Home ConsoleNews PS4Naughty Dog e Ghost of Tsushima, vince il fair play

Naughty Dog e Ghost of Tsushima, vince il fair play

In barba alle continue critiche espresse da molti gamer che hanno accompagnato per lungo tempo The Last Of Us Parte II, quasi in risposta karmica, il titolo è invece riuscito a conseguire il terzo GOTY consecutivo per un’esclusiva Sony. Successo meritato o meno, cosa preferire è una mera questione di gusto personale; i pareri, anche se negativi, sono sempre ben accetti se costruttivi e andrebbero evitate campagne di sabotaggio, come quella che ha coinvolto il progetto di Neil Druckmann nel review bombing operato su Metacritic. Ciò che invece va riconosciuto oggettivamente, è la qualità che può contraddistinguere un videogioco da un altro, e a essere fautori di questo e a dare una lezione di fair play a tutti è stata proprio Naughty Dog.

Nel suo resoconto di fine anno sui videogiochi più apprezzati, infatti, spiccano ben tre voti per quello che molti utenti hanno considerato un rivale capace di accaparrarsi più premi possibili a discapito di The Last Of Us Parte II. Stiamo parlando, ovviamente, di Jin Sakai e del suo Ghost of Tsushima, che per gli sviluppatori nipponici è stato nominato, tra l’altro, miglior videogioco del 2020. A colpire particolarmente il co-director di The Last Of Us Parte II, Kurt Margenau, sono state proprio l’immersività, la bellezza dei paesaggi e la fluidità del gameplay. “Una fantasia samurai realizzata”: sono esattamente le parole chiave con cui descrive il mondo creato dai ragazzi di Sucker Punch.

“Realizzati” proprio come noi ci sentiamo nel completare opere del genere, augurandoci possano non mancare mai all’industria del gaming e che, anzi, spronino le software house a fare sempre meglio!

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Brian Burchi
Have you seen this nerd? Prigioniero di questa passione dal lontano 1999, vive la sua vita un quarto di gaming alla volta, tra citazioni cinematografiche, binge watching di serie tv e anime e giornate lavorative e non passate in palestra, alla ricerca di un fisico che possa anche lontanamente somigliare a quello di Alex Louis Armstrong. Ora cerca di coltivare un sogno che ha sin da quando ha imbracciato per la prima volta un pad per PS1: scrivere e parlare di videogiochi.. non svegliatelo!