AWAY: The Survival Series – Recensione

Sviluppatore: Breaking Walls Publisher: Breaking Walls Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 29,99 €

Nei panni di un leggiadro scoiattolo volante abbiamo realizzato la recensione di AWAY: The Survival Series. Il titolo dello studio canadese Breaking Walls parte con le migliori intenzioni, pronto a regalarci un’esperienza a metà tra Discovery Channel e un gioco d’azione.

Una vita da petauro

Come avrete intuito dalla nostra prefazione, AWAY: The Survival Series racconta le avventure di un giovane petauro dello zucchero, volgarmente noto con il nome di scoiattolo volante. La narrazione parte con un piccolo dramma: di ritorno a casa, la famiglia di petauri è sorpresa da un tifone e il padre spazzato via.

Superato questo momento tragico, la voce narrante che fa da divulgatore per tutta la campagna introduce i giocatori all’avventura vera e propria. Inizialmente, il nostro giovane scoiattolo segue la madre per scoprire i metodi per sopravvivere, ma poi dovrà cavarsela da solo in un mondo ostile e pronto a spazzarlo via. Proprio il mondo è uno dei primi punti dolenti di AWAY: The Survival Series. La scelta degli autori non è stata quella di sfruttare il nostro pianeta così com’è, ma d’introdurre una catastrofe globale che dovrebbe aver sconvolto il pianeta.

Salvo però qualche sporadico relitto e una vegetazione con crescita incontrollata, tutto sembra ordinariamente normale. Non ci si spiega quindi la volontà di creare una trama con una catastrofe che non lascia segni, se non quella di confondere il giocatore e togliere senso alla comunque molto valida voce narrante. Sfortunatamente, come scoprirete proseguendo nella lettura, la storia è solo la prima delle magagne del titolo di Breaking Walls.

Sbagliando s’impara

AWAY è nato come un progetto Kickstarter, lanciato da tre nomi altisonanti del mondo dei videogiochi. Molti appassionati si sono fidati del progetto di Nathanaël Dufour, Laurent Bernier e Sebastien Nadeau, desiderosi di mettersi alla prova come studio indipendente. I banchi di prova di questi tre autori, per chi non li conoscesse, sono stati grandi titoli di Ubisoft, ossia Far Cry, Assassin’s Creed e Prince Of Persia.

Purtroppo però, come vi abbiamo anticipato, il risultato è ben lungi dall’essere soddisfacente né tanto meno paragonabile alle opere citate. Breaking Walls, oltre ad aver creato una trama mal supportata dall’ambientazione, ha tradito persino il nome scelto per il gioco. Da un prodotto che inserisce la dicitura “Survival” ci si aspetterebbe di dover sopravvivere esplorando. Questa funzione è quasi totalmente assente, perché quello che i giocatori si ritrovano tra le mani è un action platform totalmente su binari. Non ci sono bivi o aree segrete, tutto è tristemente come lo si vede. L’unico accenno alla sopravvivenza è la necessità di nutrirsi con funghi e bacche.

Pensare di aver scoperto qualche strada secondaria, inoltre, non porta a nulla se non a fastidiosi vicoli ciechi, che fanno perdere minuti preziosi. Qualche sporadica missione secondaria, che sembra introdotta solo come taccone, non riesce a tirar su un gameplay piatto e monotono, che crolla miseramente durante le fasi di combattimento e di volo. Un recente aggiornamento cerca di ovviare a questo problema inserendo la versione beta di una modalità esplorazione, che al momento però non è valutabile, essendo appunto una sorta di demo.

Picchia più forte

Trattandosi di un action platform, AWAY mischia sezioni in cui saltare e planare ad altre in cui fare a botte con le creature del sottobosco. Il primo scontro fa però capire fin da subito l’antifona. La battaglia con un povero scorpione si rivela essere tragicomica, con comandi al limite del frustrante e animazioni ridicole. Il nostro petauro può attaccare, schivare rispondendo al nemico e muoversi liberamente. Non che tutto questo sia utile: oltre alla macchinosità nello scansarsi, che porta spesso a morti a ripetizione, il nostro avversario ci afferrerà spesso senza remore a causa di un passo di troppo. Inutile dire che questo genera altre animazioni scriptate di scarsissima qualità, con un effetto quasi cringe. Il recente aggiornamento ha migliorato la gestione dei comandi, a nostro avviso però non ancora sufficiente: il lavoro da fare è davvero tanto.

