Warhammer: Chaosbane – Recensione

Sviluppatore: EKO Software Publisher: Bigben Interactive Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1-4 (Online: 2-4) PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

Dopo aver provato a stregare i giocatori con l’universo di Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr sfruttando il team emergente di NeocoreGames, Bigben Interactive rimette nelle mani di EKO Software la saga di Games Workshop puntando sull’emulazione di un gioco storico come Diablo, proponendo interessanti variazioni sul tema.

Mi sembra tutto un caos

Descrivere la trama di Warhammer: Chaosbane è tutt’altro che semplice, principalmente per due motivazioni: la prima, che è quella anche più condivisibile, è che, come gli appassionati sapranno, la lore di Warhammer è tutt’altro che lineare, con tanti luoghi e personaggi che neanche George R.R. Martin. La seconda, decisamente meno accettabile, è che fin dalle prime battute, nonostante un buon video introduttivo, Chaosbane si dimostrerà scarsamente interessato a far capire ai giocatori perché si apprestano a decimare migliaia di creature utilizzando uno dei quattro eroi disponibili.

Ciononostante proviamo a fare un po’ di chiarezza: l’avventura si colloca dopo l’anno 2301, periodo in cui il potente Magnus sconfisse il signore della guerra Kurgan, Asavar Kul, salvando l’Impero dell’uomo ormai in rovina. Vincendo la battaglia, però, Magnus scatenò l’ira degli Dei Oscuri, pronti a vendicarsi scatenando sul Vecchio Mondo la loro ira. In tutto questo i nostri eroi, quattro paladini eletti da Magnus a protezione del mondo, consapevoli del pericolo decidono di recarsi a Nuln per tentare di aiutare il sommo e potente guerriero, il quale cade vittima di una maledizione dando così vita all’avventura. Consapevoli dell’importanza della nostra missione, decidiamo di non esitare un secondo di più e lanciarci contro l’esercito oscuro.

Spada o magia?

Nelle prime battute di questa recensione abbiamo parlato non a caso di Warhammer: Chaosbane come di un clone del più blasonato Diablo. Proprio come nel titolo Blizzard, all’inizio dell’avventura sarà possibile scegliere tra quattro diversi archetipi che rispecchiano gli standard del genere, ossia il guerriero spiccatamente difensivo, il barbaro, l’arciere in grado di colpire da distanza e il mago. La scelta del nostro eroe influenzerà in minima parte anche la storia che affronteremo, che si dipanerà in un totale di quattro atti affrontabili a livelli di difficoltà modificabili.

Proprio come nel già citato Diablo, la chiave del gioco risiederà nel potenziare costantemente il nostro guerriero per aumentare di volta in volta la difficoltà e di conseguenza le ricompense ottenute sia da noi che da eventuali aiutanti che potranno unirsi sia in locale che online, servizio questo che però, al momento, risulta essere afflitto da numerosi problemi, rendendo quasi impossibile giocare. Una volta fatta la nostra scelta, comunque, verremo calati senza troppi preamboli nel vivo dell’azione, andando ad affrontare una sorta di missione tutorial che ci spiegherà i comandi di gioco, legati all’utilizzo delle classiche skill da assegnare ai tasti del nostro controller e utilizzabili per potenziarci, curare, attaccare e compiere particolari manovre di combattimento.

Non finiscono mai

Apprese le basi di gioco, i più esperti di questa tipologia di titoli si accorgeranno che Warhammer: Chaosbane pesca a piene mani dalle meccaniche classiche del genere, proponendo una visuale isometrica, mappe da esplorare ricche di nemici e tantissimi tesori da raccogliere per personalizzare il proprio equipaggiamento. Il menù permetterà al giocatore di assegnare ai vari slot del personaggio (armatura, elmo, anelli…) oggetti in grado di potenziare il proprio eroe divisi, come da tradizione, in base alla rarità, passando da quelli comuni a quelli eroici, che saranno giustamente molto più difficili da reperire ma indubbiamente più forti. Oltre a questa possibilità, il giocatore potrà anche personalizzare le skill che l’eroe andrà a utilizzare, scegliendo tra quelle sbloccate in base al proprio livello e utilizzando una quantità variabile di punti abilità. Utilizzare tutti i punti per una mossa molto potente e tenere le altre in versione base potrebbe non ripagare negli scontri, visto il consumo di energia e il tempo di ricarica di alcune di esse.

Dal canto loro i vari nemici presenti a sciami sulla mappa non faranno da sparring partner ma tenteranno di farci la pelle in ogni modo, sfruttando pattern d’attacco tendenzialmente sempre uguali ma comunque in grado di dare noia ai giocatori, soprattutto quando a muoversi su schermo ci saranno una cinquantina di nemici assetati del nostro sangue. Del sangue dei nostri nemici potremo invece nutrirci (metaforicamente) noi, con la prima vera variazione sul tema proposta da EKO Software: la Sete di sangue. Questa permetterà di riempire una particolare barra con cui scatenare poi una devastante modalità di attacco dalla durata limitata in grado di sbaragliare i nemici, elemento questo che sarà condiviso tra i giocatori e potrebbe scatenare interessanti “corse” per accaparrarsi le sfere lasciate dai nemici.

