Liftoff: Drone Racing – Recensione

Sviluppatore: LuGus Studios Publisher: ASTRAGON ENTERTAINMENT GMBH Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1-6 PEGI: 3 Prezzo: 34,99 €

Pilotare un drone a quattro rotori non è affare per tutti. È un hobby piuttosto costoso e diventa tanto più soddisfacente quanto più aumentano le risorse investite. Ma come fare se non si ha la possibilità di entrare in un mercato così grande e variegato se non si vuole spendere del denaro? Astragon Entertainment deve essersi posta questa domanda e ha sviluppato, con LuGus Studios, un simulatore di droni su PlayStation 4. Ecco la nostra recensione di Liftoff: Drone Racing.

Liftoff Drone Racing Recensione

Corse con visuale in prima persona

È doveroso fare una premessa: non sono esattamente quel tipo di persona che si è interessata al mondo dei droni. Sapevo del loro uso in contesti dedicati a sicurezza o riprese foto/video, ma fino a prima di avviare il gioco non sapevo esistessero competizioni dedicate. Mi avvicino a Liftoff da profano (incuriosito) del mondo dei quadricotteri, tenendo conto che un prodotto nel settore videoludico deve per forza scendere a patti con la realtà dei fatti ed essere reso giocabile e divertente anche per un novizio. È quindi questa, unita al fattore “mettiamoci alla prova”, la sfida che uno sviluppatore dovrebbe poter affrontare e vincere, guadagnando potenzialmente un giocatore per le sessioni multiplayer o banalmente far nascere un nuovo cliente nel mercato dei droni. Ci sono riusciti con me? Spoiler: no.

Liftoff Drone Racing Recensione

Levetta in giù e drone in su

Liftoff: Drone Racing si propone come un simulatore nudo e crudo di droni impegnati in competizioni all’ultima sterzata. Come al solito, partiremo dal giardino del vicino di casa puntando ad arrivare fino alle competizioni mondiali. La nostra esperienza parte dalle basi del volo, mediante un tutorial che ci metterà di fronte alla dura realtà: pilotare un drone è tosto.

L’apprendimento sarà diviso in due fasi: la prima con comandi assistiti e terza persona, la seconda con comandi liberi e visuale in soggettiva. L’enorme corposità dell’introduzione fa sì che tutte le meccaniche siano affrontate una in fila all’altra per poter riuscire ad amalgamarle e ottenere un risultato accettabile. Partiremo semplicemente da un percorso dritto, una semplice linea retta, con un punto di stop alla sua fine. Già qui la stranezza dei controlli e l’incredibile contro-intuitività dei comandi vi farà fare qualche sana risata, accompagnata da una serie piuttosto lunga di fallimenti.

Mano a mano che si prende dimestichezza con gli stick analogici – e comunque mai abbastanza – il livello delle prove cresce. Dopo ulteriori fallimenti sentiremo i primi sintomi di una malcelata rabbia mista a frustrazione che inizia a farsi largo nel vostro cuore. L’apice di tutto si ottiene quando, terminata la parte dedicata al volo assistito, si arriva alla parte “acro”, in cui tutto è manuale e simulativo.

Questo è il primo, enorme, incredibile e insormontabile scoglio che, da giocatore di racing games pluri ventennale, mi ha messo spalle al muro, schiaffeggiandomi ripetutamente e ridendo di me a ogni errore, a ogni imbardata errata e a ogni, inevitabile, contatto con terreno, alberi, pali o qualunque altra cosa si ponesse tra la mia incapacità e l’obbiettivo da raggiungere. Liftoff non è un gioco per tutti e non ve lo manda di certo a dire. Anzi, umilia e sbeffeggia i giocatori con una difficoltà di controllo spropositata e una ipersensibilità dei comandi che non lascia spazio a nessun tipo di errore, unita a una totale contro-intuitività che non può fare altro che creare ulteriore confusione e mandare in tilt il cervello di un giocatore non professionista.

Andiamo a gareggiare che è meglio…

Il gioco si articola in due modalità principali, il multigiocatore e il gioco in solitaria. Il multiplayer si presenta completamente deserto e non siamo riusciti a sperimentare la qualità connettiva delle gare contro altri giocatori del mondo. Nel giocatore singolo avremo a disposizione il tutorial, la gara rapida casuale, la gara personalizzata e la carriera. Nella carriera inizieremo da zero, dal giardino di amici appassionati di droni e gara dopo gara, con una infinita serie di umilianti ultimi posti, riusciremo a procedere. Mano a mano guadagneremo esperienza, pezzi di ricambio di vario tipo per poter potenziare il nostro drone o cambiarlo con uno più performante.

