“Non permetterò che finisca così”, suona l’account Twitter di Daisuke Sato, dopo che il suo Judge Eyes: Shinigami no Yuigon è stato spazzato via dal mercato giapponese in seguito all’arresto di Pierre Taki.

Il Giappone è una delle democrazie meno tolleranti verso il possesso e l’uso di sostanze; pensate che chi viene colto sul fatto rischia una pena detentiva molto alta, oltre a venire pubblicamente condannato e abbandonato. Tutti i lavori di quell’artista vengono tolti dal mercato o eliminati, perché nessuno vuole fare affari su qualcosa di sporco, anche se le vicende private di una persona non c’entrano nulla con quello che è il suo lavoro. In Giappone non si distingue l’arte dall’artista.

Tutto ciò non è imposto da nessuna legge, ma è una specie di comportamento che la società giapponese si aspetta quando accadono fatti di questo tipo, nel rispetto di quello che viene chiamato jishuku, che tradotto vuol dire autodisciplina.

In seguito all’arresto dell’attore oltre a SEGA, che ha preferito accollarsi perdite di denaro ingenti pur di rispettare quella famosa legge non scritta, anche Square Enix ha annunciato che la voce di Olaf in Kingdom Hearts III verrà doppiata di nuovo, mentre Disney pare aver già escluso il doppiatore da Frozen 2.

Ci domandiamo se davvero l’arduo lavoro per completare un’opera, oltretutto promettente come Judgment, possa essere vanificato da un comportamento disonorevole da parte di uno dei centinaia di membri che vengono coinvolti nella sua realizzazione. Insieme a Daisuke Sato, anche Hiroshi Matsuyama di CyberConnect 2 ha mostrato il suo disappunto, criticando le società che cessano la commercializzazione di prodotti legati alla persona accusata. Il futuro di Judge Eyes è incerto, e ancor più quello della sua versione occidentale che, stando alle informazioni ufficiali, rimane in uscita per il prossimo 25 giugno.