Jeremy Dunham, vicepresidente di Psyonix Studios (developer e publisher di Rocket League), è stato interpellato sulle future intenzioni dell’azienda.

Dopo oltre un anno e mezzo dal lancio, la base di giocatori di Rocket League continua a crescere (è arrivata fino a 29 milioni di iscritti, di cui 7 milioni giocanti a Febbraio), e questo è il principale motivo per il quale Psyonix non svilupperà Rocket League 2 in tempi brevi.

Perché prendere questa grande community che si sta divertendo sul nostro gioco e comunicargli che ciò che ha fatto in questi ultimi 12 mesi è totalmente irrilevante, che vogliamo fermarli, farci dare nuovamente altri soldi, e spostarli su un nostro nuovo gioco?” 

Dunham aggiunge poi una nota quasi moralista al suo discorso, affermando che “Non è questo il modo di fare le cose, credo che questa visione dei videogiochi sia superato da un pezzo.

In conclusione, il vicepresidente promette al suo pubblico: “Il nostro obiettivo è di rendere Rocket League sempre migliore in modo da non perdere nessuno che al momento ci sta giocando. Se giocano volentieri al nostro gioco, vogliamo premiarli migliorandolo, e non penalizzarli portandoli a comprare un nostro nuovo gioco dove cambieremmo solo un paio di cose. Vogliamo far capire a loro che noi ci dedicheremo a Rocket League il più a lungo possibile, finché loro continueranno a giocarci.”

Volendo essere maliziosi, la si può leggere anche come frecciatina nei confronti di quelle aziende che ogni anno producono un gioco molto simile al precedente,smerciandolo al prezzo massimo possibile per una edizione normale (ovvero i “classici” 70 euro), non dedicandosi più al titolo precedente, lasciando i server al loro destino.