Publisher: Square Enix Developer: Dontnod Entertainment
Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS3) Genere: Punta e Clicca Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 4,99 €

Ormai da qualche giorno, gli amanti del genere “punta e clicca” a tre dimensioni hanno potuto giocare il primo episodio del tanto atteso Life is Strange, magari tra un’incursione e l’altra nell’universo di Game of Thrones, il cui secondo capitolo è stato recentemente recensito dal nostro Gennaro. Vi risparmio ogni eventuale digressione da scrittore fallito a cui potrebbe portare un titolo del genere, “la vita è strana”, visto che non mi sembra la sede opportuna per farlo: passiamo invece subito a parlare di quello che maggiormente ci interessa, ossia “Chrysalis”, il primo, atteso episodio!

life is strange logo

Rewind

I ragazzi che si sono occupati dello sviluppo (e se ne stanno occupando tuttora, probabilmente, visto che i prossimi episodi li vedremo solamente nei prossimi mesi, pare a sei settimane di distanza l’uno dall’altro) sono quelli di Dontnod Entertainment, che qualcuno di voi ricorderà per via dell’interessante Remember Me, pubblicato nel 2013. La citazione non è casuale, visto che Life is Strange usa e abusa di una delle caratteristiche principali e maggiormente intriganti del suddetto titolo, ossia i riavvolgimenti temporali.
La protagonista infatti, Max Caufield, una brillante ma introversa studentessa di fotografia presso la Blackwell Academy, dovrà presto imparare a convivere con questo misterioso potere, che sembra avere portato “in dono” anche delle misteriose visioni catastrofiste.

Life is Strange (4) trofe

Non sarà solo questo aspetto a turbare Max, come se non bastasse, ma anche il ritorno improvviso, dopo anni di assenza, al proprio paese di origine – Arcadia Bay, Oregon, per la cronaca -, che con sé implica anche vecchie amicizie, ormai dimenticate, da rinsaldare. Se a questo ci aggiungiamo diversi loschi figuri che si aggirano nell’accademia sopra citata, una misteriosa sparizione e la sensazione che più di un protagonista nasconda qualcosa di importante, il piatto per una trama potenzialmente molto stimolante è servito. Non ci inoltreremo ulteriormente nei dettagli per lasciare a voi, videogiocatori e lettori, il piacere della scoperta, ma in compenso posso confermarvi che per le 2-3 ore che l’episodio dura la curiosità del videogiocatore difficilmente verrà meno. Certo, questo è il primo episodio dunque non aspettatevi “grandi cose”, nel senso che come ogni prologo, Chrysalis presenta più che altro i diversi personaggi con tanto di relative situazioni, che lascia ovviamente aperte, ma impossibile non constatare come il finale, in particolar modo, sia decisamente ben realizzato.

Life is Strange (8) lista trofei

La capacità di riavvolgere il tempo non ha però una funzione puramente narrativa, anzi, l’impatto sul gameplay è decisamente considerevole. Come in ogni “punta e clicca”, in Life is Strange dovrete per la maggior parte del tempo esplorare i diversi scenari di gioco, prendere decisioni, interagire con i personaggi e risolvere qualche enigma con l’ausilio di oggetti predefiniti, sparsi per il setting. Oltre al superamento, come prevedibile, di determinate situazioni che richiederanno un minimo di materia grigia, il Rewind diventa importante più che altro nei “bivi” narrativi che si verranno a creare, accompagnati da un’apposita icona in alto a sinistra dello schermo, atta ad indicarvi che il gesto che avete appena compiuto avrà delle ripercussioni nel futuro più o meno immediato (la teoria del “Butterfy Effect” dovreste conoscerla, se ci seguite sempre). Niente caricamenti di vecchi salvataggi per vedere “cosa sarebbe accaduto se avessi…” in Life is Strange: grazie alla feature del Rewind, perfettamente implementata nelle meccaniche di gioco, altrimenti molto classiche, avrete modo di conoscere tutte le eventuali biforcazioni e dialoghi alternativi semplicemente sfruttando i tasti dorsali del DualShock 4, nell’immediato o quasi.

Life is Strange (2) wallpaper

Ovviamente non vi verrà detto in merito a che cosa le vostre azioni avranno effetto, ma anche questo fa parte del “gioco”, nel senso che innaffiare una semplice pianta ed essere informati sul fatto che questo comporterà dei cambiamenti nella trama, anche se non sappiamo di quale calibro, indurrà certamente il giocatore – e pure noi – ad acquistare anche gli episodi successivi, probabilmente curioso di conoscere le peripezie future.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Dario Caprai
Non capisce niente di videogiochi ma, dal momento che non lo sa, continua a parlarne, imperterrito. Tanto è vero che il tempo preferisce passarlo a scrivere, a leggere, a vedere un film, a seguire e praticare sport, a inveire per il fantacalcio, a tenersi informato su tecnologia e comunicazione piuttosto che con un DualShock in mano. In tutto questo è, però, uno degli admin di PlayStationBit da tempo ormai immemorabile.

4 COMMENTI

  1. […] Dopo un ottimo inizio, e un secondo episodio che anche un po’ a sorpresa era riuscito a tenersi ugualmente su buonissimi livelli, sotto praticamente qualsiasi aspetto, siamo arrivati a Chaos Theory, a cui spetta l’arduo compito di doversi confermare, ancora una volta. Senza incorrere in spoiler, alla fine del secondo capitolo avevamo lasciato Max e Chloe con ancora più domande di quante ne avessero alla fine del primo, probabilmente, in quel della Blackwell Academy, presso Arcadia Bay. Specie per via delle continue visioni apocalittiche e dei “riavvolgenti” poteri temporali con cui la protagonista sta prendendo sempre più confidenza. Una ragazza scomparsa, Rachel Amber, vicinissima a Chloe, e biechi individui, quali il “solito” figlio di papà viziato e il criminale forzatamente tale a causa dell’estrema povertà, completano lo scenario. Chaos Theory in parte rifugge da questa “polifonia”, interiorizzandosi principalmente nel rapporto, prima indebolito, ora, pare, nuovamente rafforzato, tra le due ragazze di cui principalmente vengono seguite le vicende. Un rapporto che forse potrebbe anche andare al di là di quella che è una comune amicizia, come già era possibile intuire. […]

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