Publisher: Focus Home Interactive Developer: Giant Software
Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS3) Genere: Simulatore Giocatori: 1 (Online 2-16) PEGI: 3

Farming Simulator giunge al quinto capitolo della sua lunga e gloriosa saga, letteralmente osannata da migliaia di videogiocatori in tutto il mondo. Se avete il pollice verde, ma non volete rinunciare all’intrattenimento videoludico, Giant Software ha il gioco giusto per voi… forse. In effetti il genere simulativo, sopratutto quando assume un taglio così netto in un videogioco, generalmente divide nettamente il pubblico tra chi lo ama e chi lo odia, senza mezze misure. Sarà così anche per Farming Simulator 2015?

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Investi nell’agricoltura

Partiamo subito col parlare della modalità principale, in cui impersoneremo un imprenditore che ha deciso di puntare nell’agricoltura, impegnandosi in prima persona nella vita rurale di campagna. Una volta selezionata la difficoltà e l’ambientazione in cui cominciare a lavorare, il gioco ci introdurrà ai vari lavori con diversi tutorial: dall’aratura del terreno, alla raccolta del grano, le fasi introduttive ci guideranno passo passo alla scoperta del mondo agricolo di Farming Simulator 2015. In tal senso da lodare i chiarissimi menù, che con una grafica sempre pulita ed intuitiva aiutano i giocatori alle prime armi, o semplicemente chi non riesce a ricordare le molteplici funzionalità di ogni mezzo.
Una volta esplorate le funzionalità di base però, verremo abbandonati un po’ a noi stessi, senza venire introdotti alla sezione più gestionale del gioco in cui dovremo ripartire i nostri capitali per espandere i possedimenti e migliorare le attrezzature a disposizione. In ogni caso, essendo un simulatore, la modalità principale non ha una fine vera e propria e non ci sono obbiettivi da portare a termine, se non quelli dati da missioni secondarie sparse per la mappa. Il senso del gioco è: semina (o alleva), raccogli, vendi e compra nuovi macchinari per rendere il processo più veloce, fino ad arrivare a poter investire milioni di euro per rendere la propria fattoria, la più funzionale e redditizia di sempre.

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Un mestiere per pochi

Il gameplay di Farming Simulator, nonostante possa sembrare piuttosto atipico rispetto alla maggior parte dei videogiochi tradizionali, si presenta sostanzialmente come un gestionale in cui per la maggior parte del tempo sarete alla guida di uno dei tantissimi mezzi a vostra disposizione. Per ogni fase della produzione agricola dovrete guidare un mezzo, o farlo funzionare da un vostro operaio, per preparare il terreno, raccogliere e andare a vendere i vostri prodotti. Le fasi di guida però, nonostante l’impegno degli sviluppatori, spesso sono lontane dal realismo che ci si aspetterebbe in un gioco del genere: un esempio lampante è quello delle strade in salita o in discesa, che porteranno il vostro mezzo da milioni di euro a faticare di fronte alla più leggera delle inclinazioni verso l’alto o diventare delle auto da corsa al minimo dislivello verso il basso. Per spezzare le fasi di guida, che dopo un po’ diventano inevitabilmente ripetitive, sono state introdotte altre attività come ad esempio la raccolta della legna, che vi porterà a tagliare alberi in prima persona per poi trasportare tutta la legna e venderla sul mercato, o l’allevamento degli animali.

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Interessanti anche le missioni secondarie, che vi porteranno ad abbandonare temporaneamente i vostri campi di lavoro per i più svariati motivi, come ad esempio trasportare i bagagli di alcuni turisti sbadati grazie alle vostre possenti macchine agricole. Al lavoro manuale nei campi, si alternano anche le fasi gestionali, in cui dovrete gestire al meglio i vostri capitali. Oltre a risparmiare, dovrete calcolare diverse variabili prima di investire nell’acquisto di nuove attrezzature o decidere quali vendere. Potrete anche richiedere piccoli prestiti, da restituire ovviamente con gli interessi. Tutto ciò che fa da contorno alle fasi di guida comunque, pur essendo inizialmente intrigante, non riesce a mantenere viva l’attenzione nel giocatore non appassionato per troppo tempo, o almeno non tanto da giustificare l’acquisto del titolo a nostro avviso.