Mr. Prepper – Recensione

Sviluppatore: Rejected Games Publisher: Ultimate Games Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 14,99 €

Immaginate di vivere in una cittadina il quale governo vi tiene in scacco, con la scusa di un’imminente guerra nucleare; cerchereste di scappare, o vi sottomettereste? Se optate per la prima scelta, allora siete pronti a vestire i panni di Mr. Prepper, ultima fatica di Rejected Games. Sotto l’ombra di un comparto grafico e tecnico scadente allacciato a qualche altro inciampo, si annida un’esperienza che nelle sue tante componenti riesce a intrattenere dalla prigionia casalinga all’agognata libertà.

La fuga costa caro

Le premesse iniziali non sono delle più esaltanti: il nuovo organo di Stato non ammette il concetto di libertà e ha adottato una politica di controllo totale sugli abitanti. In ogni dove si sprecano i messaggi di propaganda e chi osa opporsi o staccarsi da tale regime viene arrestato. Questa è la sorte toccata a Mr. Prepper e il gioco si apre con il suo rilascio e conseguente ritorno a casa. Senza velleità di narrazione profonde, la trama mostra vari spunti e spinge l’utente ad andare avanti, coadiuvata da un sistema ludico scandito con i ritmi di un gestionale. Remano nella stessa direzione un insieme di dialoghi discretamente convincenti, dettati da un registro ironico pungente.

Il rientro del protagonista non è dei più rosei, dal momento che ogni settimana circa – gli appuntamenti sono segnati su un calendario – riceverà la visita di un funzionario del governo. Chiamato ad analizzare al centimetro gli angoli della casa, l’agente fornirà una valutazione in base a eventuali attività losche, come una misteriosa scala verso un sotterraneo, un banco da lavoro o altro. Nel caso dovesse riferire di troppe incongruenze, sarà il game over, pertanto occorrerà camuffare l’occorrente per la fuga verso la libertà.

Preparativi per la fuga

Vari elementi contribuiscono a rendere il gioco un ibrido variopinto di tipologie ludiche. A vincere sono quelli relativi alla sopravvivenza e alla gestione di una quotidianità che punta a diventare una fuga. La priorità è data infatti alla salute di Prepper, motivo per cui il giocatore dovrà prodigarsi al fine di raccattare del cibo e dormire quando la salute scenderà drasticamente. A onor del vero, tale componente non si farà mai troppo profonda, mostrando il fianco a una calibrazione poco precisa: crafting e azioni molteplici fanno scendere l’energia troppo velocemente, costringendo il protagonista ad appisolarsi prima di quanto sperato. Il tempo è quindi un elemento da monitorare costantemente e da studiare per i propri fini. Non aiuta in tale senso un tutorial striminzito e raffazzonato, che potrebbe gettare i novizi del genere nella confusione.

La costruzione di un bunker contro il governo passa attraverso la realizzazione di tanti oggetti. I materiali di base possono essere acquisiti esplorando delle aree naturalistiche o facendo affari attraverso la cassetta della posta. Quest’ultimo metodo è indispensabile fin dai primi momenti, poiché alcune risorse non sono altrimenti rintracciabili. Da qui, il giocatore può contattare venditori di frutta, di carne e di materiali vari e farseli recapitare aspettando un determinato numero di ore. Prima di passare al banco da lavoro per mettere in pratica quanto raccolto, è anche possibile smantellare oggetti dalla casa stessa, come un bicchiere per ottenere del vetro, a patto di non fare insospettire il controllore. Mentre il suo occhio è assente, la base sotterranea potrà ampliarsi di giorno in giorno: da un banale tavolo, Prepper potrà aggiungere un orto, mobili e altro, con una buona possibilità di personalizzazione.

Foreste, miniere, le zone da visitare offrono un’alternativa alla vita casalinga. Caratterizzati da una struttura su più piani e sviluppati sulle due dimensioni, tali livelli garantiscono l’ottenimento di frutti, legna e altri oggetti preziosi, oltre a regalare qualche sorpresa. Spingendosi fuori dalla sua abitazione, Mr. Prepper potrebbe incontrare individui coloriti per i quali svolgere missioni secondarie e guadagnare delle ricompense. Pur non trattandosi d’incarichi stratificati, donano varietà al fattore esplorativo. Qui possono inoltre avvenire dei combattimenti: girovagando per la foresta, ad esempio, il protagonista avvisterà un branco di lupi che dovrà scacciare con una mazza da baseball o a mani nude. Le nostre facoltà, tuttavia, sono ridotte alla semplice pressione compulsiva di un tasto di azione, insieme a uno adibito alla difesa.

Mr. Prepper

Acciacchi anarchici

Ad appesantire l’esperienza generale, sono i controlli e i menù di qualunque sezione. Convertire una produzione tradizionalmente adatta per mouse e tastiera a un controller non deve essere una passeggiata, ma la mappatura dei comandi su PlayStation 4 risulta confusionaria. Allo stesso modo, mangiare qualcosa o creare un oggetto richiede troppi passaggi. Spostarsi da una parte a un’altra, compiere altre azioni apparentemente basilari inoltre, richiede uno sforzo inutilmente pesante.

Non si salva il lato tecnico e grafico, che mostra il fianco a una grande povertà nei modelli e delle texture tanto nei personaggi, quanto e specialmente nei paesaggi da esplorare. Più rifiniti sono gli elementi all’interno dell’abitazione, ma in fondo lo Stato esige la massima pulizia. Peccato non avere trovato un sound design e delle musiche accattivanti, che in un contesto stratificato avrebbe giovato alle tante ore da passarvi.

Trofeisticamente parlando: la dura vita del Prepper

L’anima gestionale di Mr. Prepper emerge parlando di obiettivi da sbloccare. Si tratta di 50 trofei di bronzo, 7 d’argento, 1 d’oro e il platino. Ben 59 coppe totali che comprendono attività varie e qualche sfida studiata appositamente, come quella che richiede di non dormire per ben sette giorni, o di non correre per una settimana intera. Per la lista completa dei trofei vi rimandiamo al nostro forum PlayStation Bit.

VERDETTO

La dura vita di Mr. Prepper va vissuta di giorno in giorno, letteralmente. In un contesto politico distopico, il protagonista deve impegnarsi a fare buon viso a cattivo gioco, mentre prepara il suo piano di fuga. Peccato che la via per la libertà passi attraverso un tutorial raffazzonato, dei menù, alcune dinamiche, il comparto grafico e tecnico da rivedere. Sotto l'ombra di più inciampi, si nasconde però un'esperienza costituita da più tipologie ludiche che intrattiene almeno i giocatori appassionati del genere fino alla liberazione.

Guida ai Voti

Maria Enrica
Grata dal 1994 ai videogiochi per sopperire a pigrizia e mancanza di fantasia, è stata svezzata da mamma Nintendo, allevata da Sony fin dalla prima PlayStation, cresciuta con un pad in mano e il Game Boy Advance nell'altra. Laureanda in Lettere classiche, avversa ai videogiochi in digitale, sogna per questo una casa dove custodire una collezione degna di tale nome.