Russian Pinocchio – Recensione Speedrun

Sviluppatore: SnagBox Studio Publisher: SnagBox Studio Piattaforma: PS4 Genere: Visual Novel Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 0,99 € Italiano: Sottotitoli

Se volete sapere cosa ha a che fare Carlo Collodi con l’Unione Sovietica, non potete perdervi la recensione Speedrun di Russian Pinocchio. Sulla falsa riga di una celebre trasposizione cinematografica, il team di SnagBox Studio, in collaborazione con Rusinov Aleksandr Vladimirovich, propone una graphic novel decisamente particolare.

Legno freddo

Sia che amiate la letteratura italiana, sia che siate quasi totalmente digiuni della materia, conoscerete la favola di Pinocchio. Oggetto anche di una celebre trasposizione cinematografica della Disney, la fiaba di Collodi racconta la storia di un burattino che diventa umano e incappa in una serie di strani eventi.

Questo racconto ha ispirato dapprima anche Aleksej Nikolaevič Tolstoj, che scrive una serie di racconti chiamati Il Compagno Pinocchio, e successivamente SnagBox Studio. Il team ha trasportato i racconti in un videogioco, denominato Russian Pinocchio. Nulla però che possa richiamare Lies of P: il gioco è infatti una sorta di fumetto interattivo, un gradino sotto qualsiasi visual novel.

L’artista Rusinov Aleksandr Vladimirovich si è dedicato alle illustrazioni e alla storia, prendendo la trama proposta da Tolstoj, ma la portandola nella Russia moderna. Aspettatevi quindi illustrazioni con concetti sicuramente più familiari a noi di quelli proposti dal novellista russo quasi cinquant’anni fa.

Quello che non troverete in Russian Pinocchio è l’azione. Al netto di una proposta che include una sorta di mini gioco, infatti, ci troveremo di fronte a semplici pagine da scorrere ricche di disegni, che ci svelano gli eventi senza testi di accompagnamento. Non è dunque necessario lanciarsi in complesse traduzioni, anche se comunque i menu sono tradotti in italiano.

Il gameplay di Russian Pinocchio

Si può parlare di meccaniche di gioco in un titolo che di fatto non ne offre? Purtroppo no, quindi al netto di un prezzo incredibilmente contenuto, Russian Pinocchio si rivela niente più che un libro digitale. A venire in soccorso dei giocatori troviamo una modalità secondaria denominata semplicemente “Puzzle”, che poco lascia all’immaginazione.

Potremo infatti ricostruire le 45 tavole in cui è suddiviso il libro, ognuna frammentata in un totale di 16 pezzi. Si tratta di un’impresa tutt’altro che impossibile, considerato anche che i tasselli non dovranno essere girati ma semplicemente piazzati nella cornice. Completando i bordi e poi l’interno, sarà uno scherzo assemblarli. Ogni puzzle porterà via circa un minuto, portando la longevità complessiva di Russian Pinocchio a un’ora circa.

Abbiamo già detto che il prezzo ridotto giustifica in parte la scarsità di contenuti, ma è indubbio che chi non ama le visual novel difficilmente troverà stimoli nel prodotto di SnagBox Studio. Tutti gli altri invece apprezzeranno le illustrazioni di Vladimirovich, realizzate con uno stile decisamente particolare.

La colonna sonora è pressoché inesistente, ma del resto difficilmente la noteremo durante la lettura o la risoluzione dei puzzle. Si tratta più che altro di un sottofondo in grado di accompagnare la lettura. Buona la fluidità, mentre la giocabilità è pressoché inesistente.

Il Platino di Russian Pinocchio

Il motivo per cui molti giocatori scopriranno la favola del Pinocchio russo è probabilmente legata alla sua lista trofeo. Il titolo di SnagBox Studio include un succulento Platino, sbloccabile in circa un’ora. Sarà necessario leggere l’intera storia (o saltare rapidamente le pagine) e ovviamente completare i 45 puzzle disponibili. I più rapidi riusciranno a completare l’impresa in meno di un’ora, festeggiando una nuova coppa blu.

VERDETTO

Se dovessimo valutare Russian Pinocchio come un libro e non come un videogioco, probabilmente saremmo andati oltre una risicata sufficienza. Sfortunatamente l'opera di Vladimirovich e SnagBox Studio esce anche su varie console, cercando di introdurre meccaniche che ne giustifichino l'appellativo. L'impresa riesce solo in parte, grazie all'inserimento di 45 puzzle che però sono troppo semplici e privi di variabili per impensierire i giocatori. Ne nasce una storia intrigante (e poco nota in Italia), raccontata con disegni di buona fattura. Se cercate un videogioco nel senso letterale del termine, dovrete guardare altrove.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.