Primo PianoMotoGP 14 - Recensione

MotoGP 14 – Recensione

Publisher: Milestone Developer: Milestone
Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS3, PS Vita) Genere: Racing Giocatori: 1-2 (Online: 2-12) PEGI: 3

Per una volta, vorrei cominciare una recensione con due ringraziamenti, piuttosto che con una serie di informazioni banali su un brand che, più o meno, conoscete tutti. Prima di tutto, mi sembra doveroso ringraziare Milestone, che in un momento storico di questo Paese in cui anche i sassi, gli sgabelli e le panchine fanno fatica a far quadrare il loro bilancio familiare, non avendolo neppure, non solo riesce a rimanere “a galla” in un mondo estremamente competitivo quale è quello videoludico, ma se ne esce fuori con uno dei suoi migliori prodotti, di sempre. Bravi ragazzi.
Gli altri ringraziamenti vanno al pilota italiano Andrea Iannone, attualmente occupato a combattere come un leone in classe MotoGP con il team Pramac Racing. Perché? Perché Andrea è un nostro follower su Twitter, così come PlayStation Bit è un suo follower! Colgo l’occasione per fare al centauro nostrano un sincero “in bocca al lupo” per il Gran Premio d’Olanda: dopo le sfortunate tappe in Spagna e in Francia, Andrea è tornato nuovamente “sul pezzo” in Italia e in Catalogna, e confidiamo nel fatto che il trend positivo possa continuare!

MotoGP 14

Il pendolo del tempo, tra passato e presente

Conclusa questa piccola digressione, possiamo finalmente cominciare a parlare di MotoGP 14. Una volta avviato il gioco, avrete la possibilità di creare, in maniera piuttosto sommaria, il vostro alter ego virtuale. Nome, cognome, soprannome e stile di guida sono alcune delle caratteristiche del vostro pilota che potrete modificare: queste sono veramente ridotte al minimo indispensabile, ma visto che questo è MotoGP 14 e non Skyrim, e starete per il 99% del tempo in sella ad una moto, coperti da tuta e protezioni apposite, il problema non si pone.
Completato un esaustivo tutorial, si aprirà davanti ai vostri occhi il menù principale, che risulta più ricco dei precedenti capitoli, ovviando al problema dell’eccessiva essenzialità della serie. Troviamo prima di tutto le modalità più classiche: “Gara Istantanea”, che vi getterà sull’asfalto impostando automaticamente pilota, moto, condizione meteo e circuito, in perfetto stile cabinato da sala giochi; “Gran Premio”, in cui affronterete un intero week-end di gara, con maggiore possibilità di personalizzazione rispetto alla modalità precedente, affrontando anche la sessione di qualifica e warm-up; “Time Attack”, la classica modalità a tempo; “Campionato”, dove potrete vivere l’emozione di un’intera stagione motociclistica, scegliendo tra tutti i piloti ufficiali presenti; “Carriera”, sicuramente la voce di maggior richiamo per tutti gli acquirenti del titolo, in cui, con il vostro pilota personalizzato, partirete dai team meno blasonati della Moto3 e arriverete, se meritevoli, a fronteggiare i piloti “top” della classe MotoGP. Quest’ultima risulta essere molto ben fatta, pur mantenendo l’ossatura dei capitoli precedenti, dal momento che non si limiterà a farvi gareggiare ma vi metterà più realisticamente di fronte alla prospettiva di un vero pilota. Dovrete vedervela con le mail del manager o dei vostri superiori, i test tra una gara e l’altra, i miglioramenti da apportare al vostro bolide e l’intensa rivalità con il vostro compagno di team, spesso più accanita anche rispetto a quella con i piloti delle squadre rivali.

Superare la prima curva, partendo verso la metà dello schieramento, potrete già considerarlo un successo, a volte!
Superare la prima curva, partendo verso la metà dello schieramento, potrete già considerarlo un successo, a volte!

Ma, come detto, Milestone non si è limitata a riproporre quanto già visto, ma ha introdotto tre nuove modalità, (quasi) tutte interessanti. “Eventi Reali 2013” vi permetterà di rivivere alcuni (diciassette, per la precisione) dei più emozionanti momenti della passata stagione, con tanto di video preso dalla realtà per introdurvi al meglio nell’atmosfera. Si tratta, solitamente, di imprese effettivamente accadute da portare a termine anche nel mondo virtuale, come ad esempio guadagnare un certo numero di posizioni in un numero limitato di giri, oppure di eventi totalmente fittizi che comunque hanno le radici nel passato. Per esempio, vi ricordate la famosa “spallata” di Marquez a Lorenzo, in quel di Jerez, che consentì al primo di spuntarla sul secondo? Bene, in MotoGP 14 avrete la possibilità di cambiare le cose, dal momento che una sfida propone di impersonare proprio il pilota Yamaha, con lo specifico obiettivo di resistere agli attacchi di quello Honda. Qualora siate fan dell’ottimo Jorge, la sfida in questione è sicuramente una delle prime cose che vi consiglio di affrontare una volta inserito il disco nella console.
La seconda gradita introduzione risponde al nome di “Sfida i Campioni”. Si parte da premesse molto simili a quelle della modalità precedente, ma la prospettiva si allarga e ad essere rivissuti non saranno i momenti salienti della scorsa stagione, bensì quelli del più recente passato di questo sport (il numero di sfide è sempre fisso a diciassette). Il periodo di riferimento è sostanzialmente quello degli anni Novanta, e chi ha qualche anno sulle spalle ed è pure appassionato di motociclismo vedrà con molto piacere la possibilità di usare i vari Biaggi, Capirossi, Spencer o ancora Rainer. Si tratta di una novità parziale, nel senso che anche nello scorso MotoGP 13 era presente qualcosa di molto simile, ma era giocabile sotto forma di DLC a pagamento: la scelta di Milestone, dunque, di riproporre questa modalità nel “pacchetto base” del gioco va sicuramente elogiata.