Anche qui, nonostante l’utilizzo del modello di guida “completamente assistito” il risultato rimane comunque quello di una difficoltà molto alta, data anche dal comportamento inerziale e quasi senza attrito del drone. La grande difficoltà di gestione della visuale in soggettiva e la continua ricerca di punti di riferimento, che semplicemente non esistono, rende la progressione nella carriera più simile a una via crucis che a quella che un titolo dedicato alle corse dovrebbe fornire. Ciliegina sulla torta, nel caso in cui succeda che ci si blocchi in qualche angolo col nostro drone (eventualità non così rara, in tutta verità) non saremo semplicemente riposizionati in pista ma la gara sarà fatta ripartire in totale autonomia dal gioco stesso.

Guarda che dettagl…ah no

Graficamente Liftoff Drone Racing è sostanzialmente inaccettabile. Il gioco si presenta con un aspetto estetico pessimo che ricorda i primi giochi usciti su PlayStation 3. Abbiamo sperimentato un misto di sorpresa e incredulità vedendo comparire in lontananza alberi dalle grosse dimensioni in maniera casuale mediante fastidiosi e imponenti effetti pop-up. Si nota chiaramente una scarsa ottimizzazione del prodotto su PlayStation 4, senza dimenticare la ventola della console che gira sempre al massimo senza senso apparente.

È evidente la mancanza di cura per le ambientazioni, comunque varie e con un discreto carattere (specialmente quelle notturne), e le animazioni in-game. I menù sono realizzati con estremo gusto da un punto di vista del design, con accostamenti di colori davvero piacevoli all’occhio, senza mai risultare fastidiosi. I modelli poligonali dei droni sono di eccellente fattura, ricchi di dettaglio e di possibilità di personalizzazione. Sarà possibile andare a modificare ogni singola parte – tutte concesse su licenza ufficiale – del drone a partire dalla videocamera, il modulo di controllo, l’antenna, la tipologia di telaio, di rotori da utilizzare e un’infinità di settaggi disponibili.

Liftoff Drone Racing Recensione

Ma come si controlla ben…eh no

Il vero punto di sprofondamento del gioco è anche il suo punto di forza, ironicamente. Liftoff si propone come un simulatore, ed è esattamente quello che fa. Il problema è che nessuno è davvero pronto al controllo di un drone a velocità anche basse in quasi totale assenza di punti di riferimento e soprattutto senza esserne mai entrato in contatto.

Ulteriore malus è l’impossibilità di personalizzare lo schema comandi, caratteristica che personalmente mi sarebbe stata estremamente di aiuto per venire a capo di uno schema predefinito che definirei demenziale senza mezze misure in quanto obbliga a imparare a proprie spese a dosare minuziosamente la posizione dei due stick analogici senza altre possibilità di ammorbidire la perpendicolare curva di apprendimento. Nel novantanove percento dei casi Liftoff Drone Racing verrebbe lanciato dalla finestra assieme a console e televisore senza tanti complimenti. È anche vero che esiste la modalità assistita ma è comunque artificialmente difficoltosa da utilizzare e obbliga a impegnarsi davvero molto per sostenere un controllo accettabile del drone.

Trofeisticamente parlando: vola-vola-vola con il drone!

Composta da ventotto coppe, la lista dei trofei di Liftoff: Drone racing è tutto sommato minuta ma non per questo di facile completamento. Sarà richiesto come prima cosa di completare tutti i tutorial (anche nella modalità ACRO) e successivamente di portare a compimento la carriera. Sarà poi necessario vincere ben venticinque gare online e di correre contro cinque amici nel multiplayer online che, data la scarsa diffusione del titolo, sarà il trofeo più difficile da raggiungere. Il tempo di completamento si attesta intorno alle venti ore ma è fortemente basato sull’abilità del singolo giocatore.

VERDETTO

Descrivere Liftoff in poche parole è difficile. Si tratta di un prodotto fortemente destinato a un ristretto gruppo di smanettoni hardcore che apprezzano la bellezza della simulazione - riprodotta in maniera magistrale - nuda e cruda. Il gioco mostra comunque un lato user-friendly, con uno schema comandi relativamente accessibile che permette di fruire il gioco nelle sue componenti basilari della carriera. La grande cura dei dettagli dei droni e dei menù cozza pesantemente con la grafica pessima, i pop up costanti e lo screen tearing; l'incredibile necessità di far andare a manetta la ventola della povera PlayStation 4 conclude un quadro tecnico non particolarmente brillante. Liftoff: Drone Racing è e rimarrà un prodotto di nicchia, destinato a essere apprezzato solo ai veri cultori della disciplina e che non diverte in nessun modo i giocatori casuali.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Classe '90, nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Si è umilmente autoproclamato "Re dell'Universo Racing presso PlayStationBit." Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.