FIFA 18 – Recensione

Sviluppatore: EA Sports Publisher: Electronic Arts Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS3) Genere: Sport Giocatori: 1-4 (Online: 2-22) PEGI: 3 Prezzo: 69,99 €

Il titolo calcistico a cadenza annuale di EA SPORTS è finalmente arrivato ed è pronto per accompagnare i videogiocatori per l’intera stagione sportiva. Come ogni anno, i mesi prima dell’uscita di un nuovo FIFA creano fermento tra i giocatori più accaniti, dall’attesa per la demo, divenuta un vero e proprio rito, alle critiche al precedente capitolo.

Fatto sta che FIFA è ogni anno in cima alle classifiche di vendita, con milioni di preorder ed edizioni speciali, che quest’anno, oltre alla Standard Edition, erano la Ronaldo Edition e la Icon Edition, entrambe con un dato numero di pacchetti in regalo. Perché così tanto successo rispetto alla concorrenza? Perché ogni anno FIFA non perde un colpo? Provate a scoprirlo nella nostra recensione.

I giocatori chiamano, EA ascolta

Questa è, forse, una buona base per il successo. Negli ultimi anni EA ha dimostrato di essere molto attenta ai feedback e alle lamentele degli utenti, a volte rilasciando patch per il gameplay nello stesso periodo di vita del gioco. In poche parole, sono sempre stati pronti a cambiare le carte in tavola, quando serviva, e la cosa ha sicuramente impressionato gli utenti in modo positivo. La caratteristica principale di FIFA 18 è proprio una serie di miglioramenti, rifiniture e correzioni di aspetti che rendevano insopportabile il suo predecessore. Partiamo dalle animazioni dei giocatori: quest’anno grazie al Motion Technology System è evidente un netto miglioramento di esse, che non solo influisce sull’impatto visivo ma ancor di più sul sistema di controllo. Le animazioni frame by frame permettono una fluidità senza precedenti, favorendo una rapida risposta ai comandi da parte del giocatore, specialmente per quel che riguarda il dribbling.

I cross sono stati effettivamente resi più efficaci e il sistema di controllo è stato ridefinito. Per esempio l’equivalente del cross rasoterra teso dei precedenti FIFA si esegue ora premendo due volte cerchio in rapidissima successione, mentre sono stati introdotti due nuovi tipi di cross, quello alto e morbido e quello teso a mezz’altezza. Quest’ultimo può essere di un’efficacia micidiale se usato correttamente. Il miglioramento dei cross ha influenzato anche i calci d’angolo, rimasti invariati nella forma, ma che nell’esecuzione, se calciati da un giocatore bravo e preciso nei calci di punizione, possono essere molto pericolosi; i calci d’angolo tesi sul primo palo sono ancora molto efficaci, ma comunque depotenziati rispetto all’anno scorso.

Rivoluzione I.A.

Rivoluzione o quasi, perché rimangono alcuni episodi sempreverdi negli ultimi anni di FIFA come gli avversari che nei minuti finali della partita, carichi di un qualche energy drink, tirano fuori l’ultimo barlume di orgoglio e segnano, spesso con tiri dalla distanza improbabili.

Tolta questa caratteristica rimasta invariata possiamo spendere solo parole positive per l’I.A. di FIFA 18 che è davvero un passo in avanti per la serie. Prima di tutto, a qualsiasi livello di difficoltà non vedrete più i giocatori avversari perdere tempo e rifugiarsi sul fondo se in vantaggio. I giocatori con overall più bassi sbaglieranno più facilmente le giocate, ma trovarvi contro Messi o Ronaldo a difficoltà estrema vuol dire prendere gol quasi a ogni tiro scoccato; insomma, abbiamo apprezzato questa differenziazione che rende il tutto più realistico. Un po’ meno bene i portieri, migliorati con l’ultimo aggiornamento ma molto vulnerabili ai tiri di precisione. In fin dei conti, non c’è da stare tranquilli con un vantaggio minimo, poiché gli avversari potrebbero ribaltare la partita con due o tre occasioni chiave, create ad hoc in seguito ai vostri errori in difesa o in fase di impostazione, di cui l’I.A. tiene conto. In particolare, dopo aver segnato 1 o 2 reti più o meno allo stesso modo, abbiamo notato come la CPU tenda a chiudere quegli spazi vulnerabili in precedenza.

