The Persistence Enhanced – Recensione

Sviluppatore: Firesprite Publisher: Firesprite Piattaforma: PS5 (Disponibile anche per PS4) Genere: Horror Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 29,99€

Pubblicato in origine su PlayStation 4, in esclusiva PlayStation VR, The Persistence è recentemente tornato in versione Enhanced su PlayStation 5 (e scaricabile gratuitamente a novembre per gli abbonati PlayStation Plus). Il survival horror di Firesprite ebbe grande approvazione da pubblico e critica, diventando uno dei “must have” per la periferica di realtà virtuale Sony. Com’è andato il passaggio da visore a Dualsense? Scopritelo nella nostra recensione!

Uno, nessuno e centomila

La Persistence è una nave spaziale, partita con l’obbiettivo di trovare un nuovo pianeta abitabile dagli umani. La sua esplorazione però si interrompe presto, a causa di un avvicinamento imprevisto a un buco nero. In questa situazione d’emergenza ci ritroveremo a vestire i panni di Zimri Eder, ufficiale di sicurezza nella nave. C’è solo un piccolo inconveniente; siamo già morti. Quello che controlleremo sarà infatti un semplice clone, riportato in vita da Serena Karim, ingegnere di nave e unico vero superstite.

Serena ci chiederà di riavviare i motori e provare a scappare dalla forza di gravità del buco nero, inviandoci a esplorare da cima a fondo ogni zona della nave. Il problema? A farci compagnia ci saranno una marea di morti viventi e creature mutate di ogni genere, anch’esse clonate di continuo a causa dei malfunzionamenti della Persistence. In questo modo vengono giustificate, anche attraverso la trama, le feature roguelike del titolo: potremo infatti approfittare anche noi della clonazione incontrollata e illimitata, mantenendo intatti molti dei progressi ottenuti dal nostro “predecessore”.

La storia non è qualcosa di mai visto prima nel genere horror sci-fi, ma ha comunque il pregio di saper coinvolgere al massimo il giocatore nel suo mondo. Entrare nel meccanismo di morte e resurrezione del clone, la curiosità di saperne di più su Serena, sentirsi come veri e propri topi in trappola con le ore contate; tutte sensazioni senz’altro amplificate dal PlayStation VR, ma che è possibile apprezzare anche in questa versione Enhanced del gioco.

L’attacco è la miglior difesa?

Come già detto, la Persistence sarà piena di insidie: mostruosità piccole e grandi, veloci o devastanti, silenziose o addirittura corazzate. Avremo due modi per affrontare ciò che incontreremo: agendo nell’ombra, senza attirare l’attenzione dei mostri ed eliminandoli uno ad uno, o scatenando una guerriglia, utilizzando tutto l’arsenale reperibile sulla nave. Almeno inizialmente, sarà quasi obbligatorio rimanere sottotraccia, causa scarsità di armi ed equipaggiamento.

Una volta acquisita qualche risorsa in più però, al giocatore verrà concessa completa libertà di approccio. Come? Attraverso armi, gadget e potenziamenti, pensati per adattarsi al meglio a situazioni e stili di gioco diversi. La realizzazione tecnica, come approfondiremo più avanti, non è però sempre eccellente. Sezioni shooting e fasi action, scontri corpo a corpo in particolare, non sono affatto il punto di forza della produzione. Il feeback tattile del Dualsense su PlayStation 5 è però ben tarato e maschera, almeno parzialmente, questa lacuna.

Muori che ti fa bene

L’altra, fondamentale, feature di gameplay è legata alle meccaniche roguelike. Innanzitutto, sappiate che la morte è alla base di tutto: non solo quella dei nemici, grazie alla quale potremo acquisire preziose risorse, ma anche la nostra! Ripartendo con un nuovo clone acquisiremo nuovi vantaggi, diversi a seconda del corpo in cui decideremo di giocare, anch’essi migliorabili e sempre più importanti con l’avanzare della nostra missione.