Quasi quasi vado all’outlet

L’altra variazione dai classici giochi di ruolo d’azione sarà invece un po’ più profonda di un potenziamento del personaggio: in Warhammer: Chaosbane mancano totalmente i negozi. I classici venditori di equipaggiamento e di strumenti non saranno presenti, ma ci sarà un personaggio legato a quella che viene chiamata Gilda dei Collezionisti, che sarà pronto a ricevere le nostre merci come donazione spontanea in cambio di interessanti potenziamenti.

La domanda, quindi, sorge quasi spontanea: cosa farsene dell’immancabile denaro racimolato nei dungeon? Ebbene, Chaosbane permetterà di spendere le Corone ottenute per resuscitare in caso di morte prematura (ma non contro i terribili boss) e soprattutto di acquistare più avanti nel gioco abilità divine da un apposito ramo, struttura che richiederà pazienza e studio per essere compresa e utilizzata al meglio anche dai giocatori più esperti. Queste varianti, pur non stravolgendo lo stile di gioco, sono assolutamente in grado di tenere alta l’attenzione, senza contare che sarà necessario decidere come investire alcune delle risorse. Se sia meglio migliorare il vostro equipaggiamento o acquisire nuovi poteri, dovrete deciderlo strada facendo.

Non ci stai nello schermo

Se Chaosbane, salvo qualche modifica, si rivela tradizionalista nelle meccaniche con cui i giocatori affronteranno i dungeon, lo stesso discorso non si può fare per i boss, solo uno per atto, sfortunatamente. La scelta di EKO Software è stata decisamente particolare, infatti ognuno di questi enormi nemici sarà dotato di tre barre di vita da azzerare e in ogni fase eseguirà una particolare serie di attacchi che dovranno essere compresi per poter poi essere evitati così da uscire vivi e vegeti dallo scontro.

Questa precisa scelta richiama un po’ lo stile dei giochi come Dark Souls, una sorta di trial and error che obbligherà i giocatori a capire un nemico prima di lanciarsi a spada tratta contro lo stesso. Questo è senza dubbio l’elemento meglio studiato dal team, forse anche per via del fatto che la maggior parte degli avversari normali non sarà altro che carne da macello in grado di scalfire soltanto la nostra lucente armatura, mentre questi enormi boss potranno ucciderci con un paio di colpi, soprattutto alle difficoltà più elevate.

Ammira la mia ira

A livello tecnico Warhammer: Chaosbane non ha nulla da invidiare a opere più blasonate, con una grafica brillante e fluida anche nei momenti più concitati, buoni effetti delle skill e soprattutto un design di personaggi e nemici che pochi altri giochi possono vantare, complice anche l’influenza di un brand come quello di Warhammer. Buona anche la localizzazione in italiano, mentre il doppiaggio in inglese sembra avere qualche problema di sincronizzazione, con il narratore spesso fuori tempo. La vera tirata d’orecchi va fatta per l’assenza di un glossario o di un qualsivoglia modo di approfondire la ricchissima lore di gioco. I dialoghi tutto sommato scialbi che faranno da intercalare tra le missioni saranno troppo poco per comprendere la storia in ogni sua sfaccettatura.

Trattandosi di un gioco che introduce, come detto nelle prime righe della recensione, una trama che punta a essere molto spessa e dettagliata, non aver modo di approfondirla se non cercando su internet o leggendo fisicamente i vari libri dedicati all’universo di Warhammer è frustrante, soprattutto perché l’aggiunta dei classici elementi di glossario e bestiario sarebbe potuta essere utile per attirare i numerosi fan della serie. Più che buoni colonna sonora ed effetti di gioco, che aiutano a calarsi nell’atmosfera senza mai diventare esageratamente invadenti.

Trofeisticamente parlando: un vero e proprio caos

Sono tanti, ben quarantaquattro, i trofei di Warhammer: Chaosbane, ma fortunatamente la maggior parte di questi sarà legata alla storia. Non ci vorrà molto però per capire che per ottenere il Platino bisognerà diventare dei veri campioni, affrontando e sconfiggendo i boss a difficoltà massima e completando alcune richieste generiche. Fortunatamente la nostra guida trofei in esclusiva (e magari qualche amico in locale oppure in rete) vi aiuterà a completare l’impresa, al netto di qualche fastidioso bug.

VERDETTO

L'obiettivo di Bigben Interactive e di EKO Software era chiaro: creare un gioco in grado di avvicinarsi ai famosi tripla A e di tenere incollati allo schermo i giocatori con meccaniche conosciute e apprezzate, introducendo una serie di interessanti novità e un ricco endgame. La missione è riuscita, dato che per lunghi tratti Warhammer: Chaosbane offre tanto divertimento e soprattutto non mostra mai il fianco a critiche (che emergono però dopo alcune ore di gioco). L'assenza di un modo per approfondire la ricca lore e soprattutto la presenza di pochissimi boss (che aumenteranno presumibilmente con i DLC già annunciati) rendono il gioco consigliato soprattutto agli appassionati di Warhammer e a tutti coloro che amano condividere l'avventura con i propri amici, sia in locale che online.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.

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