Com’è Mortal Kombat 1? L’abbiamo provato in anteprima

Grazie ad uno stress test privato, abbiamo avuto modo di provare in anteprima alcune delle caratteristiche di Mortal Kombat 1, l’atteso nuovo capitolo della serie picchiaduro di NetherRealm.

Avviata l’app, ci siamo ritrovati davanti ad un risicato menù iniziale con due sole modalità: la classica torre arcade e quella versus online. In questa demo, è stato possibile scegliere tra quattro dei personaggi disponibili: Sub-Zero, Kitana, Kenshi e Liu Kang, insieme a tre personaggi Kameo, la vera novità del titolo.

Ritorno alle origini senza dimenticare il passato

Tenendo fede alla struttura di Mortal Kombat 11, ma con una maggiore precisione di attacchi, i fan storceranno un po’ il naso scoprendo che la velocità di esecuzione e movimento risultano oltremodo diminuite, dando una sensazione di lentezza che non lascia indifferenti. Muoversi nelle arene risulterà tedioso, a causa della possibilità di scattare in serie solamente se si cancella l’azione abbassandosi, per esempio. Lasciando pressoché invariato l’ormai famoso Target Combo System, che permette di iniziare delle combo senza particolare precisione nella velocità di pressione dei comandi, si potrà notare quanto sembra dilatato il tempo tra la pressione di un tasto e l’arrivo dell’animazione su schermo. Questo, uno dei problemi maggiori controller alla mano.

Superata la questione “ritmo”, però, Mortal Kombat 1 inizia a splendere in quella che è effettivamente la parte giocosa, appena entrati nel vivo di qualsiasi kombattimento. Iniziata una kombo, se si ha una buona padronanza del gioco, è praticamente impossibile non terminarla prima di aver ridotto l’avversario a brandelli. In particolare, utilizzando personaggi come Kenshi e Sub-Zero, si potrà tenere sotto scacco l’avversario, causando danni assurdi, se si tiene conto anche di quelli in parata. Proprio quest’ultima, si aggiorna con la possibilità di parata alta, che se attivata con il giusto tempismo permette di contrattaccare il colpo avversario, salvo non cadere vittima di una finta.

Ho bisogno di una mano

Indubbiamente, la novità di questo titolo è rappresentata dai personaggi Kameo, veri e propri aiutanti durante qualsiasi match. Potendo scegliere tra solo tre di loro, in questa versione di prova, abbiamo avuto modo di notare la loro indiscutibile utilità. Durante un kombattimento, infatti, sarà possibile “evocarli” anche più volte, con una ricarica di essi abbastanza rapida.

Potendo scegliere solo tra Sonya, Jax e Kano, abbiamo sperimentato alcune delle loro utilità. Con tre tipi di assist disponibili, i personaggi Kameo permettono di far continuare combo, magari utilizzando la capacità di rimbalzo degli attacchi di Sonya, o anche distrarre gli avversari o causare vere e proprie carneficine verso avversari impreparati e ignari.

Oltre alla loro utilità e parte integrante delle battaglie, assolutamente i personaggi Kameo doneranno veri momenti di fan service, sempre belli da vedere, durante le Fatality e nei filmati di vittoria. Una gran bella aggiunta all’universo di Mortal Kombat.

Mortal Kombat 1: in konklusione

Mortal Kombat 1, almeno per quanto provato in questo piccolo stress test, non rappresenta sicuramente un’evoluzione per la serie né per il genere in sé, ma siamo fiduciosi del fatto che riempirà il vuoto lasciato per anni dalla saga di NetherRealm tra il parco titoli di picchiaduro. Gli sviluppatori sembrano vogliosi di ascoltare il feedback dei giocatori, promettendo di migliorare al meglio il titolo fino al giorno del lancio, magari risolvendo anche quei piccoli problemi notati durante questa demo.

Raffaele Verde
Anche se i videogiochi sono la sua passione, fin dalla tenera età, continua, ancora oggi a cercare di capirci qualcosa, ovviamente senza riuscirci.