Modalità Carriera rinnovata

Non si può certo dire che questo FIFA non aggiunga grosse novità, anzi, al contrario, ci sembra uno dei titoli della serie più completi in senso di miglioramenti sia nel gioco principale, sia in FIFA Ultimate Team. Tra le novità più significative spiccano le trattative della Carriera allenatore, sulla falsa riga della modalità Il Viaggio; quest’anno sarà infatti possibile simulare una vera e propria trattativa faccia a faccia con l’agente del giocatore, l’allenatore o il presidente di un club. Dapprima si potrà contattare il club e parlare con l’allenatore o il rappresentante del club, mettendosi d’accordo sul prezzo del cartellino ed eventuali clausole rescissorie, introdotte quest’anno insieme alla percentuale sulla rivendita futura del giocatore.

Una volta raggiunto l’accordo, si potrà parlare con l’agente del calciatore per discutere dello stipendio e di eventuali bonus aggiuntivi. Per ogni evento legato al calciatore come il trasferimento in un altro club o un riconoscimento speciale, verrà creato un video con il motore di gioco stesso, e non più un immagine statica come nei precedenti FIFA. L’hub di mercato risulta completo e ricco di buone idee, anche se alcune di esse potrebbero essere ottimizzate meglio. Migliorate anche le sessioni di allenamento, con quindici nuove prove e la possibilità di creare una vera e propria scheda per ogni calciatore, in modo tale da far crescere le sue caratteristiche in modo costante per un particolare ruolo nello schema di gioco.

Parlando di FUT

Quest’anno la novità più importante risiede nelle Squad Battles, una sorta di FUT Champions Weekend League in modalità offline, che metterà a disposizione ben quattro partite al giorno da lunedì al venerdi e ben otto incontri il sabato e la domenica. Alla fine della settimana, in base al punteggio raggiunto, riceverete una serie di premi che vanno dai crediti ai pacchetti in omaggio. La difficoltà di ogni incontro e a discrezione del giocatore, tenendo conto del fatto che, oltre alla difficoltà base, bisogna tener conto dell’intesa della squadra avversaria. I premi non saranno certo uguali a quelli della FUT Champions, competizione a ben altri livelli, ma permetteranno anche ai giocatori che hanno meno confidenza con le partite online di poter fare il proprio gioco, ottenendo sempre più crediti per rafforzare o costruire la squadra dei sogni.

Oltre a questo, da segnalare l’aggiunta degli obiettivi, una serie di piccole sfide da completare durante la giornata o durante la settimana in cambio di piccoli premi come pacchetti bronzo, argento e oro (in rari casi) o piccole somme di denaro, fino a oggetti speciali ottenibili esclusivamente completando uno o più obiettivi. Invariato tutto il resto, compreso il Draft, al quale si potrà accedere con 15.000 crediti e tentare di vincere le quattro partite di fila, in cambio di pacchetti rari.

Non passano inosservati gli strumenti messi a disposizione da EA per poter portare avanti i propri affari anche quando non è possibile essere davanti alla propria console. Con la web app e la companion app, la prima disponibile in generale per PC e tablet, la seconda ottimizzata per gli smartphone, potrete completare Obiettivi, Sfide Creazione Rosa e ovviamente fare mercato. Grande novità di quest’anno sono le Icone, carte dedicate ai più grandi della storia del calcio tra cui Ronaldo, Ronaldinho, Maldini, Zanetti, Henry, Rui Costa, Roberto Carlos e tantissimi altri!

Alex Hunter è tornato

Dopo il riscontro positivo di critica e pubblico, EA ha deciso di riproporre anche in FIFA 18 la modalità Il Viaggio. Il finale della scorsa stagione in effetti era piuttosto aperto e lasciava spazio a un eventuale seguito. Dopo la prima stagione di Hunter nel calcio che conta (lo stesso di Cerci NdD) il giovane attaccante britannico è pronto a continuare la scalata verso il successo. Se però l’anno scorso potevamo influire soltanto in maniera marginale, scegliendo le risposte date ai media da Hunter, rendendolo più popolare tra i fan ma meno apprezzato dall’allenatore o viceversa, quest’anno il gioco ci metterà di fronte a dei veri e propri bivi. La storia è interessante, ben narrata e molto coinvolgente. Oltre a vivere dall’interno campi di allenamento, spogliatoi e fantastici stadi, incontreremo e interagiremo con campioni del presente, come Cristiano Ronaldo, e del passato, Rio Ferdinand, Henry e molti altri.

