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Metal Gear Solid è nato grazie a PlayStation

Anche i geni hanno bisogno della giusta ispirazione e, soprattutto, dei giusti mezzi, parola di Hideo Kojima, il producer della celebre saga Metal Gear che in una recente intervista ha rivelato che la nascita di Metal Gear Solid è legata a doppio filo all’arrivo di PlayStation.

“Realizzai Metal Gear e Metal Gear 2 e, a quel punto, per me la serie era finita e completa, e cominciai a lavorare ad altri giochi d’avventura. A quei tempi, Metal Gear era un gioco di nascondino. All’epoca non avevamo i poligoni 3D, tutto doveva essere fatto in 2D. Quindi, per Metal Gear non avevo altra scelta che utilizzare un game design dall’alto. Dopo il secondo capitolo la serie era conclusa e, come detto, stavo lavorando ad altri giochi d’avventura, quando sentii la notizia che stava arrivando questo hardware chiamato PlayStation. La cosa impressionante, era che sarebbe stato in grado di avere poligoni in real time.”

Insomma, il progetto era al capolinea, ma qualcosa nei poligoni in real time, vera novità della console di casa Sony, fece scattare una scintilla nella mente di Kojima, che infatti prosegue:

“Per me, Metal Gear come serie era terminato, era finito, ma a quel punto pensai che avrei potuto fare quello che volevo fare originariamente, grazie a questi poligoni in real time. Per esempio, se ti stai nascondendo sotto un tavolo, puoi cambiare il punto di vista, o se ti nascondi in un armadietto, puoi far vedere al giocatore da lì dentro. Si può dire che è grazie a PlayStation, se Metal Gear Solid esiste. Il ruolo avuto da PlayStation fu di renderlo possibile.

Hideo Kojima ha quindi voluto riconoscere il merito avuto dalla prima console di casa Sony nella creazione di un prodotto per certi versi futuristico come fu la storia di Solid Snake, tuttora una pietra miliare del panorama videoludico, e ovviamente non si può che sentirsi fieri di queste dichiarazioni.

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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.