In un discorso tenuto alle giovani imprese durante una conferenza al Center Stage di Toronto, il presidente di Sony Interactive Entertainment, Shawn Layden, ha fornito la sua visione sul futuro del settore videoludico:

L’industria dei videogiochi si basa su creazione, innovazione e intrattenimento in maniera diversa da qualsiasi altra industria. I nostri fan sono appassionati e sanno essere estremamente spietati, le lezioni che abbiamo appreso fin dalla nascita del marchio PlayStation nel 1994 possono servire a chiunque, che sia un fondatore, imprenditore o una nuova start-up. In Sony autorizziamo le nostre software house a spingersi oltre e diamo loro l’opportunità di sperimentare ed esplorare; li incoraggiamo a correre dei rischi, cosicché possano imparare dai propri errori e dai fallimenti. Gli sviluppatori devono agire senza paura e condividere nuove idee.

Layden, per sottolineare quanto affermato, ha chiamato in causa Sucker Punch, software house responsabile di serie di successo quali Sly Cooper e Infamous. Quando allo studio è stato proposto di creare un gioco in grado di sfruttare appieno il potenziale di PlayStation 4 Pro, l’opzione naturale sarebbe stata quella di sviluppare un sequel di Infamous Second Son; Sucker Punch, invece, ha puntato su una nuova IP, Ghost of Tsushima. Tuttavia, promuovere la creatività non vuol dire esclusivamente osare; i team devono essere impostati in modo tale da poter dare spazio a tutte le voci del coro: “E’ importante avere una vasta gamma di voci se vogliamo superare le aspettative del pubblico. Persone con background diversi portano nuove prospettive e aiutano ad accendere la scintilla creativa in maniera diversa. Se la tua squadra guarda e agisce sempre allo stesso modo o se tutti hanno lo stesso punto di vista, i tuoi prodotti non si evolveranno mai e saranno privi di immaginazione; sarebbe la morte dell’innovazione“. Anche Media Molecule è stata indicata come esempio di mentalità vincente: “Il team di Media Molecule è composto circa per un terzo da staff di sesso femminile, questo ha richiesto una maggiore sensibilizzazione”.

Layden, infine, ha concluso il discorso spronando i giovani imprenditori a lasciare spazio ai propri dipendenti: “Noi manager non possiamo controllare come, quando o dove possa accendersi la scintilla della creatività. Possiamo, però, nutrire e dare più spazio al nostro personale, ascoltare e condividere i loro feedback. In questo modo si innoverà di più e l’azienda crescerà con un occhio di riguardo verso la promozione della creatività”.