Esplorare sarà quindi una delle fasi principali di The Persistence, sia per sfruttare al meglio l’ambientazione contro i nemici, sia per recuperare quanto più materiale possibile. Gestire al meglio le proprie risorse sarà d’importanza decisiva e ci permetterà di acquistare armi e potenziamenti da distributori automatici sparsi per la mappa. Una volta morti perderemo l’attrezzatura, ma non i progressi acquisiti. Per intenderci, non avremo più un fucile o le sue munizioni, ma riavremo tutti i potenziamenti ad esso applicati semplicemente riacquistandolo al primo distributore utile.

Cerchi sfide? Sei nel posto giusto

Appena cominceremo a giocare, ci verrà presentato un avviso sull’alto livello di difficoltà dell’avventura. Il gioco ci proporrà anche una modalità “semplificata”, nel caso volessimo solo familiarizzare con le meccaniche o goderci la storia. Viene quindi subito messo in chiaro che la morte, come in qualsiasi roguelike, è parte integrante dell’esperienza di gioco (soprattutto nelle prime run). Ad arricchire la proposta ludica, anche diverse sfide in cui dovremo sopravvivere in condizioni più o meno estreme. Abbiamo particolarmente apprezzato il grado di difficoltà, sempre crescente e capace di spingere il giocatore a volersi migliorare, con nuove attrezzature e approcci. A ogni morte, inoltre, la mappa cambierà disposizione per non darci punti di riferimento e accrescere il livello di tensione.

E a proposito di atmosfera horror, quanto fa paura The Persistence? Abbastanza, soprattutto se giocato con le giuste cuffie e in solitudine. Nonostante l’ambientazione tenda a ripetersi, senza particolari picchi di originalità, gli sviluppatori di Firesprite sono riusciti a rendere al meglio le sensazioni di ansia e paura che dovrebbe suscitare ogni buon survival horror. Il comparto audio, corridoi o condotti dell’aria più stretti, sezioni più o meno buie; anche senza PlayStation VR potrete il gioco potrà farvi vivere qualche ora di puro terrore.

Migliorato… ma non troppo

The Persistence è un survival horror davvero interessante, grazie alle sue meccaniche roguelike, ma non brilla particolarmente per realizzazione tecnica. Chiariamoci, il passaggio da PlayStation VR è senz’altro eccellente, con tanti ed evidenti miglioramenti a luci ed effetti particellari, rifiniture all’interfaccia e all’esperienza di gioco in generale. Raytracing e feedback tattile, di cui già vi avevamo parlato, rendono questo titolo apprezzabile anche senza realtà virtuale, sebbene non sia il meglio che PlayStation 5 può offrire.

Il problema sta più che altro in animazioni e modelli, non sempre irresistibili. Oltre alla loro resa grafica discutibile, la legnosità delle animazioni, nostre e dei nemici, porta spesso a commettere errori nelle fasi più concitate. Realizzate con lo scopo di impressionare attraverso PlayStation VR, non riescono a fare lo stesso senza visore, risultando quasi d’ostacolo. Da segnalare, infine, la completa localizzazione in italiano del titolo.

Trofeisticamente parlando: la guerra dei cloni

L’elenco trofei di The Persistence Enhanced conta quarantaquattro trofei, Platino compreso. Ottenerli tutti sarà una sfida equilibrata, non molto lunga vista la durata comunque esigua dell’avventura. Oltre a dover guardare tutti e tre i finali disponibili, dovrete collezionare tutte le armi e potenziare al massimo equipaggiamento e cloni. Diversi i trofei che riguardano tipi di uccisioni particolari e raccolta di collezionabili. Niente di impossibile insomma, fattibile in una ventina di ore circa senza troppi patemi d’animo.

VERDETTO

The Persistence Enhanced è un survival horror, con meccaniche roguelike, da tenere assolutamente in considerazione, per appassionati e non del genere. La trama è ben strutturata, pur senza acuti, così come il gameplay, sempre molto coinvolgente. Apprezzabili anche le atmosfere horror, sempre piuttosto suggestive a bordo di una nave spaziale piena di creature spaventose. Sul comparto tecnico è stato fatto un gran lavoro, rispetto all'originale su PlayStation VR, tuttavia rimangono alcune criticità legate ad animazioni e modelli.

Guida ai Voti

Gennaro Favatà
Detto anche Giovanni, dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStationBit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e nonsense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per dieci minuti.