generale, un impatto grafico devastante.

Uncharted 4 Fine di un Ladro

ND: Ti ringrazio, ancora una volta. Personalmente ho trovato molto piacevole il potermi gettarmi nel passato grazie a scene appositamente ricostruite per questo scopo, che mi hanno permesso di entrare in contatto con ciò che è stato, quasi come si trattasse di un’area espositiva. In Uncharted 4 si “gioca” spesso con le emozioni, in questo caso come in tanti altri, in cui ad essere in ballo sono i rapporti personali, mai così bene raccontati e approfonditi. Aiuta molto, in questo, il doppiaggio italiano che convince nella sua totalità (anche se la pronuncia italiana del latino, in certe occasioni, è maldestramente storpiata), come anche la colonna sonora, che mi accompagna ormai da anni, ma nonostante questo capace di risultare ancora piacevolissima e perfetta per il contesto, specie nel suo main theme.

4 COMMENTI

  1. oh, almeno qualcuno che va in pensione c’è. anche se bisognerebbe dirlo a Boeri che Nathan Drake c’andrà a manco 50 anni :D

  2. Complimenti Dario, speravo proprio in un ritorno “allo stile intervista” per questa recensione :D

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