The Dark Eye: Memoria – Recensione

Sviluppatore: Daedalic Entertainment Publisher: Daedalic Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Punta e Clicca Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 19,99 €

Il lungo viaggio di Geron e della principessa Sadja è ancora lungo e pieno di pericoli. In questa avventura punta e clicca, Daedalic Entertainment ci porta alla scoperta della storia di questo fantastico mondo e ci rende protagonisti di essa. The Dark Eye: Memoria altro non è che il dipanarsi di ciò che è successo e ciò che succederà nel mondo di Andergast. Vale la pena di percorrere il viaggio? Scopritelo nella nostra recensione.

the dark eye memoria

Imparare dal passato per non ripetere gli stessi errori

Questo è il secondo capitolo della saga di The Dark Eye. Il primo, The Dark Eye: Chains of Satinav, è fondamentale per immergersi a pieno nella storia raccontata in Memoria. Di conseguenza, il nostro primo consiglio è quello di recuperare, se non lo avete già fatto, il suddetto primo capitolo. A onor del vero, la storia di The Dark Eye: Memoria sarà comunque godibile anche senza conoscere le premesse, ma, essendo il videogioco incentrato sulla narrazione, pensiamo sia quasi necessario aver vissuto la prima parte. Sarebbe stato carino da parte degli sviluppatori mettere un riassunto dei punti salienti del primo capitolo per chi si approccia direttamente al secondo, ma purtroppo ciò non è avvenuto.

The Dark Eye: Memoria punta quasi tutto su narrazione e su puzzle ambientali. Per essere risolti, questi necessitano anche dell’uso della magia. Se vi state chiedendo cosa significhi, abbiate un poco di pazienza e vi spiegheremo tutto. La classica struttura dei punta e clicca rimane inalterata, ma vi è qualche gustosa aggiunta. Riguardo alla storia non possiamo dirvi molto senza incorrere in fastidiosi spoiler. E’ evidente fin da subito, però, che avremo due protagonisti distinti e le cui storie si intrecceranno, nonostante i fatti narrati avvengano in due epoche molto lontane tra loro.

the dark eye memoria

Chi sei e dove vai?

La scrittura della saga di The Dark Eye è stata affidata all’esperto Kevin Mentz, che ricordiamo per la serie Deponia. La sua narrazione e gli intrecci che riesce a creare sono il fulcro di tutto. Non da meno è la splendida caratterizzazione dei personaggi che risultano sfaccettati e inclini ad attirare il nostro incondizionato amore o il nostro furente odio. L’incipit di tutta l’avventura è una quest personale di Geron, l’addestratore di uccelli, che ha visto la sventura abbattersi sull’amata fidanzata Nuri. Questa, durante le peripezie narrate in The Dark Eye: Chains of Satinav, è stata tramutata in un corvo e ora il nostro eroe sta cercando di riportarla alla sua forma originale. Su consiglio di un amico, si reca da un mercante in possesso del solo incantesimo in grado di salvare la bella Nuri. Questo mercante, purtroppo, è tormentato da un sogno ricorrente e chiede a Geron di liberarlo da questa maledizione. Per far ciò, lo sfortunato amante dovrà immergersi nel mondo onirico e ripercorrere le gesta eroiche della principessa Sadja.

Sarà proprio Sadja la nostra carismatica protagonista. L’accompagneremo nella lotta per difendere il suo popolo e salvare il mondo dalla minaccia incombente. Le vicende narrate sono cinquecento anni antecedenti all’epoca di Geron, quindi vedremo cambiare completamente l’ambientazione a seconda di quale dei due personaggi staremo interpretando. Ma, attenzione, perché lo scorrere del tempo è relativo e chissà che implicazioni potrà avere questa principessa vissuta così tanto tempo fa sul nostro eroe. Non possiamo dirvi altro, ci spiace…

Il gameplay di un punta e clicca può essere rinnovato?

The Dark Eye: Memoria, oltre a una storia coinvolgente e appassionante, introduce anche una novità in confronto ai classici punta e clicca. Infatti i nostri due eroi, nel proseguo della storia, acquisiranno abilità magiche che saranno fondamentali per risolvere gli enigmi che incontreranno. Interagire con l’ambiente circostante o con gli oggetti presenti non basterà per andare avanti nella storia; dovremo anche utilizzare i poteri speciali al momento giusto e in modo ragionato per sorpassare gli ostacoli. Quest’aggiunta dona una profondità ulteriore ai puzzle e li rende sempre interessanti e per nulla scontati. Anzi, diverse volte dovremo spremerci per bene le meningi per venirne a capo.

the dark eye memoria

La realizzazione tecnica è…

I disegni degli sfondi di The Dark Eye: Memoria sono fatti tutti a mano e la qualità di questi è altissima. La cura dei dettagli si vede in ogni scena e i nostri occhi vagano appagati alla ricerca degli indizi presenti. Purtroppo le animazioni, nonostante siano semplici e limitate, non sono così piacevoli e, a volte, appaiono scattose e legnose. La musica presente si adatta all’ambientazione fantasy presente nel titolo e accompagna dolcemente nella storia senza annoiare, ma senza neppure essere in grado di mettere in evidenza i momenti salienti.

Purtroppo in questo secondo capitolo non sarà presente la localizzazione in italiano e quindi saremo costretti a seguire la storia in inglese. Chi non ha dimestichezza con questa lingua non dovrebbe mettersi in viaggio in queste terre, perché sicuramente non potrà apprezzare a pieno la narrazione e forse si perderà anche qualche indizio fondamentale per la soluzione degli enigmi.

Trofeisticamente parlando: scegli il tuo destino

I trofei di The Dark Eye: Memoria sono ben trentadue. Un bel numero, se consideriamo il tipo di gioco. Questo è dovuto al fatto che durante l’avventura ci saranno diverse scelte in grado d’influenzare l’andamento del gioco e di modificarne il corso. Ciò significa che per conquistare il Platino dovremo fare più di una run. Ma, calcolando che per finire The Dark Eye: Memoria la prima volta impiegheremo circa otto, dieci ore, le altre volte sarà molto più veloce. Infatti conosceremo la soluzione della maggior parte degli enigmi e volendo non ci sarà neppure bisogno di dover leggere tutti i dialoghi.

VERDETTO

The Dark Eye: Memoria è un classico gioco punta e clicca con qualche piccola novità in fatto di gameplay. La storia è molto bella e avvincente anche se necessita di conoscere il primo capitolo per goderla a pieno. Purtroppo la lingua presente è solo l'inglese e la mancanza dell'italiano potrebbe dar problemi a molti, per questi motivi il voto complessivo ne risente.

Guida ai Voti

Daniele Citerio
Lo zio "citte", avete presente quello zio strano che fa cose strane in posti strani? Arrampica pareti di roccia su alte montagne, scala le cascate di ghiaccio, fa yoga in mezzo alla spiaggia e poi, ve lo trovate in salotto attaccato alla play a giocare senza manco considerarvi? Ecco, sono io!