La notte dà un'atmosfera tutta particolare
La notte dà un’atmosfera tutta particolare

Last e pure least è la terza modalità introdotta, praticamente un Time Attack dove ad essere utilizzata è la Safety Car. L’idea, oltre a non essere esaltante di per sé, risulta pure essere sviluppata male, visto che l’utilizzo dell’auto prevede, appunto, una ed una sola modalità (piuttosto povera) e anche un modello di guida tutto fuorché esaltante. Se il tempo utilizzato per quest’ultima opzione fosse stato utilizzato per limare alcuni difetti del titolo che andremo ad analizzare nel prossimo paragrafo, la cosa sarebbe certamente stata di maggiore gradimento.
Chiudiamo questa prima parte di recensione parlando del gioco in rete. Oltre allo Split Screen per il multiplayer locale, infatti, in MotoGP 14 troviamo anche quello online: come al solito, i giocatori che potranno gareggiare contemporaneamente saranno al massimo dodici, ma va sottolineato come siano stati fatti dei passi in avanti per quanto riguarda la stabilità del netcode, ora più affidabile. Segnaliamo anche la presenza dell’assai interessante “Split Battle”, un’eccitante opzione in cui bisogna ottenere i migliori tempi possibili in sezioni di circuito parziale: non si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo, ma di sicuro non sono molti i giochi di guida che presentano questa, ribadiamo, divertentissima – e a tratti quasi tattica – feature.

Un gameplay eccezionale, per una tecnica così così

Il passaggio generazionale su PlayStation 4 (visto che su Xbox One l’esordio è stato rimandato, probabilmente, al prossimo capitolo) si nota più che nel comparto grafico, in quello fisico. Se è vero che il salto in avanti visivo rispetto a PlayStation 3 è evidente, rimane il fatto che a livello di impatto MotoGP 14 in versione next-gen non fa rimanere a bocca aperta come avrebbe potuto. Pur essendo fluidissimo a livello di frame-rate, e convincendo anche sotto il profilo della realizzazione degli elementi principali, come piloti, moto, effetti di luce ed asfalto – specie quando è bagnato e sul punto di asciugare -, è il contorno a lasciare a desiderare. Gli elementi “ambientali” intorno alla pista peccano di scarsa cura: potrete non farci caso sfrecciando a centinaia di chilometri orari, è vero, ma vi sarà impossibile chiudere gli occhi di fronte ai modelli poligonali degli uomini appartenenti al vostro team, presenti nei box. Stiamo parlando di ingegneri e non di “paddock girls”, per cui un po’ brutti lo sono per propria natura, ma comunque il dettaglio grafico rimane ampiamente rivedibile, a prescindere dalla loro professione.

Dai, non facciamo gli ipocriti. Il bello della MotoGP sono (anche) le paddock girls. E i ragazzi di Milestone, che ne sanno, hanno messo qualche video di quelli giusti nella sezione "Multimedia"...
Dai, non facciamo gli ipocriti. Il bello della MotoGP sono (anche) le paddock girls. E i ragazzi di Milestone, che ne sanno, hanno messo qualche video di quelli giusti nella sezione “Multimedia”…

