Puyo Puyo Champions – Recensione

Sviluppatore: Sonic Team Publisher: SEGA Piattaforma: PS4 Genere: Puzzle Giocatori: 1-4 (Online: 2-4) PEGI: 3 Prezzo: 9,99 €

Se esiste al mondo una tipologia di gioco universale, capace di parlare a tutte le persone, che siano o meno giocatori, quello è il genere dei rompicapo. Anche se lontani dal mondo dei videogiochi, chiunque ha giocato almeno una volta nella vita una partita all’immortale e invincibile Tetris (di recente tornato sotto i riflettori grazie a Tetris Effect). In Estremo Oriente la stessa cosa si può dire di Puyo Puyo, serie di SEGA sicuramente più giovane, ma competitiva in egual modo, e proprio per questa ragione è stata capace di trascendere le barriere regionali e arrivare anche a picchi elevati di popolarità anche qui in Italia. Probabilmente proprio grazie al crossover Puyo Puyo Tetris, di cui è stato rilasciato un secondo capitolo.

Svariate sono le varianti di Puyo Puyo, tra cui anche un’esperienza alla RPG con Chronicles e un’altra dedicata esclusivamente alla competizione dura e pura, Puyo Puyo Champions, di cui parliamo oggi in questa recensione.

Puyo Puyo Champions

Game, set, match!

Puyo Puyo Champions riprende a piene mani e senza sconti il gameplay frenetico e intuitivo dei classici Puyo Puyo. Si tratta di puzzle-rompicapo in cui, su una griglia in stile Tetris, bisognerà accoppiare per colori i Puyo fino a farne toccare almeno quattro per farli sparire e guadagnare punti, sabotando gli avversari.

Le gelatine, che potremo far toccare ed esplodere solo in orizzontale e in verticale, non in diagonale, fungono anche da ostacolo per i nostri avversari. A suon di concatenamenti le gelatine si trasformano nella casella nemica in Garbage Puyo, riempendo lo schermo e facilitando il loro game over a meno di sbarazzarsene prima, concatenando i Puyo colorati in prossimità dei grigi garbage. Giocano un ruolo fondamentale i posizionamenti strategici dei Puyo, da lasciare strategicamente a favore di catene x2, x3 o addirittura x7. Imprese titaniche anche per un giocatore professionista.

Puyo Puyo Champions

Due al prezzo di metà

Puyo Puyo Challenge include al suo interno due modalità dedicate a Puyo Puyo Tsu e a Puyo Puyo Fever, variante con una barra al centro dello schermo da riempire con i contrattacchi, eseguibili concatenando le nostre gelatine prima che le garbage cadano nella nostra griglia, che di volta in volta aiuterà il giocatore a creare nuove catene. Con ventiquattro personaggi giocabili, i giocatori si faranno strada tra le varie tipologie di gioco, quali Torneo, Multiplayer, Sfide e Lezioni.

I tornei sono perfetti per mettersi alla prova, grazie alla competizione a eliminazione singola e alla partecipazione da due a otto giocatori in contemporanea. Le lezioni, come facilmente intuibile, sono dei piccoli tutorial. I primi problemi della produzione spuntano, però, con le due restanti modalità. Le sfide risultano assolutamente anonime. Non solo perché si tratta dell’unica modalità in single-player dell’intera produzione, ma anche perché non esistono sfide particolari da portare a termine. Con un timer, solitamente impostato su centoventi secondi, viene data al giocatore carta bianca sul punteggio da confezionare, questo inserito in una classifica triste e vuota.

Il più grande problema di Puyo Puyo Champions sta però nel multiplayer. Tralasciando la partita in locale, l’intero gioco già dal nome si appella alla sua community (considerato anche il nome originale del gioco, chiamato in Giappone Puyo Puyo eSports), questa malauguratamente defunta alla stesura di questa recensione. Non solo nei server italiani, ma in tutta Europa e Nord America non siamo riusciti a trovare nemmeno un giocatore online da sfidare. L’alternativa è beccare agli orari giusti (vedi anche: notte fonda) qualche giocatore giapponese.

Proprio per la sua natura eSport è un grave peccato non poter essere più in grado di assaporare il livello dei giocatori di tutto il mondo, sicuramente spaventosamente alto vista anche la potenza, o meglio brutalità della CPU, che non ci penserà un secondo a eseguire le sue mosse – letteralmente, senza pietà è in grado di concatenare mosse da x3 chain in meno di un secondo – e a dare ben più di un problema anche alle difficoltà più basse. Vien da sé quanto Puyo Puyo Champions sia il trampolino di lancio meno adatto in assoluto per chi intende approcciarsi alla serie. Ma di sicuro è il più economico.

Colori, espressioni ed esplosioni

Se ci sono punti in cui SEGA è sempre stata inattaccabile, questi sono senz’altro l’interfaccia utente e il character design. La grafica semplice, ma dettagliata e coloratissima, fa da sfondo a un vero tesoro per gli occhi. Non solo per le tonalità vivaci e quasi abbaglianti utilizzate, ma anche, appunto, per il design dei personaggi, ispirati e dai sottolineati tratti caratteristici, seppur praticamente quasi inutili ai fini del gameplay.

Menzione d’onore va al comparto sonoro. Anch’esso è estremamente vivace e ben congegnato, composto da un buon numero di musiche che non vogliono proprio saperne di lasciare la testa di chi le ascolta.

Puyo Puyo Champions

Trofeisticamente parlando: better luck next time

Il set di trofei di Puyo Puyo Champions non solo sa essere estremamente punitivo anche per un esperto. E’ anche letteralmente impraticabile a causa della desolazione dei server. Per vincere il Platino, oltre a dover eseguire almeno cento volte una x7 chain, ripulire nello stesso istante quattro colori cinque volte nello stesso match e distruggere centomila Puyo in match completati, tra gli altri, è necessario giocare e concludere almeno duecento partite online, cento in Puyo Puyo League e altre cento in Free Play.

VERDETTO

Puyo Puyo Champions è l'espressione allo stato puro dell'esperienza targata Puyo Puyo. Astenersi nuovi arrivati, tuttavia. L'intelligenza artificiale spietata è capace di mettere a dura prova i più navigati, ma di contro spazza via ogni tentativo di approcciarsi alla saga. Validissimo per grafica, audio e gameplay,, tuttavia risulta carente di modalità. Non aiuta la desolazione imbarazzante dei server, che rendono monco un titolo pensato per gli eSport.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.