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The Secret of Monkey Island: Special Edition – Recensione

Publisher: LucasArts Developer: LucasArts
Piattaforma: PSN Genere: Avventura Grafica Giocatori: 1 PEGI: 12

Mi chiamo Guybrush Threepwood, e voglio diventare un pirata!
Nel lontano 1990 un grande uomo, Ron Gilbert, decise di sprigionare il proprio estro creativo e realizzare quella che oggi è considerata una pietra miliare della storia dei videogames: Monkey Island. Guybrush Threepwood, il nostro eroe, dovrà inizialmente affrontare tre importanti prove per poter ufficialmente diventare un pirata, ma in brevissimo tempo dovrà si imbatterà in situazioni imprevedibili che devieranno completamente la trama iniziale del gioco. Una storia di pirati, di scimmie, di fantasmi, di polli di gomma e di venditori di barche usate che difficilmente potrà essere scordata da qualsiasi videogiocatore e che con questa edizione restaurata riesce a rimanere meravigliosamente al passo con i tempi.

La bellezza degli scenari è davvero notevole

Un restauro (quasi) perfetto

Sin dal primo avvio del gioco vi accorgerete della maestosità artistica della Special Edition: nonostante qualcuno potrebbe non apprezzare il disegno di Guybrush, è assolutamente inattaccabile la cura per la riproduzione degli scenari, tutti quanti ridisegnati da zero in alta definizione. Per i palati più nostalgici sarà comunque possibile passare alla vecchia grafica pixellosa in tempo reale premendo il tasto Select: è questo un ottimo strumento per rendersi conto dell’imponente lavoro di restauro operato dal team e per analizzare costantemente le differenze tra le due versioni. (N.B. la versione ‘vecchia’ del gioco è unicamente sottotitolata in inglese)
Fondamentale attenzione è stata riposta anche sul campo audio: il gioco sarà infatti dotato di un magnifico doppiaggio inglese affidato allo stesso doppiatore di Guybrush in The Curse of Monkey Island, e ogni brano sarà completamente riarrangiato da un’esperta e talentuosa orchestra. L’impatto audio-visivo è quindi notevole, e fino a qui non si può minimamente criticare il lavoro di Lucas Arts.

L'indimenticabile gara di insulti!

La versione originale di The Secret of Monkey Island era caratterizzata dal sistema SCUMM (Script Creation Utility for Maniac Mansion), un’interfaccia di gioco intuitiva che portò a risultati senza precedenti, ponendo solidissime basi per il genere delle avventure grafiche. Lucas Arts ha però deciso di abbandonare questo sistema per trovare una soluzione ibrida capace di adattarsi alle console e all’uso del joypad. Il risultato non è stato dei migliori: la disposizione di due menu separati per le Azioni e per l’Inventario risulta spesso scomoda e poco maneggevole, spingendo il giocatore a tornare all’interfaccia SCUMM per gestire meglio alcune situazioni. Dispiace dover costatare questa pecca giacché il lavoro svolto per ringiovanire Monkey Island è davvero grandioso. Poiché però lo scopo della Special Edition era, come già detto, quello di adattare una vecchia gloria anche al mondo delle console casalinghe, questo elemento pesa abbastanza sull’analisi finale del titolo, e non può assolutamente essere ignorato.

Commento finale

Un capolavoro immortale che a distanza di così tanti anni non perde nemmeno un po’ del suo immenso fascino. Non può che essere un acquisto obbligatorio per ogni videogamer che vuole divertirsi come un matto e allo stesso tempo arricchire il proprio bagaglio culturale relativo al mondo dei videogames.

9/10

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Alex Camilleri
Fondatore e admin. Nel lontano 2008 apre UPSBlogIt, un blog personale dedicato al mondo PlayStation. Il progetto cresce rapidamente ed evolve dopo tanti anni in PlayStationBit. Adesso sviluppa videogiochi.