Ravva and the Cyclops Curse – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Galop Publisher: eastasiasoft Piattaforma: PS4 Genere: Accessorio Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 4,99 €

Se siete dei nostalgici dei classici titoli per NES, la recensione speedrun di Ravva and the Cyclops Curse vi porterà indietro nel tempo. Scoprite con noi la nuova opera di eastasiasoft e del team di Galop.

Gufi magici

Pur nella sua semplicitià, Ravva and the Cyclops Curse vanta una trama interessante. I giocatori vestono i panni di Ravva, apprendista stregone che si ritroverà nel bel mezzo di una spinosa situazione. La madre di questo gufo antropomorfo è una potente maga ed evocatrice, presa di mira dal Re dei Ciclopi. Dopo una battaglia senza esclusione di colpi, il Re è purtroppo riuscito a rubarle i poteri, maledicendola nella fuga. Ravva si arma quindi di coraggio e intraprende un viaggio insidioso, per affrontare infine il Ciclope e porre fine alla maledizione.

Niente di clamoroso, ma perfetto per introdurre un platform bidimensionale con grafica 8-bit in cui ci si trova a combattere gli scagnozzi del Re dei Ciclopi e anche una serie di potenti boss, un po’ come avviene in opere classiche quali Ghosts ‘n Goblins. Nelle diverse ambientazioni esplorabili ci si può avvalere dell’aiuto di quattro creature, ognuna con un potere diverso. Il mostro di fuoco è in grado di sparare in diagonale, quello d’acqua di congelare i nemici, quello di terra di sputare palle velenose e infine una creatura volante può usare la luce per svelare segreti.

Come nel 1988

Affrontare gli schemi di Ravva è un’impresa tutt’altro che complicata. I brevi livelli sono costellati di potenziamenti e vite aggiuntive che rendono anche le morti un problema risibile. I giocatori più giovani possono inoltre selezionare dal menu opzioni la difficoltà Kids, per rendere il titolo accessibile a tutti. Si tratta di una possibilità tutt’altro che scontata e decisamente apprezzabile, nonostante come detto il livello di difficoltà dell’avventura sia sempre molto bassa.

Molto buoni i comparti audio e video. La colonna sonora chip tune si adatta alla perfezione allo stile creato dai ragazzi di Galop, mentre la grafica riporterà alla mente ai più nostalgici i mitici titoli per Nintendo Entertainment System. Per quanto ormai abusato, lo stile a 8-bit calza a pennello su Ravva e suoi mostri che popolano i livelli. Discreta la longevità del gioco: completare la storia richiederà infatti, al netto di morti ed errori, una manciata di ore.

Trofeisticamente parlando: non serve gufare

L’incantesimo più forte che Ravva può lanciare ha come bersaglio la bacheca trofei dei giocatori. Le coppe presenti nella lista trofei di Ravva and the Cyclops Curse sono infatti sbloccabili senza fatica in una ventina di minuti. Basta infatti selezionare la modalità Kids, utilizzare tutti i poteri e completare i primi sei livelli per aggiungere uno scintillante Platino alla propria bacheca.

VERDETTO

Se state cercando un'avventura semplice ma divertente, allora Ravva and the Cyclops Curse fa decisamente al caso vostro. Il viaggio di questo gufo magico è perfetto per intrattenere per qualche ora sia i giocatori più navigati, che si faranno trasportare dallo stile retro, sia da quelli più giovani, che possono modulare la sfida in base alle proprie abilità. L'opera di Galop però non esce mai dal seminato e non cerca assolutamente l'innovazione, quindi non aspettatevi sorprese da un platform di stampo classico.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.