Lo stesso problema di controlli si riscontra anche nelle sezioni platform e soprattutto di volo. La cosa più allucinante di tutto questo pacchetto resta comunque il salto dello scoiattolo volante, che si eleva verticalmente manco fosse il mitico Super Mario visto su Nintendo Entertainment System nel 1980. Ogni movimento di AWAY è una tragedia, con problemi strutturali evidenti anche a chi volesse mettersi sugli occhi le proverbiali fette di salame.

Il dramma nel dramma sono poi i checkpoint. La morte contro i nemici oppure le (frequenti) cadute nel vuoto a causa di salti o planate errate obbligano spesso a rigiocare lunghe sezioni, con il rischio d’incappare nello stesso errore e dover ripetere magari aree da dieci minuti per tre o quattro volte di fila. Un vero incubo, soprattutto per i giocatori meno pazienti e per quelli meno abili con i controlli.

La conta dei peli

A livello tecnico AWAY mostra le stesse lacune del gameplay. Abbiamo già detto delle animazioni a tratti imbarazzanti, infarcite di movimenti scriptati, ma anche la grafica non brilla per qualità, nonostante anche qui l’ultima patch abbia portato qualche miglioramento. Il modello poligonale del petauro è in realtà realizzato con dovizia di particolari e persino peli spettacolari sulla grossa coda, sempre sotto gli occhi dei giocatori. Lo stesso discorso si può fare per i fondali, che offrono scorci naturali davvero spettacolari e degni di una foto.

Come però dice il detto, il diavolo è nei dettagli o, in questo caso, negli elementi che compongono il paesaggio. Durante l’esplorazione sono frequenti (e davvero fastidiose) le compenetrazioni con piccoli arbusti e strutture anche di medie dimensioni che compongono il paesaggio. Unendo poi questo problema alle animazioni, si ha il quadro di un gioco che da fermo risulta persino mozzafiato, ma che in movimento crolla come un castello di carte colpito dal vento.

Salviamo in tutto questo il comparto audio, con una colonna sonora decisamente interessante e soprattutto una buona qualità della voce narrante. Sfortunatamente il gioco è parlato solo in lingua inglese, dunque potrete apprezzare il timbro ma per comprendere al meglio ogni frase ci si dovrà affidare a sottotitoli tradotti in un buon italiano. Chiudiamo la nostra recensione parlando della longevità: AWAY richiede una discreta quantità di ore per essere completato, soprattutto considerando le numerosi morti. Inoltre l’avventura è affrontabile a tre livelli di difficoltà, perfetti per chi vuole farsi del male fisico e mentale per due o tre volte di fila.

Trofeisticamente parlando: volare, oh oh

Se l’unica speranza che vi è rimasta per digerire AWAY: The Survival Series è quella di un Platino facile, rimarrete delusi. L’elenco trofei del gioco richiede di completare l’avventura alla difficoltà massima, portare a termine una serie di sfide e vanta persino alcune coppe legate al farming, tra cui citiamo la spaventosa richiesta di mangiare 1000 (mille!) bacche. I cacciatori più tenaci riusciranno sicuramente a completare questa impresa, ma a che prezzo?

VERDETTO

Ci dispiace davvero, senza falsa ipocrisia, punire AWAY: The Survival Series con un'insufficienza, ma il titolo di Breaking Walls ha una serie di gravi lacune che guastano un'esperienza sulla carta molto interessante. Vestire i panni di un piccolo scoiattolo volante poteva essere un viaggio magnifico, ma si rivela una tortura fatta di animazioni mal realizzate, sezioni frustranti e combattimenti insulsi. Se a questo aggiungiamo che la componente survival è praticamente nulla e che la grafica sembra risalire alla scorsa generazione di console, è facile capire le motivazioni dietro al voto. La speranza è che questo trio di ragazzi non si arrenda, rilasciando magari una serie di aggiornamenti per il titolo che facciano seguito a quello corposo pubblicato pochi giorni fa, imparando dai propri errori e portando il gioco ai livelli che merita. Per adesso, però, consigliare AWAY: The Survival Series è davvero complicato, visto anche il prezzo non esattamente per tutte le tasche.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.