Sempre sotto il profilo tecnico, anche le animazioni hanno qualche “singhiozzo”: tutto fila liscio finché rimanete sulla sella della moto, ma se finite con il deretano sul cemento ecco manifestarsi qualche movimento non particolarmente convincente e naturale, sia del pilota che della moto, oltre a qualche compenetrazione di troppo tra poligoni. Sarebbe stato bello anche potere controllare direttamente il pilota dopo la caduta per raggiungere la nostra moto, piuttosto che venire anonimamente catapultati in pista già in sella. Anche i danni non convincono, e dispiace, perché Burnout Paradise, ad esempio, un autentico maestro nel mandare al macero veicoli, è uscito ormai sei anni fa, ma risulta essere avanti anni luce: non che pretendessimo una simulazione dei danni pari a quella del capolavoro di Criterion, ma qualcosa di più sarebbe stato lecito aspettarselo. Qualche imperfezione anche per ciò che concerne i contatti tra due moto: l’effetto “gommoso”, quasi un vero e proprio rimbalzo, tipico di Gran Turismo, si riscontra anche in questo MotoGP 14.
Avevamo però iniziato questo paragrafo elogiando il comparto fisico del titolo, ed è proprio in questo ambito che Milestone ha dato il meglio di sè, sfornando un gameplay divertente, trasversale, profondo, dinamico, diversificato e assuefacente al tempo stesso. Tanto per cominciare, pur avendo un’impronta fortemente simulativa il titolo permetterà anche alle matricole di divertirsi nel giro di poche gare di ambientamento, offrendo una scala di diversi gradi di simulazione molto differenziata e ben concepita (riassumibile in tre livelli: Standard, Semi-Pro e Pro). La varietà del gameplay si nota anche quando si passa da una classe di moto all’altra, oltre che con il mutare delle condizioni atmosferiche: affrontare una gara di Moto3 e una di MotoGP richiede due approcci completamente differenti, e, anche essendo giocatori navigatissimi, ci metterete qualche giro ad entrare in sintonia con un motociclo molto più potente, qualora cambiaste repentinamente categoria. Oltre ad essere diversificato, il gameplay di MotoGP 14 è, come detto, anche molto profondo e impegnativo, ma proprio per questo capace di elargire enormi soddisfazioni. Non temete, comunque: gli sviluppatori hanno messo a disposizione del giocatore una manciata di “Rewind” per sessione, in modo da scongiurare la frustrazione di una gara andata in fumo all’ultima curva, per una sbavatura dovuta alla nonna che maldestramente vi è passata davanti allo schermo.

Il clima è sempre un'incognita... E con la pioggia il vostro stile di guida dovrà cambiare drasticamente, specie con le moto più potenti!
Il clima è sempre un’incognita… E con la pioggia il vostro stile di guida dovrà cambiare drasticamente, specie con le moto più potenti!

Se amate le due ruote sarà spettacolare completare anche solo un giro di qualifica, oscillando tra una curva e l’altra. Milestone è riuscita a sviluppare un videogioco capace di dare al “player” un feedback strepitoso: sentirete il peso della moto sotto il pollice con cui muoverete lo stick analogico per sterzare, provare per credere. Altri piccoli dettagli, come un’immersiva visuale in prima persona capace di dare un ottimo senso di velocità, il consumo delle gomme con il trascorrere dei giri, l’aderenza sensibilmente maggiore nei tratti di pista più guidati, la possibilità di correre incontro a problemi tecnici sia per quanto riguarda voi che per quanto riguarda l’IA, fanno di questo MotoGP 14 un’esperienza complessiva davvero esaltante, in ambito “racing”.
Chiudo questa recensione con due ultime menzioni. La prima riguarda il comparto sonoro, più pulito e nitido, a livello di rombo dei motori, rispetto al precedente capitolo, un po’ come è successo nel passaggio da WRC 3 a WRC 4. Il commento di Guido Meda, inoltre, è stato sostituito da quello di Mauro Sanchini, che comunque si limiterà a commentare il prologo e l’epilogo delle diverse sessioni del Gran Premio, senza fare un commento “live”. La seconda spetta alla sezione “Multimedia”, comprendente una buona dose di extra quali immagini e video dedicati agli incidenti più spettacolari, ai sorpassi più emozionanti o alle ragazze più belle.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=hEkI3H4mv7w

Commento finale

E’ vero che i gusti sono gusti, ma a parere del sottoscritto MotoGP 14 per PlayStation 4 è il miglior MotoGP mai creato. Gli sviluppatori, come detto, offrono al videogiocatore un modello di guida assolutamente eccellente, che finalmente usa la potenza di PlayStation 4 per un motore fisico next-gen, commettendo però qualche sbavatura qua e là, soprattutto a livello tecnico e di animazioni. E il fatto che del tempo, in sede di sviluppo, sia stato utilizzato per creare l’inutile modalità dedicata alla Safety Car, piuttosto che per affinare un titolo che sarebbe potuto diventare un capolavoro, lascia un po’ di amaro in bocca… In ogni caso, se i ragazzi di Milestone useranno MotoGP 14 come base di partenza per il 15, colmando le lacune più vistose, saremo di fronte ad un must-have per qualsiasi appassionato di motori. Intanto compratevi il 14, non ve ne pentirete.

8/10

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Dario Caprai
Non capisce niente di videogiochi ma, dal momento che non lo sa, continua a parlarne, imperterrito. Tanto è vero che il tempo preferisce passarlo a scrivere, a leggere, a vedere un film, a seguire e praticare sport, a inveire per il fantacalcio, a tenersi informato su tecnologia e comunicazione piuttosto che con un DualShock in mano. In tutto questo è, però, uno degli admin di PlayStationBit da tempo ormai immemorabile.

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