Vivremo molto più da vicino l’esperienza di Alex Hunter, con più attenzione riservata ai rapporti dell’attaccante con i suoi amici e la sua famiglia. Sono stati aggiunti altri elementi accessori alla modalità, come la personalizzazione di Hunter (seppur limitata a pochi elementi) con tatuaggi, taglio di capelli e look fuori e dentro al campo, sbloccabili al raggiungimento di determinati risultati in campo. La storia inoltre è stata suddivisa in capitoli, con diversi obiettivi da portare a termine entro un certo numero di partite (risultati di squadra, goal, tiri in porta, valutazione e così via). In definitiva, EA ha preso piuttosto seriamente Il Viaggio, riuscendo a migliorare significativamente l’esperienza, già positiva, dello scorso anno. Non manca la possibilità di importare i progressi da FIFA 17 per rendere il tutto più lineare.

Frostbite al centro di tutto

FIFA 18 è un’ottimizzazione ancora più netta del simulatore calcistico attorno al Frostbite Engine, introdotto già nel precedente titolo, prendendo il posto del già innovativo Ignite Engine sempre creato negli studi EA. Questa scelta ha permesso e permetterà agli sviluppatori di utilizzare il motore di gioco anche per creare filmati in-game. Oltre a questo aspetto, da quest’anno la differenza è più accentuata grazie alla pulizia grafica, la maggior fluidità nei menù e il colpo d’occhio degli stadi che finalmente sembrano più vivi, aggiungendo un comparto sonoro non indifferente, nel quale, finalmente, è possibile apprezzare alcuni effetti ambientali prima del tutto anonimi. Purtroppo non sono migliorate le zone d’ombra nei campi come San Siro, nei quali è veramente un’impresa giocare nelle ore diurne.

Peccato per le licenze

Un piccolo neo degli ultimi FIFA a questa parte è la mancanza delle licenze per i campionati italiani e soprattutto per quel che riguarda la Serie B. I tifosi delle squadre militanti in cadetteria dovranno accontentarsi di scudetti, maglie e nomi di rincalzo, a volte azzeccati (nel caso delle maglie), a volte pessimi. Purtroppo, se dal punto di vista dell’acquisto delle licenze EA è legata per motivi che non stiamo a discutere, non avrebbe guastato un editor, almeno per quanto riguarda la modalità giocatore singolo, in modo che ogni utente potesse modifica nel suo piccolo i dettagli estetici della propria squadra del cuore.

Trofeisticamente Parlando: tifoso numero 1

Con 45 trofei in totale, il Platino di FIFA 18 non è nulla di impossibile, a maggior ragione perché da quest’anno è stata eliminata la coppa relativa alla vittoria del Draft online, che rende il Platino ancora più semplice e divertente da ottenere. Presenti invece i trofei relativi a Il Viaggio e al calcio femminile, in aggiunta a tutti gli altri dedicati alle nuove modalità. Per una visione più completa, seguite la nostra guida ai trofei di FIFA 18.

VERDETTO

Anche quest'anno la serie EA Sports è riuscita a rinnovarsi in meglio, offrendo ai videogiocatori un titolo che offre svariate possibilità di divertirsi e migliorie tecniche non indifferenti. La modalità FIFA Ultimate Team è ancora più ricca di eventi, "Il Viaggio" continua a essere molto interessante, complice l'impegno di EA nel migliorare alcuni momenti meno apprezzabili presenti lo scorso anno. Senza dubbio FIFA 18 è ancora sul tetto delle simulazioni calcistiche.

Guida ai Voti

Salvatore Terlizzi
Scopre i videogiochi con Monkey Island e Indiana Jones, per poi rimanere legato a vita al genere delle avventure grafiche. Grazie a PlayStationBit scopre, quasi per caso, la serie Yakuza e finisce per innamorarsene. Ha ancora l'immenso piacere di farsi sorprendere da un settore in continua evoluzione. Ehi guarda laggiù! Sisi, c'è una scimmia a tre teste...

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