Sviluppatore: Fatbot Games Publisher: Merge Games Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 29,99 €

Esplorando il dungeon

Per farci strada nei vari livelli avremo a disposizione diversi tipi di armi da mischia (pugnali, mazze e così via) e da fuoco (vari fucili e pistole), oltre a poter contare su armature, scudi e al resto della dotazione standard di un gioco di ruolo. Per la componente “incantesimi” avremo invece a disposizione gadget che infliggono effetti di stato (avvelenamento, shock, e simili) o con altre capacità (difesa o controllo, per esempio) che richiederanno energia per essere utilizzati. Inizialmente i combattimenti potranno essere ostici per la legnosità del movimento già evidenziata; per affrontarli al meglio sarà dunque necessario fare pratica con questa meccanica, oltre ad aiutarsi con il freeze del tempo per ragionare. I vari puzzle che il gioco ci sottoporrà saranno piacevoli, a un livello di sfida medio; il level design è tale per cui a ogni piano dovremo esplorare l’intera mappa per trovare ciò che ci servirà per proseguire, il che non risulterà mai un’impresa eccessivamente ardua. Tutto questo, unito agli scontri, ci intratterrà per circa cinque ore alla difficoltà standard, almeno alla prima run; detto ciò, uno dei trofei del gioco ci chiederà di ultimarlo in novanta minuti, quindi il tempo impiegato può essere decisamente inferiore. Il gioco prevede anche una difficoltà facile e due gradi difficoltà maggiori, disponibili già dalla prima run; per aumentare il livello di sfida potremo scegliere anche di attivare le modalità Old School (privandoci della mappa) e quella Elite (eliminando la possibilità di salvare se non all’inizio di ciascun livello).

Grafica e sonoro sono da titolo indie, quindi vanno considerate con l’adeguato metro di giudizio. Detto ciò, il sonoro ha suggestioni a volte datate, come la musica negli scontri principali che richiama un gusto molto anni Novanta. La grafica avrebbe potuto essere forse un po’ meno rozza, ma è comunque sufficiente per un titolo di questo genere. Inutile dire che la nostra avventura nell’Arx Vaporum sarà assolutamente in solitaria: non è previsto alcun tipo di online. Il gioco non prevede l’italiano nemmeno per i sottotitoli; per seguire la (non complicatissima) trama sarà bene quindi avere un po’ di dimestichezza con l’inglese.

Un’occasione mancata?

Com’è allora Vaporum? Di cosa stiamo parlando? Forse di un’occasione mancata, almeno a metà. I presupposti non sono troppo originali, ma comunque discretamente buoni; certe trovate stilistiche sono inoltre abbastanza interessanti. La realizzazione però non è stata delle migliori; in particolare il movimento, come già detto, penalizza fortemente il titolo, tanto che all’inizio la voglia di spegnere tutto e passare ad altro non mancherà. Portando un po’ di pazienza e abituandosi alle logiche e, soprattutto, alle meccaniche del gioco, allora scopriremo un dungeon crawler onesto, volendo anche piacevole, che ci potrà intrattenere per qualche ora.

Trofeisticamente parlando: meglio puntare ad altro

Vaporum presenta trentotto trofei più quello di Platino; non possono essere definiti trofei ostici se non per quello della speedrun, che ci costringerà a qualche grattacapo in più. Piuttosto, la lista è concepita in modo da dover rigiocare il titolo più volte. Ad esempio, un trofeo richiederà un certo numero di uccisioni, ma potremo ottenerlo solo addizionando quelli di più run, e così via. Se puntate a qualcosa da ottenere velocemente, il consiglio è di cercare altrove.