A seguito della presentazione dei risultati finanziari dell’ultimo trimestre, Activision Blizzard ha annunciato il licenziamento dell’8% della propria forza lavoro tra tutti i vari gruppi che possiede, dunque stiamo parlando di circa ottocento dipendenti che hanno perso il proprio lavoro. L’obiettivo è ridurre il personale non attivo nello sviluppo di videogiochi e al tempo stesso ampliare lo staff responsabile di franchise, come Call of Duty e Diablo, con l’obiettivo di snellire i processi produttivi. Il presidente di Activision Blizzard, J. Allen Brack, ha dichiarato:

Attualmente lo staff di alcuni dei nostri team è sproporzionato rispetto alla roadmap di pubblicazione dei prodotti, per questo abbiamo deciso di rivedere in parte la nostra organizzazione. […] Non esiste un modo per rendere facile o piacevole una operazione di questo tipo.

Jason Schreier di Kotaku parla di “numerosi dipendenti che sarebbero stati visti abbracciarsi e piangere nel parcheggio di Blizzard”. Square Enix ha fornito supporto al personale licenziato, invitandoli a controllare le posizioni aperte presso i vari studi di proprietà dell’azienda.

Dulcis in fundo? Il 2018 è stato un anno di crescita record per la compagnia, con un guadagno di 7,26 miliardi di dollari, e al nuovo CFO è stato garantito un bonus di ingresso da quindici milioni di dollari (parte in azioni). Il provvedimento è infatti stato preso in via del tutto precauzionale in vista di un 2019 non molto brillante, a partire dalla perdita di Destiny e per finire con una sezione eSport di Blizzard che sarà ridimensionata, senza contare l’assenza di un grande progetto sul medio termine.

Infine sottolineiamo come As You Sow, una fondazione senza scopo di lucro, la cui missione è quella di promuovere la responsabilità sociale delle imprese, ha recentemente portato alla luce come Bobby Kotick di Activision e Andrew Wilson di Electronic Arts siano i CEO più pagati dell’industria videoludica negli Stati Uniti e alcuni fra i più pagati di tutto lo Stato.