Q-YO Blaster – Recensione

Sviluppatore: Team Robot Black Hat Publisher: Forever Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Sparatutto Giocatori: 1-2 PEGI: 12 Prezzo: 9,99 €

Uomini, insetti, animali antropomorfi e distruzione della Terra annunciata. Questo è il frutto dietro la campagna Kickstarter di successo Q-YO Blaster, titolo che ha raggiunto facilmente il goal nel crowdfunding grazie al suo essere catchy sul fronte estetico, oltre che promettente da giocare. Approdato inizialmente in esclusiva su PC e successivamente sbarcato anche su PlayStation 4, abbiamo dato un’occhiata ravvicinata (e prolungata) a questo shoot ‘em up side scroller.

Q-YO Blaster

E gli animali vincono

Il pianeta Terra è minacciato dall’impatto imminente di un meteorite, questo occupato da una colonia di insetti alieni intenti ad attaccare la popolazione terrestre. Lo scienziato migliore sulla terra, Mr. Cheeks, è incaricato di difendere il pianeta dagli attacchi alieni sfruttando i mezzi migliori a disposizione e i piloti più abili del pianeta per sventare la minaccia e salvare il mondo. La trama non brilla certo per originalità, eppure i personaggi che andremo a controllare, anche se relativamente anonimi in termini narrativi, fanno da collante con il loro farsesco e comico aspetto alla trama goffamente esasperata.

Q-YO Blaster, al contrario da come si potrà intuire dalle semplici immagini, non è un Bullet Hell. Anche se a volte lo è. Il titolo di Team Robot Black Hat riesce a essere esaustivo in ogni fronte; è chiaro e diretto, mai confusionario e punitivo il giusto. E’ già palese la sua natura dal tutorial, leggero e intuitivo – anche se inutilmente riprodotto a ogni nuova partita – e la sua politica continua a seguire quell’unico filo fino al termine del gioco. Q-YO Blaster offre dieci stage diversi, forse un po’ troppo pochi e un po’ troppo piccoli, in cui faremo i conti con gli insetti alieni e le loro navicelle a suon di laser, comuni proiettili e pugni volanti. Fino ad arrivare, al termine di ogni livello, a un boss da sconfiggere per proseguire.

Ogni boss ha i suoi pattern prestabiliti, forse nessuno effettivamente memorabile, e solo gli ultimi si traducono in una buona sfida, e il multigiocatore locale è una bella aggiunta, anche se il tutto diventa decisamente più caotico. Ma forse è stato un altro il particolare a tenerci incollati allo schermo.

Q-YO Blaster

Sluggin’ metal

Il gameplay è delizioso, seppur relativamente semplice. Per tutta la durata delle campagna – ognuna della durata di scarsi quindici minuti – siamo sempre stati consapevoli di dove star andando, dove e chi star sparando e come e quando fluttuare sullo schermo: in Q-YO Blaster si ha il controllo di tutto. Oltre al semplice shooting, abbiamo apprezzato la possibilità di caricare degli enormi raggi laser raccogliendo le gemme, oggetti rilasciati dai nemici caduti, così come l’utilizzo della mossa Pulse, che trasforma tutti i colpi avversari in altre gemme, e dell’abilità speciale.

Quest’ultima viene selezionata al menù principale e può essere Blood Presence, Boom o Microwave; essenzialmente si tratta di un’evocazione di certe creature che arrivano in soccorso dopo aver colpito un determinato numero di volte i nemici. Possono proteggerci, fare danni o entrambe le cose, e starà a noi scegliere l’approccio preferito.

Q-YO Blaster

Q-YO Demons

Più che per il gameplay, siamo rimasti affascinati dal comparto visivo. La grafica di Q-YO Blaster è un selvaggio throwback a fine anni Novanta: caratterizzato da una pixel art in 8-bit vintage, i modelli dei personaggi, questi comici e ben dettagliati, sembrano venir fuori proprio da un cabinato arcade. E proprio parlando di arcade, è impossibile non menzionare i dettagli esterni, come siano disegnati i fondali e quanto, nostalgicamente e con qualche pixel in meno, alcuni boss sembrano ispirati a Metal Slug e altri nemici facciano richiamo a Cuphead. Qualche demerito, però, ce l’ha anche il comparto grafico.

Comprendiamo il bisogno di servirsi della pixel art, ma farlo a una risoluzione così ridotta anche nei menù di testo sembra controproducente; più di una volta abbiamo avuto fatica a leggere i testi, e i colori sgargianti che compongono la title screen Low Poly è stata un pugno in un occhio. La qualità dei pixel e la loro risoluzione, nel tentativo di dargli un tono, sfavorisce la direzione artistica del titolo. Non riusciamo a trovare neppure parole di elogio per il comparto audio; troppo anonimo, mai accattivante e senza nemmeno un jingle degno di nota.

Trofeisticamente parlando: salva la Terra quante volte sarà necessario

Il set di trofei di Q-YO Blaster offre un 100% in bacheca non troppo difficile per chi è avvezzo al genere, ma di tutto rispetto. Essenzialmente i giocatori, che sia in solitaria o in cooperativa, dovranno finire il gioco a tutte le difficoltà, alcune volte senza mai usare un continuo, altre volte raggiungendo un milione di punti. Un compito appagante senza dubbio, ma non giustificabile per i cacciatori di trofei in cerca di un bel Platino da portare a casa: Q-YO Blaster è sfortunatamente sprovvisto di quella scintillante coppa in più.

VERDETTO

Q-YO Blaster è un simpatico shoot ‘em up orizzontale. E’ immediato e semplice nel gameplay, e sa il fatto suo su design di personaggi e fondali. Perde punti sulla durata complessiva della campagna, di circa quindici-venti minuti, e sulla dimenticabile colonna sonora, ma l’avventura, tutto sommato, vale il prezzo del biglietto.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.