Would you like to run an idol café? – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Gamuzumi Publisher: Gamuzumi Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 9,99 €

Cosa c’è di meglio per gestire un bar di una recensione Speedrun di Would you like to run an idol café? Se tutte le attività fossero come quella mostrata nella visual novel di Gamuzumi, probabilmente ci sarebbero molti liberi professionisti in più.

Apro un bar sulla spiaggia

La storia di Would you like to run an idol café ricalca i canoni delle altre visual novel targate Gamuzumi, con una piccola variante. Proprio come in Highschool Romance, per un motivo o per un altro il protagonista del gioco non riesce a entrare in università. Anziché iscriversi a una scuola per sole donne, però, Yokoyama Naoya decide di prendersi il famoso anno sabbatico e lavorare in una caffetteria.

Qui, tra una latte macchiato e una tisana al bergamotto, inizia a relazionarsi con due cameriere di bell’aspetto, Mayuki e Kuu. Come se non bastassero due contendenti, in campo entra anche Ichigo, amica d’infanzia di Naoya, che si trova così in un piccante triangolo amoroso. La struttura di Would you like to run an idol café non è in ogni caso dissimile da altre visual novel sul mercato. Tanti dialoghi a schermo, scelte multiple e una grafica in stile manga curata e molto colorata. Vediamo però se questa storia ha altro da offrire oltre a belle ragazze e qualche tazzina da lavare.

Cameriere, c’è della romance nella mia zuppa

Come di consueto, non abbiamo intenzione di svelarvi quasi nulla rispetto alla trama di Would you like to run an idol café. La durata del titolo è infatti equiparabile alle altre opere di questo sviluppatore: leggendo tutti i dialoghi con attenzione non si supererà l’ora totale per arrivare alla conclusione. In tutto questo si fronteggiano una serie di luoghi comuni, con ragazze sbadate in conflitto tra loro e dai caratteri diversi.

Ichigo è tenera e assecondante, perfetta per chi cerca protezione. Mayuki è invece la classica bulletta, con atteggiamenti a volte al limite dell’indisponente ma con un animo segretamente dolce. Kuu infine è il personaggio più particolare dei tre, con una certa influenza mistica e una vena quasi magica. Nonostante questo, la caratterizzazione dei personaggi non si spinge mai oltre il banale, complice la scarsa durata della storia. Would you like to run an idol café è una lettura leggera, che può ricordare un buon fumetto sulla spiaggia d’estate. Se cercate la profondità, dovrete guardare altrove.

Nonostante questo, la storia scorre in maniera fluida, i dialoghi sono ben strutturati (per quanto non localizzati in italiano) e i bivi ben contestualizzati. Dispiace per l’assenza di percorsi alternativi: tutte le scelte portano alla decisione di avviare una relazione con una delle tre donne. Fortunatamente le scelte fatte possono modificare leggermente i finali, aumentando la rigiocabilità. Buona come detto la grafica in stile manga, così come il comparto audio che rimane nella media senza mai strafare.

Trofeisticamente parlando: una sveltina al bar

Come vi abbiamo mostrato in un video dedicato, la potenza di Would you like to run an idol café risiede tutta nel suo elenco trofei. Tredici coppe totali, Platino compreso, ottenibili in soli quattro minuti. Ovviamente dovete decidere se vale la pena arricchire la vostra bacheca in questo modo, ma siamo certi che i cacciatori senza peli sullo stomaco non si faranno sfuggire questa opportunità.

VERDETTO

Proprio come tante altre visual novel targate Gamuzumi, anche Would you like to run an idol café fa il suo compitino senza strafare. La storia narrata è semplice ma funzionale, con personaggi caratterizzati in maniera molto classica. I disegni in stile manga sono molto curati e faranno la gioia degli amanti degli ecchi, mentre la colonna sonora non rischia mai la giocata (per dirla calcisticamente) rimanendo su toni molto standard. La sufficienza è quindi il voto più giusto per un titolo che come grande pregio ha un Platino molto semplice, sbloccabile in pochi minuti.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.